De Ceglie, da Fifa 2012 al Cesena: «Juve, non vado via»
Il terzino bianconero: «Io faccio parte del gruppo della Juve a prescindere dal mio utilizzo, non voglio pensare a una partenza a gennaio o ad altre situazioni»
© LaPresseDECISO Nella squadra di Conte , con il decentramento di Chiellini a sinistra, il valdostano ha visto drasticamente ridursi gli spazi ma non ha nessuna intenzione di mollare: «Il concetto è chiaro alla Juve, si lavora nella stessa direzione a prescindere. Bisogna dare il massimo ogni giorno per poter essere pronti quando il tecnico ti chiama? La più grande differenza rispetto all’anno scorso? Beh, il modulo di gioco e l’alta intensità con cui Conte vuol sempre vedere muovere la squadra. In effetti per poter reggere questi ritmi durante i 90 minuti si deve correre tantissimo e la grande preparazione estiva ci sta dando una mano in questo senso. Sta crescendo l’autostima grazie alle buone prestazioni ma dobbiamo restare coi piedi per terra».
«ALTRO CHE FACILE» Contro il Cesena il tecnico, oltre all’avvicendamento forzato Pazienza-Pirlo, è tentato da un mini turnover che potrebbe coinvolgere anche lo stesso De Ceglie: «Col Cesena sarà facile soltanto sulla carta. Per noi adesso tutte le partite dovranno essere affrontate come delle finali. Comunque le scelte dei titolari spettano a Conte, ed è giusto che sia così. La forza del gruppo non è un modo di dire. Questo è un gruppo fantastico». Basta sentire la sua risposta quando gli si chiede come reagirebbe, durante il mercato di gennaio, a fronte di un’offerta da parte di un club in grado di garantirgli un posto da titolare. «No, questo non è un mio pensiero. Io faccio parte del gruppo della Juventus a prescindere da quanto vengo utilizzato. Non voglio pensare ad altre situazioni». Del resto Conte sta facendo un grande lavoro non solo con i titolari ma con tutti: «Sì, parla molto anche con chi viene utilizzato meno e poi durante la partita si vede quanta carica riesce a trasmettere. Non molliamo mai, come abbiamo fatto vedere a Napoli. Io ci credevo anche sull’1-3 perché vedevo i miei compagni convinti e decisi a recuperare. Infatti alla fine è arrivato il pareggio». Tutto vero, come il gol del pari finale di Pepe partito dalla metà campo palla al piede e entrato in area per la rasoiata finale. Quella sì, pareva un’azione da playstation. Ma Simone è diventato l’uomo dei miracoli. Per cui tutto è lecito.




COMMENTI