Lapo: «Che bella Juve. E che bravo presidente...»
«Complimenti a mio cugino Andrea: ha messo insieme una struttura vincente, con gli uomini giusti nei posti giusti»
© LaPresseFORZA ALEX - I due cugini si cercano con lo sguardo, quando capitan Del Piero cade a terra, sanguinante. «Sono stati attimi di paura, davvero. Ci siamo spaventati. Sono dispiaciuto - dice il nipote dell’Avvocato, intercettato nel parcheggio dello stadio, accanto alla sua Jeep mimetica - e anche amareggiato. Alex stava trovando il suo spazio, la sua occasione. Poi, l’apprensione ha contagiato tutti. Per fortuna ci hanno tranquillizzato, se la cava con i punti in testa. Forza Alex, abbiamo sempre bisogno di te», l’incoraggiamento sentito, sentitissimo.
INFINITI - Ieri con la sua squadra del cuore, oggi pomeriggio a Milano in via Montenapoleone con la sua griffe-creatura Italia Independent. Prima tifoso, poi imprenditore. Con la felicità del primato. «La Juve ha dimostrato di essere infinita. Non si è mai arresa, ha continuato l’assedio per novanta minuti, senza demordere, senza scoraggiarsi. Con il giusto entusiasmo a sorreggere i ragazzi». Non era facile, però. «E l’arbitro non ci ha regalato niente. Spesso agevolava i recuperi avversari, non vedendo certi falli. Se gli servono occhiali speciali, eccoli qui pronti, modello... Scherzo, eh. Tanto per spiegare quanto fosse dura scardinare la difesa del Cesena». Cosa piace di questa Juve? «Il carattere. Sì, sempre tosti e sempre in attacco». Ma c’è anche un fattore numerico che porta al sorriso. «Che spettacolo quel +2 sul Milan, sulle seconde. La Juve è di nuovo ai livelli che le competono, è di nuovo Juve combattiva e di vertice».
EMOZIONI - Senza Pirlo, poi, ha dimostrato compattezza assoluta. «Visto? Anche Pazienza si è calato nella parte. Ma qui sono tutti primattori. E nessuno è fuori luogo». Applausi, please. Che c’è da gustarsi ogni momento. «Intanto, lo stadio. E’ parte dello spettacolo, fantastico. E la Juve sta regalando felicità anche alla sua gente». E a Lapo, prototipo del fan bianconero. «Di sicuro io ne sono orgoglioso. La squadra mi emoziona. Chiunque scenda in campo, e contro qualsiasi rivale, dà il massimo, senza riserve. Sì, ci rendono orgogliosi di essere juventini, in campo e fuori».
BRAVO PRESIDENTE - I meriti sono presto serviti. «Complimenti a mio cugino Andrea: ha messo insieme una struttura vincente, con gli uomini giusti nei posti giusti. Scelte vincenti. Complimenti all’allenatore Conte. Complimenti ai giocatori. Vidal? Mi piace, eccome. Ma non è tanto un discorsi di singoli, bensì di insieme, di mentalità. Dovevano ridare passione a tutto quanto è bianconero. Anche qui, la squadra ci ha messo il cuore, un’azione dietro l’altra, due gol, un possesso palla infinito, da far girare la testa ai romagnoli».
FINALMENTE - Ok, non resta che continuare così. «Avevamo bisogno di ritornare a questi livelli. Lo meritava la Juve, per quello che rappresenta, per i suoi tifosi fantastici». E per i messaggi positivi che ne susseguono. Da ribadire il concetto. «Orgoglioso di essere juventino». Firmato Lapo.




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