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Intervista a Siffredi: «Alena, te lo do io... Buffon»

L'attore porno: «A letto Gigi è meglio di me? Non è mai stata sun un mio set»

Intervista a Siffredi: «Alena, te lo do io... Buffon»© Foto Liverani
TORINO - Rocco Siffredi, come mai la Colombari e adesso la Seredova l’hanno tirato in ballo come termine di paragone dei loro mariti a letto? «Da un lato mi fa piacere essere coinvolto, però mi viene un dubbio: non mi ricordo di aver mai fatto sesso con queste due donne o di averle avute nel cast di qualche mio film... Di solito, per fare un confronto tra due persone, bisogna averle provate entrambe. Battuta a parte, sono convinto che quando una donna ama un uomo, questo è il numero uno al mondo al di là delle dimensioni e delle prestazioni. E lo stesso vale per un uomo: non baratterei mia moglie con Madonna o Angelina Jolie. Vedo che molti si stufano della partner se manca un po’ di eccitazione: basta far funzionare la fantasia».

Ma ci crede che Buffon sia meglio di lei a letto?
«Può anche essere meglio di me a letto, però lo voglio vedere davanti alla telecamera. Mi è capitato di recente, mentre ero a Las Vegas a ritirare l’Oscar come migliore attore porno, che uno spettatore mi urlasse “io sono meglio di te”. Può anche essere vero, però sono sicuro che nessuno mi batta davanti alla telecamera, dove tutto viene rimesso in gioco. Davanti alla realtà, in molti scappano perché in quei momenti bisogna dimenticare tutto e concentrarsi soltanto sul lavoro. Buffon è ancora un ragazzino rispetto a me... Gli faccio una proposta: quando smette di giocare perché non viene a lavorare da me? Ho bisogno di uomini veri».

Allora concorda con l’immagine del giocatore muscoloso e macho.

«Sì, leggo che ci sono giocatori che si divertono molto a letto, come Boateng, distrutto dalla Satta».

Chi tra loro sarebbe perfetto per lavorare in un film porno?
«Non ho dubbi, dico Totti e Cassano a occhi chiusi».

Da che cosa dipende questa scelta?
«Il mio intuito: ho visto Totti in alcune interviste e situazioni televisive e ho notato l’espressione giusta sul suo volto».

E quale sarebbe?
«Quando è davanti a una donna dimentica tutto quello che sta attorno. Sono strasicuro che funzionerebbe, mentre per Cassano ci vorrebbero due o tre dritte, ma anche lui è sulla strada giusta».

Non le è mai successo di trovare tra gli attori porno qualche ex giocatore?
«No, però mi è capitato a Roma di trovarmi nello stesso hotel di Cissé il quale ha voluto fare una foto con me perché tutte e due siamo stati testimonial di un marchio di abbigliamento in Francia. Ebbene, il giocatore della Lazio mi ha rivelato che lui avrebbe voluto fare l’attore porno. Gli ho risposto: “Di che ti lamenti, avrai la fila di donne”. Lui ha rilanciato: “Sì, però non è lo stesso farlo davanti alla telecamera”. E ha ragione».

Ricollegandoci a Boateng, in Spagna dicono che si sia infortunato proprio per aver fatto troppo sesso. Può succedere?
«Ci va una grande preparazione fisica per giocare, ma anche per fare sesso. Io per esempio mi alleno con la corsa, i pesi e anche con le partite a calcetto insieme con mio figlio Leonardo e alcuni amici. Del resto sto in scena anche 4-5 ore consecutive e in posizioni impegnative. Accanto alla forma, c’è poi la psiche: per noi è fondamentale allontanare lo stress. Se la mente non è libera non funzioniamo a letto».

Da sempre è la diatriba tra gli allenatori: fa bene fare sesso prima di una partita?
«E’ una questione personale: se uno si rilassa facendo sesso, fa bene a farlo, poi dipende anche dal ruolo in cui gioca. Per esempio, ai pugili è vietato fare sesso un mese prima dell’incontro. Secondo me, senza esagerare, dopo si gioca anche meglio».

Lei come si considera, un Messi o un Ronaldo del porno?
«Un po’ tutti e due: fisicamente sembro più Ronaldo per via della prestanza e dell’aggressività, e anche caratterialmente sono uno tosto. Però mi sento pure un giocoliere e un romantico alla Messi».

Fatica di più un giocatore in partita o un attore di film porno?
«Non c’è paragone: l’attore. Un film hard professionistico è molto faticoso. Io sono della scuola che il lavoro bisogna farlo bene e quindi bisogna impegnarsi molto. Soltanto in alcune occasioni, come il rigore da tirare in un Mondiale, il giocatore subisce uno stress che noi non conosciamo. Ma sono casi rari».
Marina Salvetti
COMMENTI
  • pinoalfredo28/01/2012 19:51:25
    E adesso farei un'intervista a Marina Salvetti...
  • buscaiol28/01/2012 16:42:29
    da tifoso juventino e compaesano di Gigi non ci sono dubbi su chi tiferei, però l'equazione Buffon:calcio=Siffredi:sesso mi fa dubitare di brutto.....insomma, diciamo che nel professionismo, ad ognuno il suo campo.....
     
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