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Calciopoli: Palazzi, botte anche al Milan

Calciopoli: Palazzi, botte anche al Milan
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© Foto Liverani
 
Nel documento dure accuse a Meani, che dice: «Intercettazioni illegali»
TORINO, 6 luglio - E’ l’altra Calciopoli. Quella che non vi hanno rac­contato nel 2006, quella in cui c’era l’Inter che vince lo scudet­to degli onesti, ma anche il Mi­lan, sanzionato con un buffetto rispetto a quanto avrebbe volu­to anche allora Palazzi, e poi una serie di altre squadre co­me il Chievo, il Palermo, l’Udi­nese e pure il Brescia, club che nel processo di Napoli ha chie­sto danni alla Juventus per cir­ca 35 milioni di euro.

LA PURGA - E’ la Calciopoli delle telefonate purgate dagli inquirenti e riscoperte dalla di­fesa di Luciano Mogginel pro­cesso di Napoli. E’ la Calciopo­li che se fosse stata scoperta in tempo avrebbe prodotto altre sentenze, perché nessuno può immaginare un processo che manda in B Juventus, Milan e Inter, come si può leggere fra le righe della durissima relazione di Palazzi.

L’IDEA - E’ la Calciopoli che, per il momento, non avrà conseguenze sal­vo la probabile re­voca dello scudet­to 2006 assegna­to a tavolino al­l’Inter. Il resto è prescritto, ma anche scritto, nero su bianco perché tutti possano farsi un’idea più vici­na alla realtà e alla verità di quel­lo che è stato il più grande scandalo del calcio italiano e per il qua­le ha pagato seriamente sola­mente la Juventus.

NE BIS IN IDEM - E’ la Calcio­poli nella quale i comporta­mentio del Milan vengono giu­dicati da Palazzi in modo gra­ve. « Meani svolgeva un’opera di interferenza ed influenza sulle designazioni delle terne alle quali affidare le gare in cui risultava impegnato il Milan in particolare con riferimento alla designazione degli assi­stenti di gara». E ancora l’in­tervento del Meani era diretto ad incidere sulla stessa griglia dalla quale estrarre successi­vamente il nominativo del di­rettore di gara». Né più, né me­no le accuse fatte a Moggi. Na­turalmente è tutto prescritto, anzi in certi casi già giudicato, perché alcune telefonate di Meani erano già note nel 2006 e Meani fu condannato, così co­me il Milan che però non per­se nemmeno la qualificazione in Champions League (che poi vinse). Troppo poco per Palaz­zi che nella sua relazione fa no­tare come i comportamenti di Meani erano da articolo 6, ov­vero illecito sportivo, la più gra­ve delle violazioni. E le nuove telefonate di Meani (che quan­to a traffico telefonico rivaleg­gia con Luciano Moggi) sup­portano l’idea di Palazzi. C’è la famosa chiamata in cui dice a Bergamo: «A Trefoloni fagli un bel discorsetto perché sennò gli tagliamo la testa noi». Oppure quella con Roset­ti al quale chiede di ammonire (e quindi far squalificare) un paio di giocatori del Siena, prossimo avversario del Milan. Quella con la quale chiede a Manfredi Martino di avere Ambrosino. Insomma, c’è la compilation nota a chi ha se­guito le vicende di Calciopoli negli ultimi mesi e che per Pa­lazzi potevano anche portare il Milan in B, considerata la fitta rete di rapporti e il fatto che Meani avesse un rapporto di­retto con gli arbitri con i quali parlava più di tutti. Il Milan al­l’epoca se la cavò perché Mea­ni non aveva un ruolo dirigen­ziale (ma era “solo” l’addetto agli arbitri).

