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Kaladze si sposa e sfida l'Inter: «Li raggiungiamo»

Kaladze si sposa e sfida l'Inter: «Li raggiungiamo»
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© LaPresse
 
Il difensore del Milan ha celebrato oggi le sue nozze
MILANO, 2 dicembre - «Mi dispiace tantissimo che ora la differenza tra noi e l'Inter sia diventata di sei punti, ma nelle prossime partite li raggiungeremo». Kakhaber Kaladze lancia la sfida ai campioni d'Italia (ora in fuga) nel giorno del suo matrimonio: «Oggi mi sono sposato, è gia un anno e mezzo che sto insieme con mia moglie- dice a Sky- e sono molto contento di avere trovato la donna della mia vita».
 
LA DIFESA - Una giornata di gioia in un periodo non ricco di soddisfazioni per i rossoneri e in particolare per la difesa, che nelle ultime due partite ha subito 5 gol: «Non è la difesa- puntualizza subito il centrale georgiano- quando il Milan prende o fa gol, fa tutto il Milan e non la difesa. Quando si parlava della difesa che prendeva pochi gol, io dicevo che il merito era di tutta la squadra e non solo dei difensori, perchè la difesa inizia dagli attaccanti. E questa compattezza tra centrocampo e difesa o tra centrocampo e attacco era merito di tutta la squadra. Abbiamo preso questi gol in due partite, sono tanti, dobbiamo migliorare un pò di cose a centrocampo perchè è un reparto molto importante per ogni squadra. Ora non dobbiamo pensare che abbiamo perso a Palermo ma vedere dove abbiamo sbagliato e migliorare lì».

LE ASSENZE - Secondo qualcuno il Milan ha sofferto troppo le assenze di Gattuso e Kakà: «Tutti i giocatori del Milan sono importanti, non esiste al mondo un giocatore che non si possa cambiare o senza il quale la squadra non vince, la squadra gioca in undici. Loro due, come tutti gli altri, sono molto importanti per il nostro gioco però se vediamo la partita di Palermo, lì abbiamo sbagliato noi». Un punto nelle ultime due partite, entrambe in trasferta, meno male che domenica si torna a San Siro (c'è il Catania) per provare a ridurre lo svantaggio dai cugini: «Sei punti non sono tanti nè pochi, c'è ancora metà campionato da giocare- conclude- e tante cose cambieranno».
 
 
 
 
 

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