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Napoli, ascoltati Farina e Pisacreta

Calciopoli
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Ascoltati i due ex arbitri. Assenti giustificati i 'mondiali' Rosetti e Calcagno. Moggi querela Gazzoni
NAPOLI, 1 giugno - Sta cominciando l'udienza odierna al tribunale di Napoli per Calciopoli. Oggi è previsto l'ascolto dei testimoni chiamati dalla difesa di Pairetto. Si assiterà ad una vera sfilata di arbitri. Testimone chiave sarà il notaio Iori di Roma, uno di quelli che presiedeva il sorteggio che l'accusa ritiene truccato. Il notaio non è mai stato interrogato dall'accusa nella fase preliminare.

ASSENTI GIUSTIFICATI ROSETTI E CALCAGNO - Fra i testimoni chiamati anche l'ex arbitro Stefano Farina, attualmente commissario Can D, gli ex assistenti Ivaldi e Pisacreta, quest'ultimo attualmente vicepresidente dell'Aia. Assenti giustificati i due arbitri della terna italiana che in queste ore sta partendo per il Sudafrica, ovvero Rosetti e Calcagno e analogamente il designatore Collina, anche lui chiamato tra i testimoni da Pairetto.

MOGGI, QUERELA A GAZZONI - Verrà sentito in mattinata anche uno dei giornalisti che presenziavano ai sorteggi estraendo le palline della discordia. Si ascolteranno anche le risposte del curatore fallimentare del Bologna il dottor Enea Cocchi. A proposito del Bologna, proprio stamattina Moggi ha presentato la querela per diffamazione contro l'ex presidente rossoblu Gazzoni per averlo diffamato nel corso di alcune interviste.

ASCOLTATO PESCIAROLI - Ascoltato il giornalista Pesciaroli interrogato inizialmente dal legale di Pairetto sulle modalità del sorteggio alle quali Pesciaroli a Roma era «quasi sempre presente». «Ero uno statistico degli arbitri, ho partecipato a quasi tutti i sorteggi avvenuti a Roma e a qualcuno di quelli avvenuti a Firenze. La presenza del notaio mi tranquillizzava anche se speravo da giornalista di poter tornare al giornale una volta dicendo che il sorteggio era stato truccato ma non ce n'è stato mai motivo... Il notaio era al centro del tavolo nella sede Aia di via Tevere. La stanza era così piccola che chi estraeva era quasi a portata di mano. Non ho mai avuto impressione che ci fosse qualcosa di sospetto. Magari avessi fatto questo scoop almeno avrei avuto la possibilità di allungarmi la carriera. Se avessi visto qualcosa di irregolare certo non me ne sarei stato zitto».

IORI: «ESTRAZIONI REGOLARE» - E' stato poi interrogato il notaio delle estrazioni Iori: «Tutto quello che concerneva questi sorteggi è comunque nei verbali che sono agli atti di questo processo. Le palline le aprivano e io facevo provvedere a richiuderle e a rimescolarle nelle urne che erano trasparenti. Non si potevano leggere i contenuti nelle palline perchè i fogli erano piegati. Non ho mai avuto sosperti di irregolarità».
Alle domande del pm Capuano su quante volte si fossero aperte queste palloine Iori dice: «Potrà essere successo una decina di volte in tutti gli anni nei quali ho svolto questo servizio. Nei verbali non ritenevo di scrivere dell'apertura delle palline perchè avevo il controllo della situazione e potevo rendermi conto se queste erano chiuse o visibilmente diverse le une dalle altre e quindi riconoscibili. Comunque quando io verbalizzo un'estrazione, verbalizzo l'estrazione. Io non consideravo anomalo che una volta ogni tanto le palline potevano aprirsi al momento dell'inserimento nell'urna perchè poi facevo provvedere al rimescolamento. E poi comunque il foglietto all'interno era piegato. Non ho mai segnalato anomalie al riguardo».

