Moggi: «Lotterò in appello, ma ero il dg della Juve...»
Alla delusione per la sentenza si aggiunge quella per il comunicato del club: «Non capisco cosa voglia dire estraneità dei fatti. Non scendeva Moggi in campo, ma la squadra»
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© Foto Liverani
TORINO - Luciano Moggi torna all'attacco. Dopo la notte passata a meditare in silenzio sulla sentenza di primo grado che lo ha condannato a 5 anni e 4 mesi l'ex dg della Juve rivela che non si arrende ai microfoni di Sky Sport 24. "Ieri sera non avevo voglia di parlare - dice l'ex dg bianconero - perché non conoscevo gli elementi, poi mi sono visto un po' di cose e andremo in appello, sperando in una giustizia che non sia già scritta, una giustizia vera, altrimenti dovremo riccorrere alla giustizia divina".
JUVE - Moggi è rimasto deluso anche dal comunicato della Juve: "Non capisco nemmeno il comunicato della Juve, sembra quasi che abbia giocato io da solo e non era così, ma è la vita e bisogna cercare di leggere e capire tutto quanto, io lo farò, fermo restando che mi difenderò".
STATO D'ANIMO - L'amarezza è ancora tanta, ma Moggi ha ancora voglia di lottare. "Umanamente mi sento bene, nel senso che ho combattuto per me e per tutti quelli che sono stati distrutti da questo processo con tranquillità dopo che sono stato interrogato la prima volta perché non c'era nulla di sostanziale. Continuerò a lottare".
DELUSIONE - La delusione resterà, sia per l'esito della giustizia sportiva sia per quello della giustizia ordinaria. "Mi sento deluso da tutto, la sentenza sportiva non ha tenuto conto di quello che è successo hanno fatto un processo con 20 telefonate su 170 mila. Questo processo ha messo in evidenza altre cose. Sono deluso dalla giustizia ordinaria perché mi aspettavo fosse uguale per tutti invece era una sentenza già scritti. È il primo round, il secondo sarà l'appello, vedremo cosa potrà succedere. Farò di tutto perché l'appello abbia un esito diverso, e sono fiducioso che possa averlo".
ESTRANEITÀ JUVE - Moggi poi torna a parlare del comunicato della Juve. "È vero che la Juve è l'unica che ha perso due scudetti e deve riaverli anche perché li aveva vinti sul campo, io non ho capito l'estraneità della Juve a questi fatti, io ero il dg della Juve non giocava Moggi contro l'Udinese, ma la Juve contro l'Udinese. Non capisco cosa voglia dire estraneità dei fatti".
RICORSO -
"Cosa ho pensato appena ascoltata la sentenza? Ho fatto i conti: 5+4 - ha poi aggiunto Moggi ai microfoni di Radio Kiss Kiss -. Il problema è che davvero non me l’aspettavo, dopo tutto quello che avevo creato in fase di difesa: cercare le telefonate, rinunciare ad alcuni nostri testi. Insomma ci siamo trovati di fronte una sentenza già scritta. Di sicuro faremo ricorso in appello: ci sono delle incongruenze clamorose, ad esempio nella partita contro l’Udinese sono stati assolti tutti mentre sono stato condannato solo io. Sono deluso, anzi molto di più di deluso. Mi auguro che la scritta: la legge è uguale per tutti sia una scritta vera, perché la sentenza era già scritta".
AUGURI A DEL PIERO - "
Faccio gli auguri a Del Piero per il suo compleanno, se lo merita perché è un grande uomo ed un grande calciatore. Il trattamento che la nuova società ha riservato ad Alex mi ha lasciato senza parole ed anche un po' intristito, non è questo il modo di trattare il capitano della Juve e soprattutto non è il modo di trattare il Del Piero uomo".
IBRA - "Le parole di Ibrahimovic? Giocatori come lui, Zidane, Del Piero e Cannavaro , tanto per fare qualche nome, hanno fatto la storia della Juventus, durante la nostra attività ci sono stati tre palloni d’oro. Nedved, Zidane e Cannavaro. Questa era la Juventus, squadra di grandi campioni: Non avevamo bisogno di sotterfugi per vincere!" .




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