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Juve, la strategia di Bettega: tornano i giovani

Juve, la strategia di Bettega: tornano i giovani
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© LaPresse
 
I bianconeri vogliono riportare a casa i talenti cresciuti nel vivaio e mandati a maturare in altre squadre. Lanzafame (o Palladino) e Paolucci potrebbero rientrare subito
TORINO, 9 gennaio - Se l’idea è affascinante, la realizzazione della stessa appare più complicata. Riportare in bianconero i giovani migliori non è male come progetto, del resto si tratta dello stesso intento che la Juve aveva manifestato subito dopo il disastro di Calciopoli. Giovani e campioni, miscela ideale. La Juve ne aveva fatto un manifesto programmatico. Senza riuscire a seguirlo fino in fondo anche dopo l’emergenza della serie B. Paolucci, Lanzafame, Palladino, Criscito, Ekdal sono tutti obiettivi di mercato: cavalli di ritorno, come Marchisio, Giovinco e De Ceglie, per costruire un'ossatura di nerbo e fede che tante volte è decisiva e va oltre anche le doti tecniche.

PAOLUCCI - Il Siena, per ottenere la metà del cartellino di Paolucci, in estate ha investito più di tre milioni ed è logico che a questo punto richiederebbe un’adeguata contropartita nel caso in cui dovesse privarsi dell’attaccante a metà stagione.

EKDAL - Il centrocampista svedese è in prestito, il Siena a dire il vero non intenderebbe privarsene. Anche in questo caso, più che una questione di prezzo, è un fatto di contropartite.

SITUAZIONE LANZAFAME - La Juve vuole convincere il Parma a cedere subito Davide Lan­zafame (ideale per un 4-4-2), il cui car­tellino è diviso tra bianconeri e Palermo, a cui era finito due estati fa nell'affare Amauri (oltre a Nocerino). Ghi­rardi, il presidente, confer­ma di essere stato contatta­to direttamente da Bettega: «Tra noi c’è un ottimo rap­porto, è vero. Ma ho spiega­to alla Juve che non possia­mo indebolire la squadra così... Abbiamo ventotto punti in classifica ma man­ca ancora un turno alla fine del girone di andata e fac­ciamo in tempo a farci risucchiare... Lanzafame ha giocato tante gare da titola­re, ha anche segnato. In­somma, se ci fosse una con­tropartita adeguata, se ne potrebbe parlare, ma non mi sembra che la Juve ab­bia un giocatore da propor­ci». Che è Paolo De Ceglie. Ma la Juve non ci sente. E allora tutto pare sospeso.

CRISCITO-PALLADINO - Col Genoa la società di corso Galileo Ferraris si dovrà sedere al tavolo delle trattative per decidere il destino di due pezzi da novanta. E al momento prevale, all'interno della società, la mozione attaccante.

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