Esordienti a 'lezione' da Marchisio: «Grinta e umiltà»
Il centrocampista della Juve professore per un giorno: «Non si deve mai smettere di migliorare. In ogni squadra e con ogni allenatore»
LA GRINTA - «Io ho sempre voluto fare il calciatore, sin da bambino - ha raccontato Marchisio, come riporta il sito ufficiale della Juventus - e anche se ovviamente all’inizio non lo vivevo come un lavoro, volevo migliorare sotto ogni aspetto, perché in fondo sapevo che era giocare a calcio era l’unica strada che volevo intraprendere. E non si deve mai smettere di migliorare. In ogni squadra e con ogni allenatore. Quando ero a Empoli Cagni mi diceva che non ero bravo a difendere e allora o cercato di crescere da quel punto di vista. E poi gli anni successivi, con Ranieri, Ferrara, Zaccheroni, Del Neri e oggi con Conte. Non si finisce mai di imparare!».
UMILTA' - «Quando ero nelle Giovanili - ha concluso - i miei compagni ed io ci frequentavamo anche fuori dal campo, magari chiedendo ai genitori se potevamo andare a mangiare una pizza tutti insieme. E quando c’era qualche ragazzo da fuori Torino, spesso lo invitavo a casa mia anche per fargli sentire meno la lontananza da casa. Alla fine tutto questo si riflette in campo ed è più facile aiutarsi in partita se si è buoni amici».




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