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Agente Diakitè: «Non si muove dalla Lazio»

Agente Diakitè: «Non si muove dalla Lazio»
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© Foto Liverani
 
«L'Arsenal? Non siamo interessati. Abbiamo la stima della società e dell'allenatore»
ROMA, 14 gennaio - « Diakitè non si muove da Roma. La Lazio è la sua famiglia e non ha nessuna intenzione di lasciare la capitale». A chiudere ogni possibilità di partenza del difensore francese dalla squadra biancoceleste è il suo procuratore Pino Letterio. «Non c'è nessuna possibilità che Modibo lasci la Lazio - ha dichiarato l'agente ai microfoni di Teleradiostereo - anche perchè ha appena firmato un rinnovo di cinque anni. In questo momento non converrebbe a nessuno andare via: la Lazio non vuole privarsi di un giocatore del quale ha curato lo sviluppo calcistico e lui ha voglia di imparare e di crescere. E poi la Lazio lo ha sempre trattato benissimo».

L'ARSENAL INTERESSATO - Sulle tracce di Diakitè (classe '87) ci sarebbe l'Arsenal di Arsene Wenger, da sempre interessato ai migliori giovani dei campionati europei e mondiali. Il club inglese, secondo quanto riportato nei giorni scorsi dal quotidiano britannico 'The Sun', avrebbe infatti offerto al presidente Claudio Lotito circa 5,5 milioni di euro per l'acquisto del difensore e, domenica sera, potrebbe inviare alcuni osservatori per il posticipo che la Lazio giocherà all'Olimpico contro la Juventus. Ad allontanare le sirene della Premier League, però, ci ha pensato l'agente del calciatore biancoceleste: «La società inglese lo segue già dalla scorsa estate - ha spiegato Letterio - così come altre formazioni. Ad agosto siamo stati bombardati di richieste. Molte società erano pronte ad offrire al calciatore cifre importanti, ma non ce la siamo sentita di fare uno sgarbo a Lotito, che nei confronti del ragazzo si è sempre comportato come un padre. Lo abbiamo avvisato e lui ci ha convocato per discutere del rinnovo. In poco tempo abbiamo trovato l'accordo». Diakitè nel frattempo ha scalato posizioni nelle gerarchie della Lazio tanto da meritare la stima dell'allenatore Delio Rossi: «È un po' il suo pupillo - ha rivelato l'agente - Il tecnico apprezza chi lavora seriamente come lui e lo coccola spesso. Per questo i suoi compagni lo prendono bonariamente in giro e lo chiamano il figlioccio di Rossi. Questa estate gli aveva consigliato di non lasciare la Lazio in prestito. 'Arriverà il tuo momento' gli disse. Aveva ragione».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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