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Lazio, Oasasuna ko. Fischi a Lotito e dissidenti

Lazio, Oasasuna ko. Fischi a Lotito e dissidenti
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© Foto Liverani
 
All'Olimpico i biancocelesti vincono 5-4 ai rigori
ROMA, 13 agosto - Una festa a metà. L'abbraccio caloroso agli eroi di Pechino, il silenzio rigoroso per ricordare il capitano dell'Espanyol, Daniel Jarque (ma anche l'ex bandiera della Lazio, Orlando Rozzoni), la solita lotteria dei rigori che esalta ancora una volta Muslera e regala il successo contro l'Osasuna, ma soprattutto i fischi assordanti e ripetuti al presidente Lotito e ai tre dissidenti Ledesma (unico presente), Pandev e De Silvestri. Davanti ai diecimila dell'Olimpico (la metà di quelli attesi) è andata in scena, dapprima la presentazione ufficiale della rosa biancoceleste con tanto di sfilata dei due trofei, la Coppa Italia e la Supercoppa, conquistati negli ultimi tre mesi, e poi, contro gli spagnoli dell'Osasuna l'ultimo test in vista dell'assalto all'Europa League che scatta tra una settimana contro gli svedesi dell'Elfsborg.

GARA VERA - Un impegno vero, con toni spesso al di sopra della semplice gara amichevole (quattro gli ammoniti), soprattutto per merito di un Osasuna deciso a far bella figura e guidato dal 'durò Camacho in panchina. Gli spagnoli hanno provato anche loro a rovinare la festa laziale con il gol di JuanFran al 23' del primo tempo dopo un'azione personale, ma è stato il solito Zarate, il migliori dei suoi, al 36' a riportare sul pari i biancocelesti. Poi i rigori per assegnare il trofeo Sky, con Muslera capace di esaltarsi con due parate consecutive al 5° e al 6° rigore, prima del match point messo a segno da Baronio per il 5-4 finale. È stata la prima passerella davanti al pubblico di casa per i nuovi arrivati Cruz, Bizzarri, Eliseu e per il tecnico Ballardini, con tanto di presentazione all'americana: ad aprire le danze è stato il portiere Muslera, uno dei più applauditi con Matuzalem, con la Coppa Italia in mano, a chiudere capitan Rocchi con la Supercoppa conquistata pochi giorni fa a Pechino.

CONTESTAZIONE - A rovinare il clima di festa è arrivata puntuale però la prevedibile contestazione verso i tre dissidenti, Ledesma, Pandev e De Silvestri, e quella immancabile al presidente Lotito, colpevole secondo tifosi di non mettere mano al portafoglio. Fischi che non sono andati giù all'argentino. «Non è giusto rovinare questa serata - ha ammesso Ledesma - La società conosce il mio pensiero, non c'è mai stata l'intenzione di andare verso una rottura». Fischiati a lungo anche i due assenti Pandev (non ancora rientrato dalla Macedonia) e De Silvestri (alle prese con una distorsione al ginocchio), non appena sono stati nominati dallo speaker. In attesa che si risolva la questione dei tre separati in casa, sempre più vicini ad un addio, e che arrivi il rinforzo per la difesa (Lugano è ad un passo), tra una settimana si farà di nuovo sul serio contro gli svedesi dell'Elfsborg, che hanno mandato dei dirigenti per studiare da vicino il 'fenomeno' Lazio.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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