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Caceres: Parlo della Juve con Suarez. L'idea gli piace

Il difensore: «Lo scudetto è unico: grazie ai tifosi e a Fonseca. Non immagino la Juve senza Conte. In Champions da protagonisti. Io vorrei restare a vita»

Caceres: Parlo della Juve con Suarez. L'idea gli piace© REUTERS/EDDIE KEOGH
TORINO - Prezioso per gli allenatori, nell’Uruguay come nella Juventus. «Con Tabarez funziona come con Conte: difensore a destra, centro o sinistra non cambia: l’importante è vincere». E vincere a Martin Caceres riesce bene: in 12 mesi ha centrato coppa America e scudetto. Ma ai suoi tanti ruoli negli ultimi giorni se n’è aggiunto uno nuovo: è una sorta di “informatore”. Per caso, non per volontà. Già, a Montevideo, nel ritiro della Celeste impegnata nelle qualificazioni al Mondiale (sabato c’è il Venezuela, poi il Perù), si ritrova con due dei big più corteggiati dalla Juventus: Luis Suarez e Edinson Cavani. Amici prima che compagni. Gli spifferi mercatari dall’Italia arrivano e qualche chiacchiera è inevitabile.

Caceres, dei due chi le fa più domande sulla Juve?
«Ovviamente Suarez. Edi non ne ha bisogno: gioca nel Napoli, sa già tutto dell’Italia e della Juve. Con Cavani abbiamo scherzato sulla coppa Italia: gli ho fatto i complimenti, ma in realtà neanche l’Uruguay mi ha fatto sbollire la rabbia».

Ci sveli qualche retroscena su Luis Suarez.
«Ci conosciamo da una vita, tra Sub 20 e mondiali di categoria, in Nazionale siamo in stanza assieme da 7 anni. E’ un amico, un ragazzo simpatico, e un grandissimo attaccante».

In Inghilterra però è considerato un bad boy.
«Di lui si dice troppo e male: il suo problema è che parlando poco l’inglese fatica a farsi spiegare. Non è un razzista, ve lo assicuro: nel nostro gruppo abbiamo un paio di amici neri».

Torniamo alla Juventus.
«E’ vero, parlando in camera è capitato che mi abbia chiesto com’è la società, senza però entrare nel dettaglio dei giocatori. La mia risposta? Gli ho detto che è un club che vuole sempre e soltanto vincere».

Lo ha visto intrigato?
«Al Liverpool sta bene, ma quello che gli ho detto della Juve gli è piaciuto: del resto qual è il giocatore che non vorrebbe giocare in club così ambizioso? Mettiamola così: io sarei pronto a dividere la camera con lui anche a Torino... (risata)».

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