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Rossi: «Lazio, tanto vale giocarsela»

Rossi: «Lazio, tanto vale giocarsela»
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© Foto Pegaso
 
Il tecnico biancoceleste: «L’Inter non è imbattibile»
ROMA, 5 dicembre - «Ce la giochiamo, per male che ci può andare... perdiamo». Il tutto per tutto, per l'impresa della Lazio. Delio Rossi alla vigilia della partita di domani contro l'Inter non ha dubbi. Bisogna giocarsela, e quel che viene viene. «La squadra di Morinho - dice il tecnico - è certamente la formazione più forte del campionato e del panorama internazionale, non sono imbattibili visto che il Milan e il Panathinaikos lo hanno dimostrato, ma hanno più punti forti che deboli. Hanno grande tecnica e grande fisico, li dovremo affrontare con lo stesso spirito con il quale siamo andati a Milano mercoledì sera per affrontare la squadra di Ancelotti. Non li dovremo far giocare, se lo facessimo avremmo la peggio. Noi veniamo da tre partite in sei giorni, oggi prepareremo la gara contro la capolista, una squadra molto forte. Siamo certamente più stanchi di loro, sono un vantaggio per l'Inter i nostri 120 minuti di San Siro. Hanno tanti campioni che in una gara dove qualcuno è opaco altri possono con una giocata su calcio d'angolo, punizione o azione singola, sbloccare la partita. È una di quelle partite che si giocano in 12. Il nostro pubblico ci potrebbe dare una grossa mano».

Rossi è fra quei tecnici che da subito si è detto simpatizzante di Mourinho. «Ho sempre detto che è un ottimo allenatore, molto intelligente, visto come ha imparato in poco tempo la nostra lingua, ma anche molto preparato, fa poi usare molto bene il mezzo televisivo e questi sono segnali di umiltà oltre che di grande preparazione. Cerca sempre di far stare a proprio agio gli altri. L'Inter oggi ha un'anima. La sua considerazione sul calcio italiano all'estero è una cosa che condivido, in più l'ha fatta da allenatore dell'Inter...».

Il tecnico romagnolo ha qualche dubbio di formazione. Il primo riguarda l'esterno sinistro in difesa. «Lichtsteiner lo dovremo valutare solo domani mattina, se fosse capitato a un altro sarebbe certamente indisponibile ma lui è uno che qualche margine lo lascia per il recupero. Lui è molto duttile, sa giocare, ha molta corsa e ci sta che possa essere impiegato anche a metà campo. Pandev? Anche lui non è al meglio vedremo e valuteremo solo nelle prossime ore. È molto cresciuto da quando ho iniziato a lavorare con lui, ho solo tirato fuori le sue migliori qualità, da una rapa non tiri fuori il sangue. La formazione che comunque metterò in campo dovrà anche tenere conto delle caratteristiche della squadra avversaria, a Milano sapevo di giocare contro una formazione che mi avrebbe permesso di giocare la palla. La cosa importante domani sera sarà la voglia di giocarci la partita contro una grande squadra. La vittoria di Milano ci ha dato morale, era importante per la nostra autostima. Credo che per troppo tempo si sia portata dietro la sconfitta nel derby, una vittoria domani farebbe crescere di molto la consapevolezza dei nostri mezzi poi però bisogna dare seguito alle prestazioni. L'Inter ha campioni già conclamati, noi ne abbiamo in prospettiva ed il salto ora è proprio quello di passare da potenziale a effettivo».

Chiude glissando sul suo contratto in scadenza: «Il presidente ha detto che sono inamovibile? Perché sono ingrassato... Ho già detto tante volte che spesso ho avuto contratti in scadenza o pluriennali e non è cambiato nulla, per me non cambia il mio modo di lavorare, cerco sempre il massimo, se poi non riesco più a farlo come credo io vado altrove. Il contratto è l'ultimo dei miei problemi. Se il presidente mi proponesse il rinnovo lunedì? No, è l'Immacolata e non sarò a Roma...».
 
 
 
 
 

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