Calciopoli, doppio fronte: due Juventus contro Abete
Stavolta il club bianconero non arretrerà davanti all’ipotesi del Tar. Tnas o Alta Corte, nessuna differenza in caso di “no” sullo scudetto 2006: si va in tribunale per i danni. L’Inter alla finestra, per ora. Ma il fronte raddoppia, si muove anche Moggi. L’avvocato Prioreschi: «Caso Preziosi, Palazzi indaghi sui segreti della Figc». Un altro verbale sta per essere desecretato dal Tnas: «Nelle carte svelate la prova: due pesi sulle radiazioni»
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© LaPresseLE PIEGHE La questione di per sé non sembra turbare il campo bianconero. Anche perché lo spirito che sta guidando l’azione promossa da Andrea Agnelli non si arresta certo di fronte a un tecnicismo giuridico: c’è molto più sciabola che fioretto nella filosofia che ha ispirato i bianconeri che si sono riavvicinati alla giustizia sportiva con una certo disincanto, leggibile fra le pieghe delle dichiarazioni di Agnelli (che mercoledì ha fatto riferimento a una fiducia della Juventus nella giustizia sportiva, tradita finora da quest’ultima) e dello stesso Elkann, sibillino fino a un certo punto ieri pomeriggio, quando ha fatto riferimento al fatto che qualcuno «ha qualcosa da nascondere».
IL DADO Insomma, se la giustizia sportiva dovesse tergiversare troppo, la Juventus - come ha d’altronde annunciato - non avrebbe troppe esitazioni a passare al Tar, varcando decisa il Rubicone della clausola compromissoria e alzando il livello dello scontro alla giustizia ordinaria. Anche se per il momento si attende che passi il Ferragosto e dai palazzi romani arrivino i primi segnali. E una possibilità è proprio che il Tnas rimetta la pratica nelle mani dell’Alta Corte, in virtù del fatto che lo scudetto 2006 e tutto quello che comporta è una questione che interessa tutto il calcio italiano e, quindi, rientrerebbe nelle competenze dell’Alta Corte il cui codice (articolo 1, punto 3) parla proprio di «notevole rilevanza della controversia per l’ordinamento sportivo nazionale ». Tutto ciò potrebbe far slittare di qualche settimana e il trascorrere del tempo potrebbe non essere indifferente alla giustizia sportiva, perché a ottobre è attesa la sentenza di Napoli, un punto di riferimento importante, forse troppo importante, per lasciarselo sfuggire. La Juventus, invece, ha piuttosto fretta, ma non ha ancora deciso cosa fare in caso di cambio di programma.
I DETTAGLI Se il Tnas si considerasse competente, la grande curiosità sarebbe la presenza dell’Inter, parte interessata alla quale la Juventus ha fatto pervenire la notifica del ricorso. Non sembra che i nerazzurri abbiano tutta questa voglia di presentarsi davanti a un tribunale, seppure “di arbitrato”, per discutere di Calciopoli e delle telefonate dimenticate. Probabile, quindi, che Moratti diserti il Tnas. C’è infine il rischio che la legge 49 del 2011 della Corte Costituzionale limiti il campo del ricorso al Tar al semplice risarcimento danni e lasciando fuori l’atto di assegnazione dello scudetto ai nerazzurri. Altro capitolo che non sembra spaventare la Juventus, anche perché di spaventoso potrebbe esserci la cifra di quel risarcimento.
