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«Se fossi come Mourinho giocherebbe la Primavera»

«Se fossi come Mourinho giocherebbe la Primavera»
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© Foto Liverani
 
Ancelotti scherza sui provvedimenti disciplinari del collega dell’Inter
MILANO, 1 novembre - Da quando a Milano è arrivato MourinhoAncelotti si diverte come un pazzo. Mentre il collega dell’Inter è sempre imbronciato, bacchetta i giornalisti a ogni conferenza stampa e punisce i giocatori colpevoli di “tradirlo” con prestazioni non all’altezza (vedi Cruz) o ritardi dovuti a eccessiva frequentazione delle discoteche meneghine (vedi Adriano), il tecnico del Milan tollera (o fa finta di tollerare) tutte le bizze delle sue stelle. E, quando gli capita l’occasione, scherza sull’atteggiamento da sergente di ferro del portoghese. «Giovedì scorso ho avuto dodici giocatori in ritardo (per un incidente sull'Autolaghi, ndr) - dice Ancelotti -. Se usassi certi mezzi, avrei dovuto convocare la Primavera».

Quando gli viene chiesto se l’eccessivo numero di attaccanti in forza al Milan gli stia creando qualche problema, il tecnico emiliano se la cava con un’altra battuta: «Per quanto riguarda gli attaccanti, è tutto perfetto: c'è grande disponibilità da parte di tutti, c’è anche chi fa la fila per andare in tribuna…».

Per arrivare in testa alla classifica, bisogna sconfiggere il Napoli. «Servirà il miglior Milan per battere il Napoli - frena il tecnico emiliano -. È vero che in questo periodo veniamo da molte vittorie, ma vorrei dare una prova di forza superiore rispetto alle ultime gare». Milan-Napoli si porta dietro una mitragliata di domande al passato. Ma Ancelotti taglia di netto: ricorda il 4-1 del gennaio 1988, come il suo miglior Milan-Napoli, pensa al 5-2 dello scorso gennaio per menzionare Ronaldo, ma poi vira sul presente: «Il Napoli è tornato a vertici- dice il tecnico rossonero- sono cresciuti molto in fretta e ora sono molto competitivi. Non hanno più la coppa, possono durare fino alla fine». Uno dei tanti temi del match: attacco brasiliano contro attacco argentino. «Abbiamo un modo diverso di attaccare, noi con più fraseggio, loro più veloci e decisi. Lavezzi è un pericolo e punto. Ha creato tanti fastidi a tante squadre. Ma penso che l'attenzione che stiamo dimostrando possa creare disturbi a Lavezzi e non il contrario. Hamsik? Può giocare in qualsiasi squadra».

Il Milan sembra tornato quello di una volta... «Abbiamo più possibilità perché abbiamo una rosa più competitiva, tante scelte e possiamo fare meglio anche nelle partite di cartello». Intanto però l'Inter è dietro, Mourinho sembra un po’ nervoso e il primo posto in classifica è lì a un passo: «Non facciamo la corsa sull'Inter - risponde Ancelotti - è un campionato più complicato, alcune squadre sono migliorate tantissimo. Il Milan fa la sua strada. Non siamo ancora arrivati in testa, stiamo cercando di arrivarci. Dobbiamo superare questo ostacolo impegnativo, ma contiamo di arrivare in fretta davanti. Arrivare in testa credo che sia molto stimolante indipendentemente dall'Inter. Mourinho non è nervoso, è solo deciso sulle sue idee». E la polemicuccia sui rigori... «Non ho niente da dire. Penso però che parlare di malafede è sbagliato».

Allora Ancelotti parla del Milan e basta: «Questo è il mio Milan. Ha dimostrato di avere anche altre caratteristiche oltre al palleggio. Abbiamo capito che dobbiamo usare anche altre armi: applicazione, il sacrificio di tutti a rientrare. La differenza l'hanno fatta gli attaccanti che stanno giocando con molto altruismo. Anche se il nostro obiettivo è quello di tenere il possesso palla non è sempre possibile. Però questo Milan è ancora incompiuto, non ha ancora quella continuità di gioco che avevamo nel 2004. Allora andammo in testa a gennaio ma già all'inizio avevamo fatto grandi risultati. Questo ancora non c'è, dobbiamo ancora migliorare da quel punto di vista».

E a gennaio arriva Beckham. Dove giocherà? «Beckham la sua collocazione ce l'ha: in mezzo o sul centrodestra. O in panchina o in tribuna. Per me è emozionante allenare il Milan, indipendentemente da Beckham». Ancelotti infine fa il punto sulla squadra: «Ieri hanno ripreso ad allenarsi Kaladze, Nesta e Senderos che stanno tornando. Kaladze è più avanti degli altri, è in condizione di poter giocare anche col Napoli. Gli altri due dovranno aspettare la prossima settimana. Da valutare le condizioni di Maldini e di Borriello. Il dubbio è legato ai due attaccanti: Borriello non sta benissimo, ha avuto un affaticamento muscolare. Pato sta migliorando, se riesce a carpire i segreti di Inzaghi può imparare parecchio. Poi bisogna dire che per la continuità di gioco Pirlo è indispensabile, e abbiamo usato un'altra strategia per vincere queste partite. Ci vorranno ancora 15 giorni per riaverlo con noi».
 
 
 
 
 

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