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«Così è nata Calciopoli»: ecco la controinchiesta

L’avvocato Gallinelli: «Dalle indagini di Tavaroli a Napoli “riciclo” di indizi...I teoremi di Nucini sui quali l’Inter fece fare indagini private ricompaiono uguali a distanza di anni. E chi ne ha beneficiato?»

«Così è nata Calciopoli»: ecco la controinchiesta© LaPresse
TORINO, 5 agosto - L’avvocato Paolo Galli­nelli è uno dei protagonisti del processo penale di Calciopoli. A Napoli difende Massimo De San­tis, ma per chi segue le articolate vicende calciopolesche è diventa­to “l’uomo del modello 45”, un fa­scicolo archiviato dalla procura di Milano che è diventato una sorta di Graal di Calciopoli.

Avvocato Gallinelli, ci spieghi cos’è un modello 45.
«E’ la cosiddetta procedura di au­toarchiviazione che un pm utiliz­za per etichettare “notizie di rea­to manifestamente infondate”. In questo modo il fascicolo non pas­sa dal Gip e per consultarlo è ne­cessaria l’autorizzazione del pm. Il modello 45 di Calciopoli è il fa­moso fascicolo aperto e archiviato dalla Boccassini nel 2004 e che fi­nora nessuno è riuscito a vedere».

Perché è così importante?
«Perché potrebbe dirci qualcosa di più sulle origini di Calcio­poli, potrebbero esserci de­gli ulteriori indizi sul fat­to che gli obiettivi sono sempre stati solamen­te Moggi e la Juven­tus per colpire i qua­li si è sempre cercato di utilizzare De San­tis. E che gli indizi che stanno alle base delle indagini illegali di Cipriani e Tavaroli sono stati poi - per così dire - “riciclati” nell’in­chiesta napoletana».

Proviamo a ricostruire la sto­ria del misterioso fascicolo.
«Molto si sa grazie alle indagini svolte per il processo Telecom. In quel contesto, Tavaroli, che era il responsabile della sicurezza della Telecom di Tronchetti Provera fi­nito sul banco degli imputati, rac­conta che verso la fine del 2002 viene convocato dalla segreteria di Massimo Moratti per una riu­nione alla Saras (l’azienda dei Moratti). In quell’occasione incon­tra lo stesso Moratti e Facchetti che - così depone Tavaroli ai pm Piacente e Civardi - “parla di un sistema condizionamento delle partite facente capo a Moggi ed avente come perno essenziale l’ar­bitro De Santis”. Auricchio, Nar­ducci e Beatrice sono di là da ve­nire, eppure il teorema Moggi-De Santis è già nato. Siamo nel 2002...».

Un teorema che ritroviamo, ef­fettivamente, all’inizio delle in­dagini della procura di Napoli, svolte dai carabinieri di Roma, coordinati da Auricchio...

«Esatto. La famosa “ipotesi inve­stigativa” della combriccola roma­na degli arbitri al servizio della Gea e di Moggi, ipotesi essenzia­le per ottenere l’autorizzazione a intercettare e per dimostrare che c’era un collegamento diretto fra Moggi e gli arbitri, quello che nes­suno prima era riuscito a indivi­duare, nonostante ripetuti tenta­tivi da Tavaroli in poi. Per coin­volgere il cosiddetto “segmento arbitrale”, determinante per pro­vare la frode sportiva, gli inqui­renti di Roma si aggrappano alle dichiarazioni di Dal Cin sulla co­siddetta combriccola romana (for­mata in teoria da Gabriele, Palan­ca e De Santis) che favoriva le squadre con giocatori della Gea e Moggi. Sapete che fine fa tale teo­rema? Viene smontato proprio da Auricchio che in aula afferma: “era un’ipotesi investigativa che poi è stata abbandonata”. Però, intanto, l’inchiesta è partita insie­me con le intercettazioni e De Santis è finito sotto processo, du­rante il quale le originarie accuse sembrano essere naufragate».

Torniamo al 2002 e all’appun­tamento Tavaroli-Moratti-Fac­chetti. Che succede?
«Facchetti spiega a Tavaroli che c’è un arbitro, che scopriremo es­sere Nucini, che gli ha spiegato del sistema “Moggi-De Santis”. Tavaroli suggerisce due strade: Facchetti può diventare “fonte confidenziale” del maggiore Chit­taro, oppure l’Inter poteva presen­tare un esposto alla Procura per far aprire un’indagine. Per quello che ne sappiamo in quel momen­to non fanno né l’una né l’altra co­sa. Seguono altri incontri fra Ta­varoli e Facchetti, durante i qua­li il dirigente nerazzurro (che nel frattempo ha registrato su un cd le sue conversazioni con Nucini) fornisce dei numeri di telefono a Tavaroli. Inizia un’indagine che viene affidata dallo stesso Tavaro­li dalla Polis d’Istinto di Cipriani. Ne esce il famoso “Dossier Ladro­ni” con un monitoraggio pazzesco su De Santis. Viene pedinato, ven­gono controllati i tabuati telefoni­ci, i movimenti bancari suoi e dei suoi famigliari, viene scandaglia­ta la sua vita alla ricerca della prova della corruzione».

