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mercoledì 14 maggio 2014
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Del Piero: «Continuo e non torno in Italia»

L'ex capitano bianconero: «Futuro? Tornare in patria assolutamente no: due anni fa ho fatto una precisa scelta e la mia parentesi italiana è conclusa con la Juventus. L’intenzione è quella di continuare ancora»

Del Piero: «Continuo e non torno in Italia»© LaPresse
MILANO - Metti un pomeriggio in Borsa con Alessandro Del Piero, special guest per Banca Generali nella Giornata Nazionale della Previdenza. A dare un brivido alla sala, l’ingresso dell’ex capitano bianconero, fresco dal ritorno dall’Australia. «Dovrei dire... buona notte: sono arrivato da due giorni, facendo tappa a Los Angeles. L’Australia ha risorse naturali incredibili, c’è uno stato di benessere sostanziale, ma l’Italia mi è mancata, però né io né la mia famiglia abbiamo patito particolarmente nostalgia perché io e la mia famiglia ci siamo trovati subito bene a Sydney. Calcisticamente è un altro mondo è una lega molto giovane, quella, mentre l’Italia e l’Europa sono il cuore del calcio mondiale». Poco è cambiato in questi anni in campionato, con la Juventus che ha fatto tris: «È stato un campionato particolare, con una Roma straordinaria sotto certi aspetti e per questo rivincere è stato molto importante. Il futuro di Conte? Sono rimasto sorpreso per questa situazione, spero trovino una soluzione perché Conte per il campionato italiano ha trovato una formula vincente».

QUEL FLIRT CON L’INTER - Del Piero durante il pranzo avrebbe pure raccontato un aneddoto alquanto gustoso, ammettendo di essere stato vicino all’Inter da piccolo, ma pubblicamente ha poi glissato: «Futuro? Tornare in Italia assolutamente no: due anni fa ho fatto una precisa scelta e la mia parentesi italiana è conclusa con la Juventus. L’intenzione è quella di continuare ancora». Il futuro dovrebbe essere in America con la destinazione Los Angeles favorita su Toronto e Montreal, alternativa il Giappone: «Mi piacerebbe un’esperienza negli States, è uno scenario interessante. Ma anche il Giappone... Quando sei fuori vedi il mondo in maniera diversa: la mia scelta non sarà soltanto legata al giocare a pallone ma nel trovare un progetto a 360°». Postilla sul Mondiale: «Si parte da un girone di qualificazione fantastico, il che è di buon auspicio. Mi limito a un grande “in bocca al lupo” e va ricordato che il Mondiale è un torneo che si svolge in un mese e lo devi fare cercando di rendere al 100%. Per questo è così affascinante e così difficile da vincere. L’Italia comunque ha dimostrato di avere qualità». Chiusura sul figlio: «Vorrei che viva la sua passione, non esattamente nel calcio. Adesso gioca anche in porta, non ha ancora le idee chiare ma io non lo condizionerò mai».
Stefano Pasquino
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