Reja: «Provo disagio ma vado avanti»
Il tecnico della Lazio: «Non serve fare il punto. È inutile ribadire quello che è successo. Lo sapete. Ho avuto confronto con presidente e squadra, abbiamo chiarito e ho deciso di proseguire la mia avventura alla Lazio. Il problema non è il quadro ma la cornice che è marcia»
© LaPresseI TIFOSI - "Ai tifosi chiedo di stare vicini alla squadra perchè ne ha bisogno - ha aggiunto - Avevo parlato con i tifosi a Fiuggi e avevo ricevuto una promessa, ci eravamo detti: deponiamo l'ascia di guerra. Se ci sono problematiche sono il primo a fare mea culpa e a prendere le mie decisioni". Reja si è rivolto dunque direttamente ai tifosi laziali che lo hanno contestato domenica portando vicino all'abbandono della panchina biancoceleste. "Per il mio modo di comportarmi non ho avuto mai incontri con capi tifoseria, non cerco consensi, sono un lavoratore di campo - ha proseguito -. Non sono una persona che attrae simpatie e questo mi può anche nuocere. La cessione di Zarate ha inasprito i rapporti con la tifoseria? Ha creato sicuramente malcontento, ma lo sapevamo. Sono convinto che farà bene altrove, perchè ha stimoli diversi. Gli auguro di fare bene. Ha un talento straordinario, deve scattagli una molla di stimolo. Probabilmente si sentiva il beniamino del pubblico non ha dato quello che ha dato l'anno prima".
CORNICE MARCIA - Continua Reja: "Un allenatore è criticabile, è giusto. Però sono vaccinato ed esperto per andare avanti, anche con i tappi nelle orecchie. Con il consenso del gruppo. C'è già una valutazione nei miei confronti da parte del pubblico e di parte della stampa che non hanno considerazione del sottoscritto. Devo conviverci e andare avanti". Così c'è spazio anche per mitigare l'accusa: "Cornice marcia? Una parte lo è - le ultime parole di Reja - una parte è tarlata, ma c'è anche una parte buona".




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