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venerdì 18 aprile 2014
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Conte: «Il mio futuro? Pensiamo agli obiettivi»

Il tecnico della Juve alla vigilia della sfida contro il Bologna nella conferenza stampa di Vinovo: "I tifosi sono preoccupati per la mia permanenza? Ho detto che avrei risposto ad una domanda, ora parliamo di calcio"

Conte: «Il mio futuro? Pensiamo agli obiettivi»© LaPresse
TORINO - Il suo futuro, con il popolo bianconero preoccupato, le prospettive della Juve, il rapporto con Tevez: questo e altro nella conferenza stampa di Antonio Conte alla vigilia di Juventus-Bologna.

IL MIO FUTURO - “Vorrei che questa fosse la prima e l’ultima domanda extracalcistica, perché domani la partita col Bologna sarà fondamentale. Ribadisco quanto detto da me e dal direttore: ho letto tutto, Marotta ha detto le mie stesse cose, con la massima coerenza e in piena sintonia. Se da parte mia si dice qualcosa e da parte sua si dice lo stesso, vuol dire che la vediamo entrambi allo stesso modo. C’è piena sintonia di vedute sul da farsi. Ma è un momento talmente importante per noi che il fatto di pensare a questioni personali, soprattutto io che ho sempre detto di privilegiare il noi rispetto all’io, sarebbe una grandissima mancanza di rispetto per i calciatori, la società, i tifosi, che si aspettano grandi cose da parte nostra. E io, con la squadra, mi sento responsabile di regalare qualcosa di storico, il terzo scudetto di fila, e andare ancor più avanti in Europa League, sapendo che sarà una semifinale difficile. Possiamo concludere il nostro percorso anche in Europa. La parola d’ordine è: concentriamoci tutti, con il giusto atteggiamento, voglia e determinazione. Domani sarà una partita di assoluta importanza: se vincessimo, metteremmo un tassello bello grosso sulla conquista di uno storico terzo scudetto”.




CALENDARIO - “Se sono preoccupato che si dia per scontato che si parli di durissima trasferta della Roma a Firenze e di impegno facile per la Juve? No, di facile non c’è niente, col Bologna sarà invece molto difficile. Ecco perché spero che domani lo stadio sia molto caldo, perché il tifoso bianconero deve sentire l’importanza del momento, che riveste questa partita. Se vincessimo sarebbe un risultato non dico decisivo, ma sicuramente di fondamentale imprtanza. Quanto agli altri, dico sempre ai ragazzi di cercare di vincere per noi, siamo in una situazione ottimale, e di pensare solo al nostro risultato. Dovremo fare grande attenzione: non dimentichiamo che Ballardini per due anni qui ha pareggiato col Cagliari e poi col Genoa. Non bisogna dare nulla per scontato, ma lo sappiamo benissimo. Per noi è un periodo esaltante, siamo in corsa su due fronti. Sarebbe bellissimo coronarli tutti e due, ma ragioniamo di partita in partita: perché potrebbe essere esaltante se portassimo tutto a compimento, altrimenti sarebbe una delusione. Bisogna fare grande attenzione, il Bologna per noi è la partita della vita: vincere significherebbe mettere una grandissima ipoteca sullo scudetto. Siamo favoriti adesso, ma domani vincendo le mie percentuali salirebbero. Poi ci concentreremmo sull’Europa League, dove affronteremo una squadra che sta facendo cose importanti: hanno appena vinto la Coppa del Portogallo, stanno vincendo lo scudetto e ora hanno l’Europa League dove hanno perso l’anno scorso in finale”.

INFORTUNISTICA - “Abbiamo a che fare con situazioni differenti: Tevez e Vidal vengono da problemi, ecco perché sono stati preservati contro l’Udinese. Si sta cercando di curarli e portarli a giusta condizione, avrei piacere che dessero sempre il 110 per cento. Barzagli, invece, non è acciaccato: è stato più di un mese fuori, ora è disponibile, ma è inevitabile che debba ritrovare il ritmo partita. Non so se farlo giocare a gara in corso o di nuovo dall’inizio”.

SVOLTA GIOVINCO - “Contro l’Udinese è stata una partita dura, ostica. Il fatto che lui abbia compiuto qualcosa di decisivo sicuramente gli deve dare fiducia, lo deve responsabilizzare. Per me Giovinco ha qualità incredibili: se si convince di diventare decisivo anche nella Juve, lo può fare pure a partita in corso, come a Lione. Però ribadisco: lui ha grandissime qualità e le deve mettere in atto sempre”.

IL TERZO TRICOLORE - “Se anche questo scudetto andrebbe oltre le aspettative, dopo quanto vinto nelle prime due stagioni? Beh, se la storia dice che tranne nel quinquennio la Juve non ha mai vinto tre scudetti di fila, significherebbe che avremmo fatto comunque qualcosa di straordinario e incredibile. Al mio terzo anno abbiamo già gli stessi punti del campionato scorso, quando facemmo più punti del primo anno. Bastano i numeri per certificare che la nostra sarebbe una stagione incredibile e straordinaria”.

MEGLIO ORA CHE... - “Come si vive lo sprint rispetto a quando giocavo io? Da allenatore si vive tutto in modo diverso, le responsabilità sono talmente tante e aumentano a dismisura. Devi preparare tutto, pensare a tutti. Preoccupazioni, stress e pressioni sono maggiori, però le soddisfazioni sono maggiori rispetto a quando vincevo da calciatore”.

EFFETTO TEVEZ - “Carlos ha detto che sono al livello di Ferguson? Mi fa molto piacere. Sono paragoni importanti, con allenatori che hanno fatto la storia, come Ferguson. Lo ringrazio, così come ringrazierò sempre i miei calciatori. Perché un allenatore può avere centomila idee, ma ha bisogno di grandi calciatori e grandi uomini. In questi tre anni io ho avuto la fortuna di avere tutto questo. Con Carlos è stato un buon feeling immediato: fin dal primo incontro per convincerlo a sposare la causa della Juve e venire da noi, l’ho visto determinato. Ha grande personalità: più l’area si fa calda e più lui c’è. Sul suo comportamento ne avevo sentite tante, invece è sempre stato un grande esempio. E per me migliorare campioni come Tevez è sempre motivo di orgoglio e soddisfazione”.
 
Antonino Milone
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