Zambrotta: «Juve in campo con 11...Conte»
L'ex bianconero: «Per lo scudetto non prevedo una corsa a due tra noi del Milan e loro. E non escludo nemmeno un clamoroso finale al fotofinish. Nel ko subito a Torino ho visto una squadra che non molla mai Lo stesso spirito con cui giocava il tecnico»
© Foto LiveraniZambrotta, la Juventus sembra copiare il Milan: pure i bianconeri a Dubai.
«A essere sincero il diritto di primogenitura ce l’ha la Juve: nel 2003 siamo infatti venuti qui a svolgere lo stage invernale».
Bianconeri che sono i principali antagonisti per il titolo...
«E questo non può che farmi piacere. Mi sembra di essere tornato ai tempi pre-Calciopoli, all’inizio del nuovo Millennio, in cui Juve e Milan si contendevano non solo lo scudetto ma pure l’egemonia ai massimi livelli internazionali. L’ultimo euroderby italiano in una finale di Champions League è stato Juventus-Milan del 2003 a Manchester».
Perché le fa piacere?
«A parte che sono un ex bianconero e ho ancora tanti amici a Torino, a cominciare da Buffon e Del Piero, è bello che un grande club come la Juve torni a competere per il titolo dopo anni bui. Bello per la squadra, per i suoi milioni di appassionati tifosi, per il calcio in generale».
Calciopoli è davvero finita?
«Personalmente ci ho messo una pietra sopra sin dalle prime sentenze. Inutile rivangare il passato».
Merito di Conte?
«Indubbiamente è uno dei principali artefici, se non il principale, insieme ai dirigenti e ai giocatori. Ha trasmesso alla squadra il suo spirito vincente e soprattutto quello di non mollare mai. Lo ricordo bene da giocatore. Era un lottatore, giocava con una caparbietà impressionante, non si arrendeva mai. Ho notato di nuovo queste qualità ritrovate quando siamo venuti a inizio ottobre a Torino e purtroppo abbiamo perso 2-0... Anche il nuovo stadio aiuta la squadra, l’impianto è splendido, senza pista d’atletica, come San Siro, i tifosi danno un contributo importante per mettere le ali alla squadrai».
Come vede la volata scudetto?
«Intanto il discorso non è solo a due. Il campionato è ancora molto lungo, l’Inter sta recuperando punti su punti, poi ci sono l’Udinese, le romane, il Napoli. Io ne ho viste tante, di cotte e di crude come si dice, e non è da escludere che l’arrivo sia in volata, al fotofinish, cioè all’ultima giornata. Personalmente m’è successo già tre volte in carriera di giocarmi il titolo negli ultimi 90’: due volte in Italia e una in Spagna. Nel ‘99 lo persi con la Juve nella piscina di Perugia e a beneficiarne fu la Lazio. Nel 2002, quand’ero sempre alla Juve, lo vinsi a Udine nel giorno del 5 maggio interista a Roma contro la Lazio. Infine nel 2007 quand’ero al Barcellona, lo persi solo per differenza-reti nei confronti del Real Madrid di Capello».
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