Ecco la profezia di Elia: «Juve? Sì, vengo di corsa»
L'olandese ai ferri corti con l'Amburgo e il suo tecnico. Farfan resta l'alternativa, ma l'affare è più complesso. Nessuna riapertura per Perotti, mentre può decollare la candidatura di Afellay, cercato anche dal Siviglia
© Foto LiveraniLO STRAPPO - L'olandese, infatti, è ai ferri corti con il tecnico Michael Oenning e la società. I pochi minuti giocati contro il Bayern Monaco (3, quasi un affronto) diventano infatti la goccia che fa traboccare il vaso. E allora, ecco lo sfogo, ben indirizzato, del ventiquattrenne di Voorburg. «Io alla Juve? Ci andrei di corsa...», le sue parole, inequivocabili, ieri davanti alle telecamere. Tanta voglia di bianconero, dopo un avvio di stagione molto nero e poco bianco. E anche scarso feeling con il procuratore, che difatti è stato "congelato". Troppo vicino alla dirigenza dell’Amburgo, forse. Di sicuro poco battagliero.
APERTURA - L’Amburgo stesso, che quest’anno appare decisamente di basso livello, ha definito il mercato in uscita "chiuso". Questo fino a qualche giorno fa. Perché adesso parla il dirigente Carl Edgar Jarchow ed apre: «Può anche darsi che facciamo qualcos’altro, ma dobbiamo essere creativi». In prova c’è il difensore Slobodan Rajkovic, del Chelsea. Un dai e vai: magari accettano un’offerta per l’olandese senza pretendere la luna. Non i quindici milioni fin qui sbandierati, ovvio: una via di mezzo tra gli otto di una prima offerta e i dieci di un eventuale rilancio. Inoltre, nella rosa c’è Marcell Jansen che può fungere da esterno mancino alto, seppure con caratteristiche molto diverse rispetto a quelle dell’olandese. Quindi, Elia a quel punto diventa un surplus. Anche se il ds Frank Arnesen difende il mister a spada tratta: «Ho seguito gli ultimi allenamenti, sta lavorando bene». Non certo sulla testa di Elia.
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