Calciopoli, Moggi: «Radiazione? Da Scherzi a parte... »
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Dichiarazione spontanea dell'ex dg della Juve: «Dopo cinque anni, non ho ancora capito quale illecito ho commesso. Non ho fatto niente. Mi aspetto che da un momento all'altro venga qualcuno con un cartellone con la scritta 'Siamo su scherzi a parte'». Procura Figc: «No a nuove prove»
TORINO, 6 giugno - L’hotel è lo stesso del 2006, le prove no. Oggi, nelle stanze dell’hotel Parco dei Principi trasformato in aula come nel processo di Calciopoli di cinque anni fa, si è celebratal’udienza per la radiazione di Luciano Moggi. Ma rispetto a quella che, il 19 maggio, ha visto sul banco degli imputati Antonio Giraudo (assente) e Innocenzo Mazzini, c’è stata una fondamentale novità: nel procedimento sportivo irrompono le prove emerse nella fase dibattimentale del processo di Napoli. Inoltre, la giornata è stata caratterizzata dalla dichiarazione spontanea di Moggi che ha definito «da Scherzi a parte» l'ipotesi della radiazione.
LA CRONACA
17.30 - UDIENZA CONCLUSA
Si è conclusa l'udienza. La sentenza è attesa tra circa quindici giorni e dovrebbe essere unificata a quella di Mazzini e Giraudo
17.20 - MOGGI ACCUSA - "Al posto mio oggi dovrebbe esserci Meani". Così Luciano Moggi ha concluso il suo intervento presso la Commissione Disciplinare chiamata a decidere sulla radiazione dell'ex dg della Juventus. "Meani (addetto agli arbitri del Milan ndr) aveva tanti arbitri e illimitati guardalinee a disposizione, all'assistente Babini diceva di alzare e abbassare la bandierina. Se fosse stato intercettato 3 anni e non solo 3 mesi, il calcio sarebbe saltato in aria", ha spiegato mimando un'esplosione con un gesto eloquente. Moggi si è soffermato a lungo anche sui contatti tra Meani e l'ex designatore Pierluigi Collina che "sapeva tutto di tutto". "Confrontino quello che ha fatto questa gente con quello che ho fatto io - ha aggiunto - non c'è storia. Oggi mi fanno tutti un monumento per strada, ma all'inizio mi davano del ladro". Nel suo intervento, Moggi ha mandato anche una frecciatina all'ex ds della Roma, Franco Baldini, accusato per il passaporto falso di Recoba per il quale aveva patteggiato Oriali: il futuro dirigente romanista ha annunciato querela per diffamazione nei confronti di Moggi in quanto, annuncia il suo legale Mario Staliano, "Baldini per la vicenda Recoba è stato prosciolto dalla Giustizia Sportiva ed è tra i pochi in Italia ad aver rinunciato alla possibile prescrizione dell'ipotesi di reato sottoponendosi al giudizio penale a Udine su quella storia e risultando prosciolto".
Moggi è tornato a parlare anche delle schede sim svizzere: "La verità, intanto, è che quelle schede non le compravo io, ma erano a disposizione della società. Ci spiavano, ci pedinavano e ci fotografavano. Ô venuto fuori dal processo Telecom. Per questo dovevamo nasconderci, ma non certo per parlare con gli arbitri. Possiamo costituirci parte civile e chiedere i danni per quello che hanno fatto". La società bianconera, ripete Moggi, non aveva alcun bisogno di manovre oscure per avere successo. "Nella finale dei Mondiali 2006 c'erano 10 giocatori della Juventus - ha spiegato snocciolando i nomi dei giocatori che scesero in campo nel match Italia-Francia - La Juventus vinceva perchè era forte. Andava in campo e vinceva da sola. Davo fastidio perchè la mia squadra vinceva. E se non fosse stata distrutta, avrebbe vinto ancora per tanti anni".
