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Reja: «Lazio, così non si va da nessuna parte»

Reja: «Lazio, così non si va da nessuna parte»
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© Foto Liverani
 
Il tecnico biancoceleste: «C'è paura. Dobbiamo ritrovare lo spirito di squadra»
ROMA, 14 marzo - La Lazio è a due punti dal Livorno terz'ultimo. La sconfitta in casa col Bari è una brutta botta e Reja non si nasconde. «Abbiamo iniziato bene, poi c'è stato l'episodio del gol nel secondo tempo. Abbiamo avuto un po' di reazione, col rigore poteva riaprire la partita, ma abbiamo fallito anche quello. Dopo il 2-0 tutto era più difficile». Qual è il problema della Lazio? «La squadra non è abituata a lottare nei bassifondi della classifica, ora bisogna tirare fuori ogni energia, per lottare e per restare in serie A, sennò diventa difficile».

PAURA - Il problema della squadra è la paura. «È vero - dice Reja - una squadra che ha un po' di paura perché non è abituata a lottare per la retrocessione, ora dobbiamo stringerci tutti quanti e lottare. Bisogna ritrovare lo spirito di gruppo per uscire da questa situazione. Io provo a cambiare qualcosa, l'ha fatto anche il mio predecessore. Bisogna trovare manovre da metà campo in avanti, ma attualmente non troviamo queste soluzioni, questo è un po' il nostro problema, a volte non riusciamo a concretizzare. Nel primo tempo non abbiamo rischiato nulla, però sono partite così, che non riesci a trovare spazi. Noi le difficoltà le abbiamo perché nelle ultime 5 partite, a parte Parma, abbiamo sofferto sempre. È una situazione difficile».

QUALITA' - Reja non ha ancora visto la vera Lazio. «Queste qualità che conoscevo della Lazio non le ho ancora viste, magari si vedono a sprazzi, ma non nell'arco dei 90 minuti. Non riusciamo a mantenere l'intensità nei 90 minuti. a parte Zarate non ci son giocatori in grado di cambiare marcia, dovremo trovare soluzioni alternative, perché così non può andare». La paura ha tradito anche Kolarov, in occasione del rigore? «I giocatori di una certa personalità come Kolarov, non ha paura, quando ha preso la palla era convinto di fare gol, poi i rigori si possono sbagliare. Se lo aveva messo dentro forse avremmo trovato una reazione».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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