TRENTALANGE: «PAIRETTO? MAI CHIESTO DI AVERE OCCHI DI RIGUARDO» - Chiamato a testimoniare l'arbitro torinese Alfredo Trentalange, all'epoca dei fatti osservatore arbitrale, attualmente responsabile tecnico dell'Aia. Comincia l'audizione con le domande del legale di Pairetto: «Pairetto non m'ha mai chiesto di avere occhi di riguardo per squadre o tesserati - dice Trentalange - tra me e lui c'era molta confidenza: siamo entrambi di Torino e suo padre Antonio è stato il mio maestro, quello che mi ha fatto crescere come arbitro da quando ero un ragazzino appena emigrato a Torino che cominciava la carriera sui campetti di terra. Il padre di Gigi Pairetto aveva rapporti amicali con Moggi da decenni, visto che Moggi è stato dirigente del Torino. Mai mi hanno chiesto di modificare voti agli arbitri mentre facevo l'osservatore». Poi gli chiedono di Chievo-Lazio arbitrata da Rocchi e Juve-Lazio arbitrata da Dondarini: «Diedi un voto abbastanza alto a Rocchi, avevo pensato che solo l'espulsione di Couto fosse troppo severa. Quanto a Juve-Lazio per me Dondarini (condannato per quella gara, ndr) aveva arbitrato bene e gli diedi un voto alto. Ho la massima stima di Pairetto e non ho mai subito pressioni da Bergamo anche se lui non era mai stato tenero con me». Alla fine Pandolfi pone una domanda a Trentalange, citato da uno dei testi, l'ex dipendente della Juventus Maurizio Capobianco. Capobianco sostiene, dice la giudice Casoria, che lei, Trantalange, abbia avuto un'auto da Giraudo e Trentalange risponde: «Non ho avuto nessuna auto da Giraudo, ho comprato per me e mia moglie negli anni diverse auto con lo sconto fatto ai vip dalla Fiat».

GUIDI: «IL CALCIO STRESSA» - Sul banco dei testimoni si avvicenda Alessandro Guidi, ex osservatore e poi dirigente del Bologna di Cazzola. anche lui conferma che il rapporto di amicizia tra Moggi e Pairetto deriva da una frequentazione del padre dell'ex designatore. Guidi racconta anche delle pressioni vissute anche da dirigente: «Il calcio stressa, non solo gli arbitri, anche i dirigenti».

PISACRETA: «ROMA-JUVE 1-2, GARA DIFFICILE» - L'ultima deposizione prima della pausa è stata quella dell'assistente Pisacreta, attuale vice presidente dell'Aia e primo assitente di una delle partite chiave della vicenda Calciopoli, Roma-Juve 1-2 del febbraio 2005: «Pairetto e Bergamo non mi hanno mai chiesto di favorire o sfavorire giudizi in riferimento ad una squadra. Anche a Roma-Juve io ricordo di aver commesso l'errore di convalidare il primo gol di Cannavaro ma era un episodio difficile, una palla colpita dall'attacante della Juve (Ibrahimovic, ndr.) parata dal portiere e ribadita in rete da Cannavaro in posizione di fuorigioco di 10-20 centrimetri. Era difficile da percepire. Me ne sono accorto rivedendo i replay dopo la gara ma ricordo a tutti che le raccomandazioni della Fifa erano: in dubbio non alzare la bandierina perchè le statistiche dicono che fra quello che percepisce l'occhio e quello che si vede alla moviola la possibilità di errore in caso dubbio che fermi il gioco è del 90%. Così io non alzai la bandierina. Poi ci fu l'episodio del rigore fischiato a favore della Juve per un contatto ai limiti dell'aria su Zalayeta. Non potei essere d'aiuto a Racalbuto e gli dissi che non avevo certezze se il contatto fosse avvenuto fuori la riga o dentro l'area ma era comunque un episodio difficile da valutare in una partita difficilissima da un punto di vista ambientale: Capello era appena passato alla Juve, così come Emerson. In quella partita nel secondo tempo venne ingiustamente annullato un gol a Ibrahimovic e il mio collega Ivaldi segnalò un fuorigioco che non c'era, anche quello questione di centimetri». Alla domanda se poi, visto che aveva favorito la Juve, non fosse stato fermato dai designatori per motivi tecnici, a causa di quegli errori, Pisacreta è chiarissimo: «Fui fermato per circa un mese, riuscii a rientrare solo perchè sostituivo un collega infortunato. E comunque nelle mie ultime due stagioni in serie A arbitrai 11 volte la Juve: con me persero le uniche 6 partite in cui la squadra bianconera è uscita sconfitta dal campo».

