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Scudetto 2006, decide la Figc. Abete: Etica non si prescrive

Scudetto 2006, decide la Figc. Abete: Etica non si prescrive
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Palazzi ha consegnato la sua relazione alla Federcalcio
TORINO, 1 luglio - «L'etica non si prescrive»: la frase inseguirà Abete da qui al 18 luglio, quando forse calerà il sipario sullo scudetto del 2006. Adesso resta ancora una spina nel fianco del calcio italiano, perché l'archiviazione per «prescrizione» sancita da Stefano Palazzi, dopo un'inchiesta fin troppo lunga la cui conclusione era stata infatti sollecitata da molti, non mette la parola fine alla coda velenosa di Calciopoli: il "Napoli quater", quel filone dell'indagine della procura partenopea sullo scandalo che cinque anni fa azzerò i vertici del calcio e che aveva per protagonisti gli allora dirigenti nerazzurri (da Giacinto Facchetti, poi scomparso a Massimo Moratti) sul fronte sportivo si chiude con un'archiviazione ma non è detto che il presunto reato non sia stato commesso. Piuttosto ci si è arrivati a tempo scaduto: insomma se il club milanese avesse commesso un qualche illecito per la giustizia sportiva non è perseguibile. Non lo è con l'iter tradizionale, ovvero deferimento e sentenze di primo e secondo grado: la palla passa infatti al consiglio federale della Figc chiamato a una decisione "politica".

MOTIVAZIONI SECRETATE - La Juve rivorrebbe indietro quello Scudetto ed è per questo che aveva presentato un esposto contro la stessa Figc reclamando quel titolo vinto sul campo e cancellato dalla bacheca per gli illeciti commessi da Moggi e Giraudo. Certo è che per arrivare alla revoca le motivazioni del procuratore dovrebbero essere particolarmente dure con l'Inter. Dire che anche i dirigenti nerazzurri facevano quello per cui sono già stati condannati Moggi e Giraudo. Palazzi «esaminati gli atti dell'indagine - si legge nello stringato dispositivo - ha disposto l'archiviazione del procedimento non essendo emerse dalle risultanze istruttorie e dai contatti telefonici in atti fattispecie di rilievo disciplinare procedibili, non coperte da giudicato, ovvero non prescritte». Una formula che lascia aperta la porta a decisioni sulla base delle motivazioni. Che per ora restano secretate nella cassaforte della Procura: saranno consegnate alle parti, e contestualmente anche alla federazione, solo lunedì in vista del primo dei due consigli federali, in programma martedì, che comincerà ad analizzare le carte.

IL 18 LUGLIO SI DECIDE TUTTO - La decisione arriverà il 18, nella riunione già fissata a Via Allegri. Una querelle che ha animato un braccio di ferro sull'asse Torino-Milano con la prima, sponda bianconera, che reclamava lo scudetto e la seconda, a tinte nerazzurre, che quello scudetto vinto a tavolino proprio non lo vuole ridare indietro. E la vicenda, diventata terreno di scontro tra due dei più importanti club del massimo campionato, mette in difficoltà il palazzo federale: certo è che se nelle conclusioni del procuratore Palazzi si evince che qualcosa di sbagliato è stato commesse, allora l'etica batte la prescrizione e la Figc potrebbe decidere di revocare il titolo della discordia, magari evitando di riassegnarlo ai vecchi proprietari della Juve, per non creare un caso nel caso.

LA DECISIONE DEI SAGGI - Del resto diversi avevano sparato a zero contro la decisione dei saggi presieduta da Gerhard Aigner: a distanza di tempo anche lo stesso ex segretario generale dell'Uefa aveva "scaricato" la responsabilità della scelta tutta sul professor Rossi. Che però, appena un anno fa aveva replicato: «Quello scudetto non lo assegnai io, ma i comportamenti di Moggi e Carraro». Rossi ha sempre detto che rifarebbe tutto quello che ha fatto, perché «quando si opera correttamente non c'è da preoccuparsi». Sono passati cinque anni, Moggi e Giraudo sono stati radiati dallo sport, altri scandali hanno pensato di far tremare il pallone, e resta quel titolo. Ancora appeso.

LE PAROLE DI MORATTI - Moratti prima dice «punto a favore» e poi taglia corto parlando di "caso chiuso". La Juve prudente dice che la prescrizione non li coglie di sorpresa. Ora si attende il giudizio: prima le motivazioni e poi il verdetto. Qualcuno scontento resterà comunque.

ECCO IL COMUNICATO INTEGRALE DELLA FIGC
«Il Procuratore federale, esaminati gli atti dell’indagine inerente alle trascrizioni delle conversazioni telefoniche depositate presso il Tribunale di Napoli nel noto processo penale in corso di svolgimento ed espletata la conseguente attività istruttoria in sede disciplinare, ha disposto l’archiviazione del procedimento, non essendo emerse dalle risultanze istruttorie e dai contatti telefonici in atti fattispecie di rilievo disciplinare procedibili, non coperte da giudicato ovvero non prescritte ai sensi dell’art. 18 del C.G.S. vigente all'epoca dei fatti. Pertanto, con provvedimento a parte, è stata disposta l’archiviazione degli atti:

1. nei confronti del presidente del Palermo sig. Maurizio Zamparini e della Società Palermo:
perché non sussistono fatti di rilevanza disciplinare con riferimento alla condotta del presidente
medesimo.

2. nei confronti del sig. Roberto Zanzi, all’epoca dei fatti, dirigente dell’Atalanta e della società
Atalanta:
perché non sussistono fatti di rilevanza disciplinare.

