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Scudetto 2006, alta pressione sui legali Figc

Scudetto 2006, alta pressione sui legali Figc
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© Foto Liverani
 
A sette giorni dal Consiglio federale si cerca un’uscita d’emergenza
ROMA, 11 luglio - Il countdown è or­mai attivato e siamo a me­no sette: e saranno - tan­to per citare - sette gior­ni di cattivi pensieri. Perché la vicenda dello scudetto maledetto provoca solo gli istinti peggiori, tende a velli­care - per assenza di di­plomazia intermedia, preparatoria - l’aspetto ultrà che è dentro di noi.

LEGAL-SUMMIT - Sono an­che sette giorni belli pieni, a cominciare da domani - al massimo mercoledì - quando gli avvocati “intramoenia”, i professionisti da sempre al servizio della Figc ( Gentile, Gioia, Gallavotti e Medugno) concluderanno le loro riflessioni-consultazioni (perché confrontarsi con colle­ghi anche esterni alla federa­zione è ampliare lo spettro, non poggiarsi su stampelle). E’ previsto un incontro tra i lega­li per mettere a punto un pac­chetto di opzioni: diciamolo su­bito, non esiste un coniglio da tirar fuori dal cilindro di nor­me e statuti. Mai come oggi la Figc, incapace di modificare a fondo il suo Statuto, scopre la­cune devastanti nei suoi ordi­namenti: l’ispirazione pedisse­qua (lo scimmiottamento) del codice penale e della sua pro­cedura ha partorito il mostro della prescrizione a targhe al­terne. Il poco coraggio annun­ciato da parte dei consiglieri di assumersi le responsabilità conseguenti alla legge 241 re­gala incertezze sulla questio­ne di una “cancellazione” più che di una revoca (quella sì tutta giudiziaria) del titolo 2006 dall’albo interista.

S-DAY - In ogni caso, partorito il parere legale da offrire alla Figc, probabilmente giovedì Abete potrà - fissando i palet­ti dell’ordine del giorno della riunione del consiglio federale di lunedì 18, lo S-Day - convo­care (forse con conference call) i presidenti delle componenti della Federazione per fare il punto e - possibilmente - tro­vare una linea comune da so­stenere. Il rischio della “non decisione” è grande: un consi­glio incapace di assumere una responsabilità di fronte ad un “non atto” mefistofelico come quello del 2006 confermerebbe - al di là delle uscite piccate di Abete - un quadro da federa­zione “commissariabile” per­ché incapace di esprimersi su un fondamentale snodo di po­litica sportiva. E la frase di Abete «l’etica non va in pre­scrizione » risuona nelle menti di alcuni consiglieri, mentre in altre fanno (e forse faranno) più effetto i boatos milanesi. In effetti i sette giorni che ci attendono saranno, con tutta probabilità, anche quelli delle cattive parole: scelte simboli­che da crociata anche nei riti­ri precampionato, si alternano a paternali preventive da San Filippo Neri, quello dello “sta­te buoni se potete”. Qualcuno ipotizza - per ovviare alla mancanza di contraddittorio ­anche la convocazione dell’In­ter (a che titolo?) al momento della decisione: vi risultano convocazioni in pieno consiglio dei ministri di parti in causa prima dell’emanazione di un atto amministrativo?

SENZA TAR...BU’ - Una cosa è certa, stavolta - se dalla Figc arriverà una “non risposta” ­si intuisce frequentando Tori­no, non ci sarebbero remore e tabù a guardare alla giustizia extra ordinem, italiana o stra­niera: insomma, dietrofront al Tar come nel 2006 non sono neanche ipotizzabili. Anche perché, fanno notare in parec­chi, la Figc di fronte al buco le­gislativo creato dal cambia­mento dei codici di giustizia, sulla questione delle radiazio­ni, il consiglio federale s’è atti­vato, ha approvato una conte­stata norma e celebrato un doppio grado di giudizio nei confronti di Moggi, Giraudoe Mazzini, giungendo ad un verdetto definitivo in ambito federale a 59 mesi, tre setti­mane e due giorni dal primo pronunciamento. Come dire: per Moggi l’avete trovato il si­stema, no?

IN AULA
- A proposito di Mog­gi: domani importante udien­za al processo di Napoli, è la penultima prima della pausa estiva. Attesa la difesa dei Della Valle, con Diego forse protagonista di una dichiara­zione spontanea al suo debut­to nell’aula 216, nel pomerig­gio pezzo forte con l’arringa dell’avvocato Gallinelli, legale di Massimo De Santis. Un su­perlavoro di 300 pagine che si annuncia come vero e proprio atto di contro-accusa alle mo­dalità di conduzione dell’inte­ra indagine: un apporto che forse colmerà le lacune di giu­stizia confermate dalla deva­stante Relazione Palazzi e dalla candida e squassante ammissione dell’ex pm Bea­trice («certe telefonate fino al 2009 le ignoravo»). L’ultima udienza prima dell’arriveder­ci al 20 settembre, quella del 19 luglio, vedrà scendere in campo le difese di Pairetto,

Alvaro Moretti
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • COLLEFERRO14/07/2011 11:54:39
    Se i signori della FGIC lasceranno lo scudetto 2006 all'Inter credo che qualcuno dovrebbe telefonare:
    1)o ai Carabinieri perchè li arrestino in quanto si tratterebbe di perdurante disonestà ed asservimento a Moratti, come lo è da troppo tempo, (passaporti falsi,intercettazioni,offese a Palazzi ecc.ecc.)
    2)o alla neurodeliri perché si tratterebbe di irresponsabili da trasferire in un ospedale psichiarico.
    In entrambi i casi la FIGC dovrebbe essere quanto meno commissariata.
  • juveanni12/07/2011 17:08:23
    NON mi è piaciuto quello che ha dichiarato Macalli stamattina su STADIO. Secondo lui dovrebbe rimanere tutto come ora. Ma allora le telefonate dell'inter che si leggono in questi giorni, ce le siamo inventate noi? Allora non era Moggi la cupola! Ora lo stiamo vedendo tutti che c'è ancora in giro una corrente AntiJUVENTINA che non è cessata con FARSOPOLI.
  • total-juve12/07/2011 14:35:21
    Decidete......toglietelo !!!!
     
     
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