Conte: «Mercato? Non c'è solo Caceres»
Il tecnico bianconero: «Contro l'Udinese sarà una partita da sei punti. Mercato? I dirigenti stanno lavorando per chiudere alcune trattative. Aspettiamo e vediamo. Milan-Juve come il clasico di Spagna? No, noi non siamo al livello di Real o Barcellona»
© LaPresse«ABITUATI ALLA PRESSIONE» - Il tecnico non teme le pressioni dell'ambiente. «Ora che siamo in testa non sono aumentate, nelle grandi squadre la pressione è normale e noi la avvertiamo fin dal primo giorno di ritiro. La Juve ha un grande nome e una grande storia e quindi è giusto che debba giocare per qualcosa di importante. Sappiamo che nei media la speranza è che questa squadra faccia benissimo o malissimo perchè questo porta a vendite più alte. Una Juve intermedia non va bene a nessuno e noi questo lo sappiamo perfettamente. L'unica cosa che deve interessarci, però, è il lavoro e l'applicazione quotidiana per continuare a stupire».
«TUTTI SI GIOCANO IL POSTO» - La formazione resta nella testa del tecnico: «L'infermieria è bella piena, è un momento poco fortunato a livello di infortuni fisici. Faremo le necessarie valutazioni per schierare chi sta meglio, senza guardare in faccia a nessuno. Tutti si giocheranno il posto nell'undici titolare, senza eccezioni».
«PERIODO INTENSO» - «Stiamo attraversando un momento molto duro e decisivo. Giochiamo una volta ogni tre giorni e quindi dobbiamo valutare bene ogni situazione», ha detto Conte togliendosi poi anche un sassolino dalla scarpa: «Fra coppa Italia e campionato, non abbiamo soste e questa è anche una risposta a chi diceva che questa squadra era avvantaggiata dal numero limitato di partite da giocare...».
«CACERES, L'UOMO CHE SERVIVA» - Conte ha dato poi il benvenuto a Caceres: «Ci ho parlato, è un calciatore polivalente, un jolly difensivo del quale avevamo bisogno. Martin ha il vantaggio di conoscere già l'ambiente e quindi avrà bisogno di meno tempo per inserirsi nel gruppo. Arriva con grande umiltà e questo è importante». Il tecnico ha parlato anche di Marrone: «Darlo via in prestito? No, ho posto un veto che risale a inizio stagione. Io l'ho allenato lo scorso anno al Siena e mi colpì subito per la sua grande personalità. Nel momento in cui c'è stata l'opportunità di continuare ad allenarlo anche alla Juve l'ho fatto volentieri. Io e la società crediamo molto in lui, un calciatore che rappresenta il presente e il futuro bianconero. L'importante è che resti umile e che continui a lavorare tanto anche andando in tribuna. Adesso per lui arriva la parte più dura, quella della conferma».
«NOI NON AL LIVELLO DI BARCA O REAL» - Chiusura sulla semifinale di coppa Italia contro il Milan: «Ci penseremo quando arriverà ma non chiamatela il 'clasico' italiano. Noi siamo ancora troppo distanti dal Barça e dal Real. In Spagna fanno ogni anno una corsa a due mentre in Italia per il tricolore c'è molta più concorrenza».
Simone Zizzari
Twitter @szizzari
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