LE MOSSE DI MOGGI
Un’istanza al giorno toglie il segreto di torno. Gli avvocati di Luciano Moggi, Flavia Tortorella e Maurilio Prioreschi, hanno inviato un’altra richiesta per cercare di chiarire il giallo della radiazione mai intervenuta per Enrico Preziosi. Adesso il Tnas sta per dissecretare anche i verbali relativi ad un’altra conciliazione, quella dell’ottobre 2005 con cui Preziosi rinunciava ai ricorsi al Tar contro le sentenze su Genoa-Venezia e ad eventuali richieste di danni. Dopo aver ottenuto il via libera alla riesumazione ufficiale dei verbali di conciliazione su Sabatini e Preziosi (casi Milito-Motta e Fallimento Como) i legali di Luciano Moggi vanno all’attacco del vero mistero che riguarda la fine fatta fare alla proposta di radiazione partorita dalla Caf Figc il 27 luglio 2005 per l’illecito sportivo sanzionato alla luce del passaggio della famosa valigetta nel caso Genoa-Venezia. Perché nei documenti della Camera di Conciliazione già ottenuti per la difesa Moggi, c’è ancora altro di interessante anche se - probabilmente - non ancora tutto quanto serve a far luce sul perché la radiazione che automatica per i protagonisti di Calciopoli non lo fosse per Preziosi, sotto squalifica fino al 27 luglio 2010.
LA VICENDA Il Genoa da pochi mesi, in quel drammatico 2005, aveva cominciato il campionato di C1 con penalizzazione, ma forte era la polemica con la Figc per il caso dei bigliettini durante il processo d’appello. In ogni caso da quanto emergerebbe dai documenti, Preziosi si sarebbe ritirato in buon ordine: perché? E in ogni caso resta inesplorata la domanda delle domande: perché il pronunciamento della Corte di Giustizia Figc sulle radiazione automatiche e quindi la norma sui “radiandi” non toccava il presidente del Genoa, sanzionato coi cinque anni e proposta di radiazione i cui effetti in realtà - spiravano un anno prima di quelli della sanzione irrogata a Moggi & C.
PRIORESCHI ATTACK Maurilio Prioreschi è duro: «Mi meraviglia la reazione del presidente Abete sulla circostanza che il Tnas abbia tolto il segreto sulle conciliazioni di Sabatini e Preziosi. Mi meraviglia perché Luciano Moggi con le sue richieste sta esercitando il suo diritto di difesa per verificare se c’è stata tra lui e gli altri disparità di trattamento sul tema radiazioni. E quello alla difesa è un diritto garantito anche dalle norme federali, ma che viene talora ignorato dai suoi organi. Dopo aver letto il contenuto di quei verbali di Preziosi e Sabatini, però, capisco perfettamente perché la Figc preferisse che rimanessero segreti. Attraverso la conoscenza di quei verbali, abbiamo avuto conferma della nostra intuizione: ancora una volta la Figc quando si tratta di Moggi usa due pesi e due misure. Da un lato vengono cancellate o spariscono delle preclusioni a carico di un soggetto recidivo per fatti gravi, dall’altro viene coniata una norma ad personam per radiare Moggi (Giraudo e Mazzini, ndr). Noi abbiamo ora la prova che c’è stata disparità di trattamento, che ovviamente faremo valere in tutte le sedi competenti. Non solo la Juve, infatti, ma anche Moggi ha subìto danni ingentissimi dei quali chiederà certamente il ristoro. Tra l’altro non è vero quanto detto da Abete alla Gazzetta dello Sport: la clausola di riservatezza non è stata richiesta dal solo Preziosi e le conciliazioni con lui non riguardano solo un ultimo periodo della sua squalifica. Non serve fare i conti, basta leggere quei verbali. Mi auguro che quanto dichiarato da Abete sia dovuto a difetto di informazioni sulla vicenda. Anche se due delle tre conciliazioni sono state fatte sotto la sua presidenza, e quindi... Se così non fosse sarebbe molto grave questa uscita del presidente».
DOPPIA SFIDA
«Se Abete ritiene che in questa vicenda non sia stato nascosto nulla prosegue nell’affondo, il legale -, tolga egli stesso il segreto su quei verbali e li renda pubblici. Così tutti potranno verificare la legittimità di quanto fatto: a mio giudizio trattare in modo diverso degli associati e tenere nascosto tutto questo contrasta con l’articolo 1 del codice di giustizia sportiva. E il procuratore Palazzi ha il dovere di indagare».
Guido Vaciago
Alvaro Moretti




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