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Kakà: «Non siamo in crisi, e io mi sacrifico per la squadra»

Kakà: «Non siamo in crisi, e io mi sacrifico per la squadra»
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© Foto Pegaso
 
Il brasiliano del Milan: «Serve trovare una nuova intesa con Ronaldinho»
MILANO, 5 dicembre - Il momento non è facile. Nemmeno per Kakà, stretto tra le esigenze tattiche di Ancelotti e i risultati appannati dopo una bella serie positiva. Ma «il Milan non è in crisi» per il brasiliano. Il suo bicchiere è mezzo pieno: «Tutti parlano di due sconfitte, io parlo di 16 risultati positivi- dice- Certo che dobbiamo migliorare tante cose, ma abbiamo fatto una sequenza di risultati che ci permette di essere secondi in campionato e stiamo messi bene anche in Coppa Uefa. Dobbiamo avere una continuità nel gioco, è questo che ci preoccupa. Non sempre facciamo un bel calcio». Il suo problema è la posizione in campo: «Stiamo cercando di adattarci tatticamente, tante volte devo giocare più dietro. Non è la mia volontà. A me piacerebbe giocare più avanti, ma capisco le esigenze della squadra. So che tutti si aspettano qualcosa di diverso da me, è la mia responsabilità. Se non lo faccio mi criticano. Abbiamo pensato anche a farmi giocare come punta. Con il Genoa, alla seconda di campionato, ho fatto la seconda punta poi sono rientrato. Ora vediamo come posso migliorare. Io voglio tornare ad essere fondamentale al 100 per 100. Non è facile per me non essere decisivo».

IL MERCATO - È difficile la convivenza con Ronaldinho? «Ronaldinho si è inserito bene, si è ambientato. Eravamo abituati a giocare in una maniera automatica. Con Seedorf e me con una punta avanti, quasi sempre Inzaghi. Con l'arrivo di Ronaldihno dobbiamo abituarci. Dobbiamo trovare nuovi automatismi. Non ho mai giocato come gioca lui, io sono sempre partito dal centro. Magari lui mi limita andando un pò a sinistra. Dobbiamo trovare una migliore intesa. In nazionale abbiamo giocato spesso ma non è la stessa cosa». Il Milan corre poco? «Tutti dobbiamo sacrificarci di più. C'è troppa distanza tra i reparti. Dobbiamo noi attaccanti per primi dare equilibrio alla squadra. Corriamo tutti tanto, ma spesso in maniera sbagliato. Facciamo fatica e basta». Si parla di mercato. Al Milan serve un difensore: «Thiago Silva è un grandissimo difensore che servirebbe tanto al Milan, ma del mercato parlano i dirigenti». E Beckham? «Tanti pensano che sarà una cosa negativa il suo arrivo, ma io sono contento del suo arrivo, può portare la sua qualità per vincere scudetto e Coppa Uefa. Ci aiuterà a raggiungere i nostri obiettivi». È vero che potrebbe finire in Premier? «Ogni volta he vado in Inghilterra c'è un'atmosfera positiva, è campionato molto importante. Se un giorno andrò via vorrebbe dire che i miei obiettivi non sono più quelli del Milan. È non è così oggi. Se un giorno dovesse succedere, la Premier potrebbe essere il giusto campionato. In Italia c'è casa mia, mio figlio comincia a crescere qui, siamo molto legati a questo paese». Quali sono le favorite per vincere la Champions? «Le favorite sono sempre le stesse in Champions. Spero che non sia l'Inter... Tra le inglesi Manchester e Chelsea sono più avanti».
 
 
 
 
 

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