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Ballardini: «Lazio, dovremo essere competitivi»

Davide Ballardini, nuovo allenatore della Lazio
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© LaPresse
 
Il tecnico biancoceleste: «Importanti gioco e qualità dei giocatori»
ROMA, 16 giugno - «La Lazio deve avere chiaro un obiettivo: essere sempre competitiva. È un dovere, in qualsiasi manifestazione». Si è presentato così, nella conferenza stampa in corso a Formello, Davide Ballardini, nuovo allenatore del club biancoceleste. Parlando del suo metodo di lavoro, Ballardini ha aggiunto: «Importanti sono i principi del gioco e le qualità dei giocatori. Poi viene la disposizione in campo, la veste tattica. Dire ora come giocherà la Lazio non sarebbe giusto. Ma ho già le idee chiare su come esaltare le qualità dei miei uomini. Zarate? Deve ancora crescere molto. Però ha già qualità fuori dal comune».

LOTITO SU BALLARDINI - L'intervento del nuovo tecnico è stato preceduto da quello del presidente Claudio Lotito: «Ora et labora». La regola benedettina diventa quella che Claudio Lotito ha pensato per Davide Ballardini. Scelto per la panchina della Lazio grazie alla «grande professionalità, all'impegno e alla capacità di dedicarsi con dedizione e cultura del lavoro a questa squadra». Il presidente biancoceleste parla di «scelta ponderata e pensata anche nell'ottica del futuro, perché credo che costituirà un valore aggiunto per questa società». Poche parole per far capire che il lavoro viene prima di tutto, delle dietrologie e delle chiacchiere. Una decisione, quella di affidare la guida a Ballardini, che dimostra una cosa: «La Lazio non sta con le mani in mano, ma quando prende impegni li rispetta sempre con tempistiche giuste e una scelta consona per l'esistenza di questo club».

LA SFIDA - Il tutto pensato per il futuro, considerando però che questa è «una sfida importante perché abbiamo una eredità che non va scialacquata. Abbiamo vinto la Coppa Italia - ha ricorda Lotito - siamo andati in Uefa (Europa League, n.d.r.) e ora si deve solo migliorare. Ballardini e i suoi collaboratori sono persone che non si spaventano di fronte alle chiacchiere. Devono essere messi in condizione di lavorare con tranquillità, di esprimere potenzialità. A Roma c'è un grande impatto mediatico e vorrei che fosse funzionale al loro lavoro, senza fare discorsi. Sono persone che appartengono alla categoria di Lotito, di quelli che fanno i fatti e non le parole, rifuggono dai proclami mediatici. Quindi lasciamoli lavorare in pace - si è appellato alla stampa - metteteli nella condizione di lavorare con serenità e vedrete che otterremo grandissimi risultati, importanti non solo per la squadra».

LA CERTEZZA - Ballardini evidentemente conosce già tutta la dottrina di Lotito, visto che come spiega lo stesso presidente, «ha voluto venire alla Lazio perché lo stimola il progetto e la possibilità di raggiungere traguardi e dimostrare che con un certo tipo di lavoro si possono raggiungere bei risultati». Per chiudere, una battuta rivolta al presidente del Palermo, Zamparini, in risposta alla sua accusa di aver preso accordi precedenti con Ballardini. «È venuto ieri per firmare, prima di allora non ci sono stati rapporti formali».

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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