17.15 - SCHERZI A PARTE
"Dopo cinque anni, non ho ancora capito quale illecito ho commesso. Non ho fatto niente. Mi aspetto che da un momento all'altro venga qualcuno con un cartellone con la scritta 'Siamo su scherzi a parte". Luciano Moggi prende la parola nella fase finale dell'udienza davanti alla Commissione Disciplinare della Figc, chiamata a decidere sulla radiazione dell'ex direttore generale della Juventus. Moggi, squalificato per 5 anni nel 2006, è imputato a Napoli nel processo penale legato allo scandalo di 'calciopolì. "Vi rendete conto che le indagini sono state fatte con i tabellini presi dalla Gazzetta dello Sport e con questi sono state distrutte tante famiglie. Nella giustizia ordinaria, si devono cercare anche le prove a difesa dell'imputato. Nella giustizia sportiva, non l'ho mai visto finora. Io non ho mai chiesto un favore ad un arbitro, non ho mai chiesto ad un designatore la squalifica di un avversario. Si dice che quest'associazione avrebbe cominciato a funzionare dal 1999-2000: noi quell'anno abbiamo perso lo scudetto e avevamo 9 punti di vantaggio a 7 giornate dalla fine, allora eravamo dei dilettanti allo sbaraglio. I designatori arbitrali erano miei sodali, ma la verità è che parlavano con tutti e promettevano tutto a tutti".
17.00 - BATTERIO KILLER
"Ci deve essere un batterio killer che blocca il tempo. Come il pm Narducci nel processo di Napoli, anche il procuratore della Figc è rimasto al 2006". Maurilio Prioreschi, legale di Luciano Moggi, apre la seconda parte dell'udienza davanti alla Commissione disciplinare della Figc, chiamata a decidere sulla radiazione dell'ex direttore generale della Juventus. Prioreschi accosta il procuratore federale Stefano Palazzi al pm Giuseppe Narducci, che a Napoli ha chiesto la condanna di Moggi (5 anni e 8 mesi) nel processo penale legato allo scandalo di calciopolì. "Se dobbiamo difenderci facendo riferimento a sentenze passate in giudicato, cosa stiamo a fare qui? - ha ammesso Prioreschi - Le prove che vogliamo portare alla luce esistevano già nel 2006 ma sono state oggettivamente occultate. Sono state occultate prove rilevantissime per la difesa e le sentenze del 2006 consentivano già di dire che negli atti non c'erano solo le telefonate di Moggi". "Quando si imbastisce un procedimento disciplinare sulla base degli atti delle indagini preliminari, si rischia di sbagliare. Si tratta di atti di parte, sono fonti di prova e non prove. Per la giustizia sportiva, gli atti delle indagini possono essere solo una 'notizia criminis'. Bisognerebbe utilizzare gli elementi che emergono nel dibattimento: capisco l'esigenza di procedere spediti, ma non si possono sacrificare i diritti degli individui. L'autonomia della giustizia sportiva non può diventare autarchia. La Commissione ha la possibilità di giudicare sulla base di prove acquisite legittimamente in un dibattimento processuale". "Se ci fossero state le altre intercettazioni nel 2006, l'esito dei procedimenti sportivi sarebbe stato diverso e sarebbero state differenti le valutazioni sulle sanzioni. La Juventus non aveva un rapporto preferenziale con i designatori arbitrali, che parlavano con tutti. Calciopoli ha decapitato in un mese una serie di teste con un'operazione di bassa macelleria. Quello che è emerso a Napoli non ha ridimensionato la gravità dei fatti: ha fatto proprio venir meno i fatti. Noi non chiediamo clemenza. Moggi non ha mai pensato alla grazia perchè si considera innocente. Non chiediamo clemenza ma giustizia. Moggi è stato squalificato ingiustamente per 5 anni, ora gli si vuol dare l'ergastolo".
16.00 PALAZZI VS PRIORESCHI
"La giustizia sportiva ha utilizzato le prove a disposizione e ha comminato sanzioni". Il procuratore federale della Figc, Palazzi, replica così ai legali di Luciano Moggi nell'udienza davanti alla Commissione Disciplinare, chiamata a decidere sulla radiazione dell'ex dg della Juventus. I legali di Moggi evidenziano che, rispetto ai procedimenti sportivi 2006, sono emersi nuovi elementi dal processo penale in corso a Napoli. "La procura Figc non ha diretto accesso agli atti del processo e le intercettazioni" di cui si parla nell'udienza "sono state depositate ad aprile del 2010". "Tutti colpevoli, nessun colpevole. Questa è la linea dei difensori del signor Moggi. E non può avere cittadinanza giuridica", dice il procuratore. Per il collegio difensivo di Moggi, risponde nuovamente l'avvocato Maurilio Prioreschi. "Gli atti del processo di Napoli sono stati depositati a dicembre 2007. I brogliacci delle intercettazioni, però, non c'erano. E quando c'erano, erano incomprensibili e fuorvianti".
13.30 - INTERVENTI - Sono attese l'arringa dell'avvocato Prioreschi che entrerà nel merito di circa 20 telefonate ritenute fondamentali per rivalutare la gravità della condanna del 2006. Anche Luciano Moggi ha annunciato un suo intervento diretto.
