Calciopoli, Lazio non ci sta: «Potremmo chiedere danni»
L'avvocato dei biancocelesti Gentile: «Con una sentenza assolutoria a Napoli chiederemo i danni». Rabbia per una telefonata tra un manager romanista e un dirigente federale. Attesa per l'intercettazione evocata da Moggi
© LaPresseSCOSSE TELLURICHE - Ma in realtà l’altro giorno, scosse telluriche calciopolesche sono partite anche da un altro fronte. Le nuove intercettazioni venute alla luce, tra un manager della Roma e un dirigente federale in cui si abbozzava per organizzare un pranzo conviviale in un momento in cui il club giallorosso rischiava la serie B, hanno scatenato reazioni forti sulla stessa piazza della capitale, ovviamente dall’altra parte del Tevere, e a Firenze. Lazio e Fiorentina da tempo sono entrate nella scia della filosofia juventina che invoca equità di giudizio a prescindere dalle pene subite e scontate. Ora non c’è soltanto più la Juventus a chiedersi perché stessi comportamenti siano stati ascoltati, archiviati e gestiti in maniera diametralmente differente con evidenti ripercussioni clamorose sull’esito finale delle sentenze. Un interrogativo che inizia ad avere presa anche tra l’opinione pubblica e che in attesa dei prossimi sviluppi giuridici ha cominciato a restituire al club torinese parte del danno d’immagine subito.
LAZIO AVANTI TUTTA - A proposito di danni subiti, ieri è intervenuto a Radiosei l’avvocato della Lazio, Gianmichele Gentile, che ovviamente non è rimasto entusiasta dopo aver letto l’ultima intercettazione, ovvero il colloquio tra un manager romanista e un dirigente federale. «La Lazio aspetta le sentenze del processo di Napoli e qualora si arrivasse a una sentenza assolutoria, come ci aspettiamo, inizierebbe la nostra battaglia per ottenere risarcimenti. Ad Auricchio abbiamo già chiesto molti chiarimenti in passato sul perché di certe scelte su telefonate evidenziate piuttosto che non considerate. Noi aspettiamo il verdetto di Napoli per poi muoverci di conseguenza. Il pm, si sa, non risponde dei danni ma a livello di Federcalcio quanto meno c’è da mettere le mani sul processo sportivo che si sta rivelando una grande ingiustizia. Se qualcuno ha sbagliato per leggerezza, chiederemo anche il risarcimento del danno. Bisogna capire chi ha sbagliato e perché. In tempi non sospetti, quando la Roma si costituì parte civile, rimasi a bocca aperta. M’aspettavo più pudore. Ora leggo conversazioni che non possono essere gravi solo per alcuni club che hanno pagato e invece "un semplice malcostume generale" se fatte da altre società. Eravamo convinti che la posizione della Lazio fosse diversa già in partenza: Lotito non andava a cena con arbitri né cercava benevolenze in alto».




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