La trovano?
«No. Tavaroli riferisce che non è emerso nulla di rilevante.. E a quel punto, entra in scena la pro­cura di Milano. Perché nel feb­braio del 2004 il pm Ilda Boccas­sini convoca l’arbitro Nucini. Se­condo quanto afferma Tavaroli lo fa in seguito a un esposto dell’In­ter. Moratti alla giustizia sportiva ha sempre negato di aver presen­tato l’esposto, anche perché si tratterebbe di una chiara viola­zione della clausola compromis­soria. Tant’è, proprio Nucini viene convocato dalla Boccassini, ma a quanto pare non fornisce risposte esaurienti perché l’indagine non decolla. Anche se nel novembre del 2004 dalla Boccassini parte una richiesta di file di log, in pra­tica tabuilati telefonici alla Tele­com e lo fa con urgenza, vista la delicatezza delle indagini. Anche quei documenti potrebbero essere nel fascicolo che, tuttavia, viene archiviato dalla stessa evidente­mente perché non erano emersi “fatti penalmente rilevanti».

Nel frattempo, però, era parti­ta l’indagine di Torino...
«Sì, il pm Maddalena intercetta Moggi, Giraudo e Agricola pren­dendo lo spunto dal cd. processo doping. Incappa in varie telefona­te fra Moggi e Pairetto ed inizia un’indagine per frode sportiva e per corruzione. Viene anche ipo­tizzata l’associazione a delinque­re, ma tutto viene archiviato per­ché mancano le prove, visto che non emerge alcun contatto con gli arbitri e la procura di Torino non riesce a dimostrare in alcun mo­do che i sorteggi arbitrali fossero stati alterati (cosa che neppure nell’aula di Napoli è riuscito ai pm, per altro). Significativo, poi, un passaggio dell’archiviazione: “la Procura di Torino non ritiene né di dover né di poter inseguire dei semplici “fumi”. Qualcun al­tro invece li inseguirà».

Napoli?
«Certo. E da cosa parte l’indagine di Napoli, quella che sfocerà in Calciopoli? Dal teorema De San­tis- Moggi di cui aveva parlato Nu­cini a Facchetti nel 2002 e dal teo­rema delle “ammonizioni preven­tive”. E sapete chi tira fuori que­sto secondo teorema?».

Nucini?

«Esatto, lo rivela l’arbitro a Fac­chetti nel 2002 e Facchetti ne par­la a Tavaroli. E’ possibile che an­che la Boccassini abbia chiesto qualcosa in merito. Insomma, Calciopoli si basa su due teoremi, smontati in aula (le ammonizioni preventive non hanno trovato ri­scontri concreti durante il dibatti­mento), di cui Nucini parla a Fac­chetti e Moratti che fanno indaga­re Tavaroli. Viene da chiedersi chi ha innescato Calciopoli, che si ri­vela un’indagine indirizzata solo contro Moggi e la Juventus? E chi ha tratto maggior vantaggio da Calciopoli?».

LA JUVE ACQUISISCE IL VERBALE PRO INTER - Ancora non ce l’hanno, ma la Juventus sì. E in fondo il verbale della riunione del Consiglio Federale del 18 luglio (quella della mancata revoca al­l’Inter dello scudetto 2006) serve di più al club bianconero, anche se i consiglieri ie­ri si aspettavano di approvare il verbale, secondo una consolidata abitudine. Nien­te di misterioso o di irrituale, il verbale verrà comunque distribuito nel corso del­la prossima riunione del Consiglio. E Abe­te ha spiegato che quel documento è sta­to acquisito dalla Juventus.

HURRA’ PER IL PRESIDENTE Scon­tato che l’acquisizione di quel documento sia propedeutico ai ricorsi che il club di Agnelli si appresta a presentare. L’inten­zione, come ha spiegato lo stesso presi­dente in un’intervista al rinnovato Hurrà Juventus da oggi in edicola, è non esclu­dere nessuna sede per rivalersi: «Preten­diamo parità di trattamento, e se questa non verrà garantita, come si è già visto, valuteremo tutti i percorsi possibili da se­guire ».

I PERCORSI Il primo, a rigor di logica, dovrebbe portare all’Alta Corte del Coni, dove è possibile impugnare una delibera del Consiglio Federale. In alternative ci sarebbe il Tnas, che però sembra meno adatto. In ogni caso la Juventus non si fermerà in ambito sportivo, un ricorso al Tar ed eventualmente al Consiglio di Sta­to, fa parte delle strategie bianconere.

Guido Vaciago
COMMENTI
  • 06/08/2011 17:36:49
  • Beccantini06/08/2011 08:35:32
    La FIGC ha comunicato la terna arbitrale per la Supercoppa Italiana tra il Milan e l'l'Inter: l'arbitro sarà Rizzoli, con assistenti Copelli e Grilli, e quarto uomo Mazzoleni.
    Sì, avete letto bene: Copelli. Quello di "San Leo da Norcia." ju29ro
  • ginovendra06/08/2011 05:58:41
    se fossi io presidente della juventus andrei direttamente alla corte europea che e' imparziale.perche' i giudici del tar del lazio,quegli sono tifisi romani.comunque alla corte europea io chiederei,1-risarcimento di 300 miliono di euro per danni subiti, 2- la restituzione dei due scudeti tolti.
     
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