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Ancelotti: «Beckham a titolo definitivo? Magari...»

Ancelotti: «Beckham a titolo definitivo? Magari...»
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© LaPresse
 
L'inglese forse arriva a dicembre. «Contro l'Atalanta serve forza»
VARESE, 25 ottobre - Due sconfitte nella passata stagione. Con la partita di Bergamo sospesa e poi recuperata due mesi dopo a causa della violenta protesta dei tifosi nerazzurri, contrari alla disputa della gara nel giorno dell'uccisione di Gabriele Sandri. Insomma, solo brutti ricordi per il Milan. Che adesso torna a sfidare l'Atalanta. Campo difficile Bergamo, dove i rossoneri non vincono dalla stagione 2005. Ancelotti lo sa. «È una partita insidiosa - ha spiegato - contro una squadra molto bene organizzata. Non ha forse un livello eccelso di gioco, anche se Doni, Ferreira Pinto o Floccari sono ottimi calciatori, ma sicuramente non concede nulla agli avversari. È compatta, lineare, ha messo tutti in difficoltà. E nelle partite che ho visto ho notato che non ha momenti di blackout. Credo che contro di loro occorra un gioco d'attacco improntato più sulla potenza che sulla velocità, perchè non lasciano mai spazi».
 
NIENTE ERRORI
- «Non dobbiamo poi andare a complicarci le partite per nostre disattenzioni - ha continuato - questo è molto importante. Pensiamo anche noi a non regalare, poi vediamo cosa riusciamo a fare in avanti. Quando abbiamo mostrato solidità difensiva poi abbiamo sempre vinto...». Un solo gol preso, oltretutto su rigore, nelle ultime cinque partite, la difesa del Milan sembra avere trovato l'assetto giusto. «Credo che questo buon momento difensivo sia frutto della crescita delle prestazioni individuali ma anche, sarà un paradosso, un merito degli attaccanti, che si stanno sacrificando parecchio con un guadagno evidente per la squadra».

TURNOVER
- Squadra che non ha mai avuto, poi, problemi ad andare in rete. Già undici marcatori diversi. «Abbiamo fatto tutta la preparazione senza attaccanti, si vede che qualcuno si è abituato a fare qualche inserimento in più», ha sorriso Ancelotti. Il tecnico rispetto alla Coppa Uefa cambierà molto. «Giocheranno quelli che hanno riposato, per esempio Maldini, Jankulovski, Ambrosini, Seedorf, Borriello». Torneranno in panchina gli altri, a cominciare da Inzaghi. «Anche se ha fatto sempre bene quando è stato utilizzato. In Europa, poi, ha sempre uno stimolo in più». Uno tra lui, Shevchenko e Pato finirà addirittura «in tribuna. Tutti sanno che a volte può toccare. Preferisco portarne solo due in panchina, non togliendo magari un centrocampista. Comunque ho letto parole di grande disponibilità su questo, ho letto che non ci sono problemi, quindi sono tranquillo...». Assenti i soliti infortunati: Kaladze, Senderos («Che dovrebbero tornare la prossima settimana») e Pirlo. Ci sarà Nesta, «anche se non ha ancora quella brillantezza che è una sua caratteristica». Partirà dalla panchina. Complimenti a Gattuso («Finora è quello che ha avuto il rendimento più continuo. L'anno scorso ho temuto che andasse via, ma una volta che ha deciso di rimanere ero certo di questa sua reazione»), e poi ancora sulla partita con l'Atalanta. «Stiamo facendo qualcosa di buono dopo un inizio difficile (otto partite senza sconfitte con sette vittorie, ndr) e vogliamo che questo momento continui. La gara di Bergamo sarà indicativa, vediamo quale risposta riusciamo a dare».

BECKHAM
- Se potesse, Carlo Ancelotti porterebbe David Beckham al Milan a titolo definitivo. «Certo che sì», assicura il tecnico rossonero che intanto dovrà accontentarsi di avere il campione inglese solo in prestito per qualche mese a partire dal ritiro in Dubai di fine dicembre. «Non lo considereremo un turista, ma un calciatore a tutti gli effetti che si inserirà senza problemi in concorrenza con gli altri», è convinto Ancelotti che ha già in mente per Beckham il ruolo («centrale di centrocampo, o spostato più a destra») ma ammette che «probabilmente potremmo essere più utili noi a lui che viceversa. Tuttavia se fosse decisivo anche in una sola partita andrebbe bene. Beckham è un grande campione, il fatto di averlo a disposizione per due o tre mesi è positivo non sgretolerà il gruppo ». Dalla questione Beckham è scaturito un piccolo battibecco a livello dirigenziale tra Inter e Milan. Ancelotti non vuole intervenire, ma ci tiene a sottolineare che lui guarda al passato «sempre volentieri, perchè pensare alle gioie vissute gli dà felicità e fiducia, ci dà ottimismo e una spinta per il futuro». "".
 
 
 
 
 

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