ILLEGALE - Ora Meani se la può cavare a Napoli perché in realtà non c’erano ragioni per intercettarlo. Come ha spiega­to ieri nell’aula 216 di Napoli, dove si è svolta un’altra udien­za del processo penale di Cal­ciopoli, l’avvocato del milanista Edda Gandossi: «La doman­da che mi faccio è: perché Mea­ni è qui? È perchè è stato inter­cettato? Meani non era iscritto nel registro degli indagati e il fatto che il telefono possa esse­re ritenuto utile intercettarlo, non è vero, in quanto solo dopo un paio di mesi dall’inizio del­le intercettazioni ci sono state due o tre telefonate per le qua­li egli si trova qui. Quale era il suo profilo indiziario al mo­mento in cui si comincia ad in­tercettarlo? Che motivo c’era? Quali elementi potevano es­serci in marzo per ritenere che Meani potesse essere vicino al­l’associazione? ». Insomma, senza un’accusa di associazio­ne a delinquere non si può in­tercettare: difficile che Meani possa essere condannato.

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Guido Vaciago
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • Doppiastella7807/07/2011 11:12:01
    I PRESCRITTI IN GALERA!!!
  • Nathan6306/07/2011 15:35:43
    @ Maurizio51

    Mi fai tenerezza, sai? La mamma ti mandava a letto senza cena quando facevi qualche marachella? E ora vuoi sfogare tutta la tua rabbia per quelle punizioni adolescenziali? Prendendotela con gli interisti? Ma vai a rilassarti al mare, che è meglio.

    Della serie: prosciutto sugli occhi e fegato spappolato!
  • 06/07/2011 15:18:14
  • DamianoBP06/07/2011 15:01:39
    Ah, il Consiglio Federale non può giudicare...mentre il Commissario Straordinario ex dirigente dell'Inter sì????????????????? I soliti patetici furfanti, questo siete.
  • Maurizio5106/07/2011 14:57:02
    E per favore: non mischiamo Facchetti con Moggi, che in tutte le sue telefonate non ha mai parlato con arbitri per chiedere vittorie, come appunto faceva Facchetti! Il famoso art. 6 (illecito sportivo) è stato calpestato in pieno da Facchetti e da Meani, non certo da Moggi, per il quale hanno inventato appositamente un "illecito strutturato" che ancora oggi non so cosa significhi!!!
    Intanto i reati dei milanesi, ovvero i principali sponsor della FIGC, rimangono prescritti!!! VERGOGNOSO!!!
  • Maurizio5106/07/2011 14:52:12
    Continuo: Milan penalizzato di pochi punti, di quel po' che bastarono per partecipare comunque alla prossima Champions che poi addirittura vinse!... L'Inter, invece, fu accuratamente e volutamente estraniata dalle indagini perché tutto fu organizzato dai loro dirigenti, chi più, chi meno!... E' inutile che Gigi Riva si scaldi perché si tocca Facchetti: LE SUE TELEFONATE SONO LA'!... QUELLO CHE CHIEDEVA E' CHIARO!... Non esiste che Facchetti fosse una persona d'oro solo perché era suo amico!...
  • Doppiastella7806/07/2011 14:29:10
    ORMAI E' ASSODATO...LA SUDDITANZA PSICOLOGICA CHE LE SQUADRE DI MILANO ESERCITANO NON SOLO IN CAMPO MA ANCHE A LIVELLO MEDIATICO.
  • triestina06/07/2011 14:18:01
    14 MILIONI DI TIFOSI CHIEDONO GIUSTIZIA .
  • sportplease06/07/2011 14:05:04
    magra consolazione che cominci a venire a galla oggi quanto si sapeva già da tempo. qualunque azione verrà intrapresa non potrà mai restituire alla juventus la forza che aveva nel 2006. il problema, tuttavia, non è solo della juventus, ma dell'intero calcio italiano: grave che nessuno abbia potuto evitare che calciopoli danneggiasse l'intero movimento per l'interesse di pochi. distruggendo una sola squadra e creando una serie di titoli COMPLETAMENTE FASULLI DA UN PUNTO DI VISTA SPORTIVO. schifo!
     
     
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