Melo (ri)chiama Amauri. Galatasaray ci prova ancora
Il club di Fatih Terim in pressing sullo juventino. Ma lui vuole restare almeno fino a gennaio. Fino a domani il club turco, il Fenerbahçe e il Trabzonspor ci proveranno per uno tra Toni e l'italo-brasiliano. Marotta e Paratici ci sperano ancora
© LaPresseCONTO ALLA ROVESCIA - La sirena, a Istanbul, suona domani pomeriggio alle 17 locali, le 16 in Italia. Il tempo non è molto, soprattutto perché in questione ci sono tanti soldi. La Juventus preferirebbe liberarsi dell’italobrasiliano. Più impegnativo per il bilancio, più ingombrante da gestire dopo le ultime ruggini. Gli scontri verbali, seguiti al rifiuto del centravanti di accettare la ricca offerta del Marsiglia, hanno incrinato un rapporto precipitato già da qualche tempo. Per Toni il discorso è completamente diverso: non è mai stato considerato fuori dal progetto: l’addio dell’emiliano sarebbe più un tentativo di rimediare ai mancati esodi di Amauri e Vincenzo Iaquinta. Giuseppe Marotta e Fabio Paratici nelle prossime ore proveranno a far tornare i conti, questa volta tecnici e non soltanto economici. Gestire sette attaccanti di quel peso - anche se l’intenzione in casa Juve è sempre quella di non aggregare Amauri al resto del gruppo - non si prospetta uno scherzo per Antonio Conte. Senza la valvola di sfogo delle coppe europee, ogni domenica rischiano di essere due/ tre gli indiziati a testare di persona comodità e comfort del nuovo stadio.
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