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Calciopoli: Bergamo e Tedeschi fanno pace, ritirata querela

Calciopoli: Bergamo e Tedeschi fanno pace, ritirata querela
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© LaPresse
 
Pace fatta tra due ex designatori arbitrali, Paolo Bergamo e Stefano Tedeschi, a conclusione di una vicenda che aveva interessato il Giudice di Pace penale di Roma. Per una missiva c'era stata la querela, una missiva ha consentito ora di ritirarla
BOLOGNA, 16 febbraio - Pace fatta tra due ex designatori arbitrali, Paolo Bergamo e Stefano Tedeschi, a conclusione di una vicenda che aveva interessato il Giudice di Pace penale di Roma. Per una missiva c'era stata la querela, una missiva ha consentito ora di ritirarla. La storia comincia con una lettera, ricevuta da Tedeschi nell'ottobre 2006 (cioè nei mesi più caldi di Calciopoli) e scritta da Bergamo che l'aveva inoltrata anche a Gianni Petrucci, Luca Pancalli, Luigi Agnolin, Antonio Matarrese, Giovanna Melandri, Pierluigi Collina ed altri arbitri.

I FATTI - La lettera riportava "espressioni critiche" verso Tedeschi, che aveva sostituito lo stesso Bergamo (e Pairetto) come designatore. Tedeschi aveva qualificato le espressioni come «sgradevolissime e inaccettabili». Tedeschi era stato nominato designatore della Can A/B dal Commissario Straordinario dell'Aia Agnolin l'1 agosto 2006. Rilasciando una intervista al "Corriere dello Sport-Stadio", Tedeschi aveva fatto riferimento alla precedente gestione in termini che Bergamo non gradì, e a cui replicò con la missiva, diventata poi oggetto della querela. Dopo anni i due hanno deciso di definire la vertenza dopo che Bergamo, assistito dall'avv.Silvia Morescanti, ha inviato a Tedeschi una missiva in cui si riconoscono toni troppo accesi delle proprie espressioni di allora.

LE SCUSE - Così Tedeschi - che è sempre stato difeso dall'avv.Gabriele Bordoni - «ha ricevuto con piacere quella nota di scuse» e l'ha ritenuta, quindi, sufficiente a mettere una pietra sopra sull'episodio. «In questi giorni ho riletto la mia che ti ho inviato il 23 settembre 2006 - dice Bergamo nella letta pacificatrice -. Ho provato molta amarezza nel rileggerla perché mi è sembrato, per un inconscio riflesso, di tornare a vivere in quei molto tormentati mesi. La vita di tutti coloro che sono stati coinvolti da quelle vicende è stata influenzata negativamente, al punto che alcuni ancora ne soffrono le conseguenze. Il processo in corso a Napoli, con numerose e molto qualificate testimonianze, pur con gli interminabili tempi della nostra giustizia, sta rimettendo ogni cosa al posto giusto, ma niente è più come prima! Nei giorni in cui ti ho scritto la lettera ero totalmente sotto stress, come puoi ben immaginare. Anche per te erano giorni faticosi, assai impegnativi; i mass-media che avevano già sentenziato la colpevolezza dell'intero sistema arbitrale, certamente ti tenevano sotto pressione. Oggi comprendo con assoluta lucidità, il tono della tua intervista, e mi sento nelle condizioni psicologiche di scusarmi per il tono con il quale mi sono proposto. Anche nel nostro caso, credo sia opportuno ricordare il valore del noto proverbio 'il tempo è sempre galantuomò».

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • alfajuve17/02/2011 09:28:45
    PAPPA CICCIA? SOLO LA JUVE HA PAGATO
  • MiticoSanton17/02/2011 08:32:24
    ma chissenefrega di cosa fa questo impostore
     
     
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