3. nei confronti del sig. Massimo De Santis, all’epoca dei fatti, arbitro internazionale della Can A e
B: perché non sussistono fatti di rilevanza disciplinare.

4. nei confronti del presidente del Cagliari sig. Massimo Cellino e della società Cagliari:
perché non sono emerse fattispecie di rilievo disciplinare non prescritte ai sensi dell’art. 18 C.G.S.,
vigente all’epoca dei fatti.

5. nei confronti del presidente del Chievo sig. Luca Campedelli e della società Chievo Verona:
perché non sono emerse fattispecie di rilievo disciplinare non prescritte ai sensi dell’art. 18 C.G.S.,
vigente all’epoca dei fatti.

6. nei confronti del sig. Rino Foschi all’epoca dei fatti, dirigente del Palermo e della società
Palermo:
perché non sono emerse fattispecie di rilievo disciplinare non prescritte ai sensi dell’art. 18 C.G.S.,
vigente all’epoca dei fatti, con riferimento alla condotta del dirigente medesimo.

7. nei confronti del sig. Luciano Spalletti, all’epoca dei fatti, allenatore dell’Udinese e della società
Udinese:
perché non sono emerse fattispecie di rilievo disciplinare non prescritte ai sensi dell’art. 18 C.G.S.,
vigente all’epoca dei fatti.

8. nei confronti del sig. Sergio Gasparin, all’epoca dei fatti, dirigente del Vicenza e della società
Vicenza:
perché non sono emerse fattispecie di rilievo disciplinare non prescritte ai sensi dell’art. 18 C.G.S.,
vigente all’epoca dei fatti.

9. nei confronti del direttore sportivo sig. Nello Governato:
perché non sono emerse fattispecie di rilievo disciplinare non prescritte ai sensi dell’art. 18 C.G.S.,
vigente all’epoca dei fatti.

10. nei confronti del presidente dell’Empoli sig. Fabrizio Corsi e della società Empoli:
perché non sono emerse fattispecie di rilievo disciplinare non prescritte ai sensi dell’art. 18 C.G.S.,
vigente all’epoca dei fatti.

11. nei confronti del presidente del Livorno sig. Aldo Spinelli e della società Livorno:
perché non sono emerse fattispecie di rilievo disciplinare non prescritte ai sensi dell’art. 18 C.G.S.,
vigente all’epoca dei fatti.

12. nei confronti dell’allora socio di riferimento dell’Internazionale sig. Massimo Moratti e della
società Internazionale:
perché non sono emerse fattispecie di rilievo disciplinare non prescritte ai sensi dell’art. 18 C.G.S.,
vigente all’epoca dei fatti.

13. nei confronti dell’allora presidente dell’Internazionale (deceduto l’anno 2006) sig. Giacinto
Facchetti e della società Internazionale:
perché non sono emerse fattispecie di rilievo disciplinare procedibili ovvero non prescritte ai sensi
dell’art. 18 C.G.S., vigente all’epoca dei fatti.

14. nei confronti del presidente della Reggina sig. Pasquale Foti e della società Reggina:
perché non sono emerse fattispecie di rilievo disciplinare procedibili in quanto non coperte da
giudicato.

15. nei confronti del sig. Leonardo Meani, all’epoca dei fatti, dirigente della società Milan e della
società Milan:
perché non sono emerse fattispecie di rilievo disciplinare procedibili in quanto non coperte da
giudicato e comunque non prescritte ai sensi dell’art. 18 C.G.S., vigente all’epoca dei fatti.

16. nei confronti dei sigg. Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto, all’epoca dei fatti, Commissari Can A
e B, del sig. Gennaro Mazzei, all’epoca dei fatti, Vice Commissario Can A e B e del sig. Tullio
Lanese, all’epoca dei fatti, presidente dell’Aia: perché non sono emerse fattispecie di rilievo
disciplinare procedibili in quanto non coperte da giudicato e comunque non prescritte ai sensi
dell’art. 18 C.G.S., vigente all’epoca dei fatti»
.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • retrocessi06/07/2011 14:56:34
    se il palmares non va in prescrizione....rivediamo come è stato vinto lo scudetto del '98??
  • 03/07/2011 14:27:11
  • marcelodanubio03/07/2011 11:00:16
    In sostanza fatti di rielivo disciplinare ce n'erano.
    Oggi sono prescritti perchè all'epoca certi fatti sono stati nascosti.
  • marcelodanubio03/07/2011 10:55:40
    Agli onesti interisti vorrei far notare la differenza:

    nei confronti sig.Zamparini e della Società Palermo:
    perché non sussistono fatti di rilevanza disciplinare

    nei confronti sig. Moratti e della società Internazionale:
    perché non sono emerse fattispecie di rilievo disciplinare non prescritte

    nei confronti del sig. Facchetti e della società Internazionale:
    perché non sono emerse fattispecie di rilievo disciplinare procedibili ovvero non prescritte
  • 02/07/2011 22:12:11
  • airone_24702/07/2011 19:43:08
    che schifo!
  • rafapazz02/07/2011 18:08:40
    Per me dire che tutto era pilotato, ... e' normale. Lui era il principale accusatore della Juve e di Moggi e poteva dire " il lavoro svolto e' stato inutile ? ". La Juve fa bene a dire che il palmares non ha prescrizioni.e lo dice anche ABETE non Pinco Pallino....
  • 02/07/2011 15:55:56
     
     
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