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domenica 11 maggio 2014
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Conte a carte scoperte, ora tocca alla Juve

Il tecnico ha dato l'impressione di annunciare il divorzio, ma non è detta l'ultima parola. in settimana la verità

Conte a carte scoperte, ora tocca alla Juve© Ansa

TORINO – “Comunque vada a finire, io resterò sempre amico della famiglia Agnelli, di Beppe Marotta e di Fabio Paratici”. No, quelle di Conte, non sono parole esattamente rassicuranti per il popolo bianconero. Così come non lo è stata tutta la conferenza stampa seguita a Roma-Juventus. Ma si va avanti a sensazioni, certezze non le ha nessuno. Molto probabilmente neppure i diretti interessati, intrappolati in un perverso meccanismo in cui un sogno comune, la Champions League, rischia di dividerli.

 

Conte questa volta è stato abbastanza chiaro e ha enunciato tre concetti fondamentali per spiegare la sua posizione. Primo: “Ho chiesto moltissimo a questi giocatori e ho dato tutto quello che avevo alla squadra. Migliorare questa Juve è difficilissimo”. Ovvero: urge un profondo ricambio della rosa, aumentarne la qualità, ma anche sostituire elementi che possono essere appagati o logori (anche fra i nomi eccellenti...). Secondo: “Io non getto fumo negli occhi ai tifosi, attualmente questa Juve è da ottavi, massimo quarti di Champions”. Ovvero: se qualcuno pensa che con una campagna acquisti sulla falsariga di quella dell'ano passato, si possa ambire a una semifinale o una finale di Coppa sta illudendo i tifosi e io non voglio prendermi le eventuali responsabilità o subire le possibili conseguenze di un mancato raggiungimento di un obiettivo, a mio modo di vedere, impossibile. Terzo: “In questi giorni si farà chiarezza, ma non sono uno da anno sabbatico. Se dovessi lasciare la Juve, mi guarderò in giro e valuterò eventuali offerte intriganti”. Ovvero: non è da escludere che le “offerte intriganti” non siano già arrivate, per lo meno indirettamente.

 

L'unica consolazione per i tifosi bianconeri è che probabilmente lo stillicidio emotivo si risolverà nei prossimi giorni. Le parole di Conte, nella loro ruvida chiarezza, avranno l'effetto di accelerare il processo che, a questo punto, deve contemplare una mossa o una presa di posizione della società. Come andrà a finire è difficile dirlo. Chi, in queste ore, ostenta informazioni sicuri sta solo scommettendo sulle impressioni o sopravvalutando voci di corridoio. E' ovvio che l'ipotesi di un clamoroso divorzio fra Conte e la Juventus si stia facendo sempre più strada, ma non è ancora noto a nessuno cosa si siano detti e cosa si diranno i protagonisti. Dei margini perché Conte rimanga sulla panchina della Juventus esistono e stanno tutti nel silenzio di Agnelli, dove si può nascondere stizza per le parole di Conte, ma anche un sorprendente asso da giocare sul tavolo dell'ultimo colloquio. Quello della verità.

Guido Vaciago
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