L'agente argentino discute sul possibile arrivo in bianconero del difensore centrale sudamericano dell'Arsenal de Sarandì che Marotta e Paratici stanno monitorando. L'onda lunga di un'estate esaltante per il manager sudamericano (protagonista anche del trasferimento di Alexis Sanchez al Barcellona) dunque prosegue: «Ha la caratteristiche per giocare in Italia»
© Foto Liverani
TORINO - È arrivato a Torino per due ragioni Fernando Felicevich. La prima si è rivelata vana, l’idea dell’agente argentino era di assistere al derby tra due suoi assistiti, Arturo Vidal (ma non figura tra i convocati, tornerà con la Fiorentina) e il genoano Jorquera. La seconda ha maggiore respiro, Felicevich punta infatti ad accasare in bianconero anche Lisandro Lopez, difensore centrale che la Juve effettivamente sta monitorando. L’onda lunga di un’estate esaltante per il manager sudamericano (protagonista anche del trasferimento di Alexis Sanchez al Barcellona) dunque prosegue. I fatti sembrano aver dato ragione alle scelte fatte.
«Vidal ogni settimana mi manda un sms per dirmi quant’è felice di stare ala Juve». Al Bayern lo sono meno.
«Già, ma io non ho mai avuto dubbi sulla bontà della scelta. Arturo inizialmente era intrigato dall’interessamento del Bayern, i bavaresi per chi gioca in Germania sono un punto d’arrivo. Ma quando gli ho spiegato che si era fatta avanti la Juve con la sua storia, la lingua latina, un clima decisamente favorevole, scegliere non è stato così difficile. E gli sms testimoniano che abbiamo visto giusto». Vidal cosa le racconta?
«Che è felice, lui ha il cuore a Torino e questo per un sudamericano non è un fatto scontato». Tanti soffrono di nostalgia.
«Già, è anche una questione oraria che si riflette sul rendimento dei giocatori. Dall’Italia al Cile, per esempio, ci sono sei ore di fuso orario. Chi ha la famiglia lontano si ritrova a tenere i rapporti davanti a un computer fino a notte. E al mattino ci sono gli allenamenti... Arturo la famiglia ce l’ha qui a Torino nella sua casa in collina, anche il padre e la madre, a volte lo raggiungono un paio di amici. E tutto questo gli regala una serenità che in campo si vede. Anche se domenica a Chievo non mi risulta che fosse sereno...». Cioè?
«Tornato negli spogliatoi ha fatto un po’ di casino per la mancata vittoria, ma è questo a farne un giocatore speciale. Ma dopo 20’ era tutto passato». Ai tifosi piace proprio per la sua indole guerriera.
«Anche in Germania era così, Arturo è un vincente. Per lui il giorno difficile è il mercoledì, quando gli tocca guardare alla tv i suoi ex compagni che giocano in Champions. Questione di un anno...». Vidal non si può definire una sorpresa, Jorquera per molti lo è stato.
«Sapevo che trasferirsi in Italia avrebbe fatto scattare un clic nella sua testa. In Cile aveva fin troppe pressioni, non pensate che ci siano solo in Italia. Nel Colo Colo gli è toccato sostituire due giganti del calcio cileno come Jorge Valdivia e Matias Fernandez e forse era un po’ giovane per questo compito. Ma Jorquera ha i colpi del fuoriclasse e arriverà in Champions».
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