13.20 - LA DIFESA
Per la difesa ha parlato il professor D'Onofrio che ha inteso smontare i tre presupposti della sentenza del 2006 ricordando che quella, ad esempio, si basava su un fatto "mai esistito" come l'episodio di Paparesta chiuso nello spogliatoio, dei rapporti conviviali con i designatori, "quando abbiamo appreso di un presidente (riferimento a Facchetti) che chiedeva cose tipo il '5-4-4' di Bertini' e altri che telefonoavano e andavano a cena". E poi fa un richiamo alla 'prudenza' adottata nel caso passaporti e nel caso Recoba consigliata all'ora da Carraro addirittura da un parere dell'ex presidente della corte costituzionale Caianello. Dopo D'Onofrio l'avvocato Rodella contesta il fatto che questo nuovo giudizio non sia altro che un secondo giudizio sulla stessa materia "ne bis in idem" principio che impedisce di giudicare una persona due volte per lo stesso fatto. Lapidario poi il professor Tedeschini: "Questo giudizio è un legno storto, l'azione di Palazzi e della Figc irricevibile, la Corte europea dei diritti dell'uomo all'art. 6 prevede una tempistica 'per processi e irrogazione di sanzioni', è una norma vigente in Italia e a Strasburgo se il procedimento non si conclude entro un anno il perseguito ha diritto di rivalersi e il procedimento è nullo, con risarcimento del danno per la lentezza". E qui la radiazione è 'attesa' da 58 mesi.
Chiude la prima parta delle difese l'avvocato Flavia Tortorella che punta a contestare quanto detto da Palazzi: "L'alta corte, dottor Palazzi, impone un obbligo di motivazione attualizzata di questo processo: qui le cose non stanno più come nel 2006, e poi uscirsene citando il fatto che Moggi non abbia chiesto la grazia è inopportuno. In campo antidoping lei sa bene che il tribunale nazionale non vuole che si baratti il rientro nell'attività sportiva in caso di pendenze di procedimenti penali perché sarebbero un suicidio per l'imputato". E Moggi, infatti, chiedendo la grazia avrebbe esposto il fianco ai giudici di Napoli in un processo nel quale si sta difendendo dall'accusa di associazione per delinquere. Moggi, a conclusione della prima parte e in attesa delle sue dichiarazioni e dell'intervento di Prioreschi ha detto ad Artico: 'Io non ho mai parlato ma hanno visto tutti che figura ha fatto il mio accusatore Auricchio. La verità è che questo procedimento non ha ragione di esistere perché qui nessuno ha commesso illeciti".
13.00 - NO A NUOVE PROVE
"La procura si oppone all'utilizzazione di pretese ulteriori prove da parte della difesa - ha aggiunto Palazzi aprendo l'udienza in corso in un hotel a Roma - Non è possibile una revisione delle decisioni prese nel 2006 sulla base di pretesi elementi di prova emersi dal procedimento penale di Napoli. C'è opposizione ferma da parte della procura". Moggi, squalificato per 5 anni nel 2006, è imputato nel processo penale in corso a Napoli (il pm ha chiesto 5 anni e 8 mesi), dove sono state ammesse ulteriori intercettazioni telefoniche rispetto a quelle impiegate nei procedimenti sportivi di 5 anni fa. "Il coinvolgimento di altri soggetti, che c'era già stato anche nel 2006 - aggiunge Palazzi - non fa venir meno la gravità dei fatti già accertati" a carico di Moggi. Secondo il procuratore, poi, alcune tra le nuove telefonate confermerebbero la gravità della condotta dell'ex dg della Juventus.
12.30 - PRECLUSIONE
La gravità dei fatti riferiti alla condotta di Luciano Moggi è già stata accertata, e fonda, a nostro parere, la decisione da parte della Commissione Disciplinare, di irrogare la preclusione nei suoi confronti. È una decisione importantissima che serve a non far dimenticare i fatti addebitati a Moggi, che sono di una gravità estrema". </i>La procura federale della Figc, attraverso l'intervento di Stefano Palazzi, ha chiesto quest'oggi la preclusione nei confronti dell'ex dirigente della Juventus, opponendosi inoltre all'utilizzazione di "pretese nuove prove" che la difesa di Luciano Moggi vorrebbe presentare davanti alla Commissione Disciplinare della federcalcio, chiamata a decidere sulla radiazione dell'ex direttore generale della Juventus.
10.30 - ARRIVATO MOGGI
E' arrivato Moggi, pronto a presentarsi davanti alla Disciplinare