I rossoneri si sentivano i favoriti, la Juve di Conte ha cambiato i loro piani
© Foto Pegaso
TORINO - Antonio Conte e Massimiliano Allegri sono un po’ grandicelli per giocare a nascondino, ma nelle ultime ore sembrano averci preso gusto. Lo juventino per la verità è da inizio stagione che si diletta in questo esercizio (dialettico), la vera novità è che il rivale ora risponde. Buon segno. Per la Juve, s’intende. Perché il botta e risposta non era contemplato nei piani iniziali del Milan, né il braccio di ferro. Tantomeno il nascondino. A Milanello al limite si dilettavano nel body building, mostrando i muscoli alla concorrenza: «
Quanto siamo forti, quanto siamo belli». Sentirselo ripetere dal principale rivale però, che sono realmente forti e belli, sortisce un effetto paradossale nei rossoneri. Tanta esibita ammirazione invece che fortificare le convinzioni di Ibra e compagni, evidentemente le scalfisce. Al punto da generare la replica un po’ piccata del tecnico campione in carica:
«Evidentemente Conte sottovaluta i suoi giocatori». Un teatrino persino godibile, da cui la Juve era esclusa da anni. Infatti le toccava assistere con un po’ di invidia alle trovate di José Mourinho. O magari subirle. Mentre qui è il tecnico bianconero a dettare i tempi e i temi. Così vien da pensare che questo diavolo (davvero non in senso di milanista) di un Conte la sappia davvero lunga e non solo dal punto di vista tattico. Lo stesso maestro Marcello Lippi gli riconosce: «
Antonio è molto cresciuto sotto il profilo dialettico». A questo punto stiamo al gioco, perché ovviamente di questo si tratta. Che la Juve creda nello scudetto lo testimonia l’ossessiva rabbia che mostra in tutte le partite, buone o meno. E perlopiù sono molto buone. Fin troppo, iniziano a pensare a Milano.
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