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Lotito attacca i giornalisti: «Fate pace col cervello»

Il presidente della Lazio una furia contro la stampa: «La serenità nella squadra e nella società c'è sempre stata è da parte vostra che c'è poca serenità di giudizio e poco equilibrio nelle valutazioni. Dovete avere più deontologia, dovete fare informazione. Le persone che hanno scritto tutti quegli obbrobri ieri sono state smentite. Io pubblicherò un mio editoriale e chi lo sa leggere capirà le cose che ho detto»

Lotito attacca i giornalisti: «Fate pace col cervello»© LaPresse
MILANO - «Fate pace col cervello». Così il presidente della Lazio Claudio Lotito al suo arrivo in Lega a Milano per l'assemblea della serie A, ha insistito nella sua requisitoria nei confronti della stampa avviata ieri sera dopo Cesena-Lazio. Parlando della partita, Lotito si è limitato a dire che si è trattato «di una vittoria meritata». «La serenità nella squadra e nella società - ha aggiunto - c'è sempre stata è da parte vostra che c'è poca serenità di giudizio e poco equilibrio nelle valutazioni. Reja non doveva avere nessuna risposta, voi avete costruito tutto un fantasma mediatico su ipotesi di dimissioni, su una lista di allenatori in attesa». Ma il disagio esiste?: «Esiste per colpa vostra - ha risposto il presidente biancazzurro - perché continuate a istigare».

LA "STRATEGIA MEDIATICA" - E ha accennato a una "strategia mediatica": «Dieci giorni fa - ha detto Lotito - mi era stato suggerito che sarebbe successo questo. È un film già visto, pensate a cosa portano le strategie mediatiche. Dovete avere più deontologia, dovete fare informazione. Le persone che hanno scritto tutti quegli obbrobri ieri sono state smentite. Io pubblicherò un mio editoriale e chi lo sa leggere capirà le cose che ho detto». Lotito ha lamentato anche che sia stato costruito un "caso Zarate". «Lui è un giocatore come gli altri. Ha chiesto di andare via e la società lo ha accontentato. Il resto sono dietrologie che vi inventate voi».

«GIORNALISTI MARCI» - Allora la "cornice marcia" della quale ha parlato Reja saremmo noi reporter?: «La cornice marcia sono tante persone come voi - come alcuni di voi, certo non tutta la categoria - che creano problemi, e hanno creato un ambiente ostile a un allenatore, Reja, che ha preso la squadra che rischiava la retrocessione e l'ha portata alla Champions 'verà, perchè la classifica della differenza reti ci ha eliminati. Un metodo sbagliato che infatti quest'anno abbiamo cambiato. Che cosa gli si può imputare? Ha un rapporto eccezionale con la squadra e con la società». «La Lazio che è una società quotata in borsa - ha concluso Lotito - ha subito dei danni patrimoniali, il titolo ha perso il 12%, e ora si rivarrà dei confronti delle persone».

COMMENTI
  • inserito da iPhone ludus22/09/2011 21:13:38
    Una sola parola: MITICO..
  • TRPietro22/09/2011 14:46:06
    Ha ragione Lotito. Ci sono troppi giornalisti che sparano fesserie per fare soldi. Una volta i giornalisti informavano...
  • papasub22/09/2011 13:46:36
    A generalizzare si sbaglia, molto più semplice fare i nomi delle persone serie che sono sempre meno.
    Credo cmq che Lotito non sia ne ignorante ne vigliacco, certamente meno di quei soggetti seduti dietro ad una scrivania o dietro un microfono.
    SLP mi concederà che i giornalisti seri sono pochissimi, e che i presuntuosi e i pretestuosi abbondano e per farne l'elenco, ci vuole un rotolone di carta Regina.
  • MARCO422/09/2011 13:31:16
    ESSELLEPI
    MAGARI HA VOLUTO FARE IL DIPLOMATICO
    E SOTTO SOTTO C'E' L'HA CON TUTTA LA CATEGORIA?
    forse ha ragione
    te lo ricordi
    che nel 2006 alcuni giornalisti furono sospeti dall'ordine
    perche' si lasciarono corrompere dalla cupola?
    VE LO RICORDATE PERCHE'?
    LA CASORIA QUESTI DOCUMENTI C'E' L'HA?
  • Essellepi22/09/2011 13:04:27
    Il signor Lotito ha dimostrato di essere un ottimo dirigente anche se spesso crede di essere la sola persona intelligente al mondo. Quando parla di "giornalisti" deve fare nomi e cognomi, come noi quando critichiamo un dirigente un tecnico non diciamo "gli allenatori" o "i presidenti", indichiamo la persona di cui parliamo eci mettiamo il nostro nome e cognome, assumendocene la responsabilità.
    Sparare nel mucchio è da ignoranti o da vigliacchi.
    Salvatore Lo Presti
    TORINO
     
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