«NESSUNA PRESSIONE» - Le audizioni dell’ex arbitro Stefano Farina e degli ex assistenti Ivaldo e Mitro confermano quanto emerso nelle precedenti audizioni: «Nessuna pressione da Bergamo e Pairetto per arbitraggi o favoritismi e par condicio della evidenziazione nei raduni di Coverciano degli errori a favore o sfavore di Juve o altre squadre». In udienza a Napoli svelati altri presunti misteri: «Sorteggi taroccati? No. Visite vietate negli spogliatoi? No». A fine udienza si fissa il calendario delle audizioni: gli assenti di oggi dovranno presentarsi, a meno di motivi forti e ben spiegati. La cosa vale anche per il designatore Collina che ha opposto, secondo quanto emerso in aula, motivi personali alla convocazione. Dovrà essere in aula l’8 giugno o fornire un’adeguata motivazione all’eventuale assenza: a Cellino dopo due “buche” toccò l’accompagnamento coatto. Dopo i testi di Pairetto, toccherà, per chiudere la stagione di Calciopoli (udienze prima del break estivo fino ad ottobre l’8, il 15, il 18 e 22 giugno). Finale a sorpresa con Massimo De Santis che ha prodotto la circolare di Lega Calcio del 4 agosto 2004, alla vigilia della stagione di Calciopoli, in cui si dettavano le norme di comportamento per i dirigenti negli spogliatoi: visite consentite prima e dopo la gara, divieto di regali che non fossero di poca entità, obbligo di tesseramento del dirigente accompagnatore degli arbitri (il Meani di turno). «Se il colonnello Auricchio avesse chiesto copia di questo atto che voglio leggere (il pm Capuano ha provato ad opporsi, stoppato dal giudice Casoria, ndr) e letto le disposizioni certe cose che sembriamo scoprire ora si sarebbero sapute anche durante l’indagine. Si sente (Ancelotti, Mancini, ndr) parlare a sproposito delle visite di Moggi: ma tutti sapevano cosa si poteva e non poteva fare. Nessun mistero, nessuna congettura: ora questa carta è agli atti, poteva essere lì da quattro anni...»
Alvaro Moretti
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • juvilla02/06/2010 19:14:43
    notai disonesti!giornalisti disonesti!!società disoneste!!ma dove viviamo!!!meno male che c'è auricchio,narducci.la mo ratti band!!grazie banda cosa sarebbe il calcio senza di voi !chi vive nel mondo delle favole???
  • juvilla02/06/2010 18:39:13
    noi rosichiamo?e de che?? siete nati perdenti e lo siete anche ora!!è una vostra specialità!! magari tra 20 anni chissa!!!il complesso d'inferiorita che avete lo dimostrate continuamente che poveri !!noi non rosichiamo è chiaro??!! siamo inc...............ti x altro!!!!ladri velenosi!!!
  • gianpiggi02/06/2010 16:05:29
    cavolo ma se chiedo all'omicida se è stato lui mi dirà dio si ?
  • drugo66602/06/2010 12:50:49
    dove sono tutte quelle persone che in questi anni hanno sputato sentenze contro la JUVE? Sono e sempre saranno 29.
  • 02/06/2010 11:47:20
  • iziuccio02/06/2010 10:48:03
    chissà come mai tutte queste cose sono venute a galla proprio ora!!!!dopo 45 anni qualcuno ha vinto la Champions...a questo punto non mi stupirei più di nulla!da juventino vero e verace credo che sia tutta una montature....l'ho sempre sostenuto ora aggiungo solo una cosa:che se il film visto in questi anni ha un produttore ed un regista deve essere punito!
    sempre e solo Juve fino alla morte...
  • pierinokr02/06/2010 08:20:53
    CHE VERGOGNA
  • juvilla02/06/2010 08:17:51
    è L'UNICA RISPOSTA A QUALUNQUE PROVOCAZIONE DA PARTE DI CERTA GENTAGLIA!!!!
  • juvilla02/06/2010 08:14:39
    CHI NASCE PERDENTE RIMANE TALE ANCHE QUANDO VINCE!!!..................
  • dottorweb02/06/2010 06:57:55
    ...chiedere al Notaio , responsabile della regolarità dei sorteggi, se i sorteggi stessi erano "regolari" è come chiedere ad un assassino se è lui il colpevole !!! ...che risposta pensate vi darà ????
  • turalino02/06/2010 02:35:00
    Turalino
    certo che alla luce di quanto rivelato oggi dai vari testimoni come Farina il Notaio ecc ,si comincia a capire sempre piú chiaramente di come ci fú un DISEGNO voluto,calcolato,studiato a tavolino(anche alla luce della condanna di Tavaroli e delle carriere di Rossi e Mazzini)di voler smantellare la Juve e ridimensionarla.Fá rabbia sapere ora che per la prescrizione,l'inter non pagherá:É UNA BUFALA PAZZESCA direbbe Fantozzi e tutto ció sá di FANTOZZIANO.Continuo a scrivere:VERGOGNA
  • renoiaia02/06/2010 00:12:43
    sconfitta per l'Inter a Roma: non allo stadio ma in tribunale. Il club di via Durini si è visto infatti rigettare con una sentenza della prima sezione civile la causa contro Ferruccio Mazzola, fratello minore di Sandro e autore d...el pamphlet di denuncia 'Il terzo incomodo', uscito per Bradipolibri nel 2004. Un volumetto in cui Mazzola jr. (che negli anni Sessanta giocò anche in nerazzurro) doping nerazzurro
     
     
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