Krasic, ora spunta il Milan. E piace a Chelsea e Bayern
I tedeschi pensano all’esterno serbo, visto che Robben è sempre infortunato. E in Inghilterra restano le voci sui Blues. Intanto l’infortunio è un ricordo: la forma sta crescendo
© LaPresseQUESTIONE DI SPRINT Krasic, dato in campo questa sera contro il Bologna, non è che di punto in bianco abbia perso lo spunto. E’ stato condizionato dall’infortunio muscolare alla coscia destra. E la ripresa, di conseguenza, si è dimostrata delicata, per uno che fa dello sprint la sua base pallonara. Ora che la forma è in crescendo, Antonio Conte può far affidamento su di lui. Scegliendo.
AMATO Krasic, quindi, non è un caso. E comunque, soprattutto all’estero, la sua fama resta immutata. In Inghilterra, per esempio, dopo la corte del Manchester City è spuntata quella dello United, che si aggiunge a quella del Chelsea. A Londra, infatti, c’è André Villas Boas che lo stima, che lo vorrebbe come esterno libero di affondare i colpi. Juan Mata da una parte, Krasic dall’altra: niente male come programmino.
IN ROSSO E in Germania? Beh, in Baviera c’è Jupp Heynckes che vorrebbe MilleMilos. D’altronde, come al solito, Arjen Robben è fermo ai box per un problema muscolare. E siccome il Bayern vuole puntare alla Bundesliga e anche alla Champions League, visto che ospiterà la finalissima, serve un rinforzo che tamponi eventuali assenze dell’olandese volante (e un tantino fragilino). Quindi Krasic ideale surrogato di Robben. Solo che i rapporti fra i due club, dopo la questione riguardante Arturo Vidal (accusa da parte dei bavaresi di condotta scorretta per strappare il cileno fino a giugno al Bayer Leverkusen: a detta di Rummenigge e compagni il centrocampista si era promesso al Bayern). In Germania, inoltre, alla Juve interessa il giapponese Shinji Kagawa del Borussia Dortmund.
SOLDI Comunque sia, Krasic ha un ingaggio intorno ai due milioni, quindi appetibile per eventuali acquirenti. A non meno di quindici milioni, però. Sempre che la Juve ritenga che non rientri più nei piani per il futuro. E fino a prova contraria non siamo a questo punto. Certo, il serbo deve abituarsi al nuovo sistema di gioco, e deve imparare bene l’italiano. Dopodiché, starà a Conte puntare o non puntare su di lui. Di sicuro il tecnico lo ritiene arma importante, anche per sbloccare certe partite “lente”, dove il suo ritmo a “frustata” può risultare decisivo. Il suo entourage si premura a ricordare che «è al centro del progetto Juve». Magari al centro no, un tantino più verso l’esterno sì.




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