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Dunga esalta la Juventus: «Il vero brasiliano è Pirlo»

L'ex ct della Nazionale verdeoro parla dei talenti sudamericani: «Damiao? È un Careca meno tecnico Elkeson? Trequartista. Lucas nuovo Kaká». Poi sul centrocampista bianconero: «Ritmo, tecnica, senso della posizione, geometrie. Fantastico. E’ il primo giocatore che vorrei nella mia squadra dei sogni. Come diciamo in Brasile. È un leader»

Dunga esalta la Juventus: «Il vero brasiliano è Pirlo»© Foto REUTERS
TORINO - Carlos Dunga, in questi giorni in Brasile c’è un bel traffico di dirigenti...: «Sembra di essere in Europa. Frequento poco gli stadi, ma gli amici mi dicono che in giro ci sono un sacco di vostri direttori: 4-5 italiani, 3-4 tedeschi, qualche spagnolo. Visionano, conoscono, fissano appuntamenti».

Esagerata o giustificata l’attenzione rivolta al campionato brasiliano?
«I talenti sono tanti, come sempre. Siamo la terra che esporta maggiormente: almeno 300 giocatori all’anno salgono sul "treno" europeo».

Però...
«Rispetto ai miei tempi qualcosa è cambiato: io sono andato a Pisa a 23-24 anni, adesso i club europei guardano soprattutto ai 18enni e ai 20enni».

Leandro Damiao di anni ne ha compiuti 22 a settembre.
«Ma nell’ultimo anno è quello che è cresciuto più di tutti. E’ più fantasioso e abile nel dribbling. Rispetto ad altri ragazzi sta dimostrando continuità. Gioca e segna nell’Internacional. Lo stesso ha fatto nella Seleçao. E vedrete che Leandro Damiao diventerà un punto fisso della Nazionale».

La vicinanza del "Fenomeno" Ronaldo, che gli cura l’immagine, gli sta facendo bene.
«Senz’altro è un vantaggio. Ma non andiamo oltre: il Fenomeno è il Fenomeno: inarrivabile».

Quindi a chi assomiglia Leandro Damiao?
«È un attaccante d’area, di presenza. Un Carnevale con più fantasia o un Vieri più tecnico».

Oppure?
«Un Careca con più fisico ma meno tecnica».

Parliamo di difensori: in Italia spopola Dedè del Vasco da Gama.
«Non mi stupisce l’interesse di Juventus e Milan. E’ un centrale fisico e veloce. Nelle ultime partite sta dimostrando carattere. Più la posta diventa alta e più fa la differenza. Battaglia e segna gol pesanti».

La Juventus sta tornando ai livelli di un tempo senza brasiliani: un caso?
«Non ha venduto soltanto Felipe Melo, ha cambiato tanto. E poi un brasiliano ce l’ha».

Amauri?
«No, Pirlo. È il più brasiliano dei giocatori europei. Ritmo, tecnica, senso della posizione, geometrie. Fantastico. E’ il primo giocatore che vorrei nella mia squadra dei sogni. Come diciamo in Brasile: Pirlo ha fatto propria la Juve. Si vede che i compagni lo considerano un leader».

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Filippo Cornacchia
COMMENTI
  • moonandstars16/11/2011 11:49:25
    grazie dunga.

    io non posso credere che in italia non ci siano fenomeni..! basta farli crescere..
    invece i club preferiscono spendere millioni all'estero..
     
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