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Milan, Kakà applaudito dai tifosi: potrebbe essere stata la sua gara d'addio. Ancelotti: «Spero ancora che resti»

Milan, Kakà applaudito dai tifosi: potrebbe essere stata la sua gara d'addio. Ancelotti: «Spero ancora che resti»
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© Foto Liverani
 
Tifoseria rossonera spaccata a San Siro: cori e striscioni contro la società, colpevole di cedere alle lusinghe del Manchester City. Pato in gol al 7', Fiorentina ko 1-0
MILANO, 17 gennaio - «Non si vende Kakà». Ritmando a a ripetizione questo slogan, un migliaio di tifosi del Milan ha accolto il pullman su cui il brasiliano e compagni sono arrivati al Meazza dove questa sera affronteranno la Fiorentina. Tra i tifosi serpeggia il pessimismo sulla trattativa tra il club di via Turati e il Manchester City e molti puntano l'indice contro la società e Adriano Galliani, destinatario anche di qualche coro. Ma l'auto dell'ad rossonero è passata davanti alla folla senza quasi che nessuno se ne accorgesse. C'è anche però chi la pensa diversamente. Ad esempio Paola, 24 anni, che è arrivata da Padova con un cartello eloquente: 'I belong to money 22 Kakà', una storpiatura del messaggio 'I belong to Jesus', che il fantasista brasiliano è solito mostrare sotto la maglia del Milan quando segna. A parte qualche scaramuccia verbale fra le due tifoserie, la situazione è comunque tranquilla fuori dal Meazza e sugli spalti il pubblico continua a intonare quello che è diventato lo slogan del popolo rossonero in questi giorni: «Non si vende Kakà».

'STIAMO PONDERANDO OFFERTA...' - È vuoto il settore centrale della curva sud dove abitualmente siedono gli ultrà del Milan. Al loro posto, si legge solo un grande striscione: 'stiamo ponderando l'offerta...'. È questa all'interno dello stadio Meazza la prima manifestazione di amarezza da parte dei tifosi del Milan, contrari alla probabile cessione di Kakà al Manchester City. Con evidente riferimento ironico alla posizione ufficiale della società, che sta appunto ponderando l'offerta degli inglesi, la curva sud ha quindi preso subito posizione contro una trattativa che coinvolge il giocatore più amato dai tifosi. Al momento dell'ingresso del Milan per il riscaldamento, i tifosi hanno ritirato lo striscione e sono tornati a occupare interamente la curva sud, iniziando una serie di cori per Kakà, ma non solo. «Vergogna, vergogna» è stato l'urlo dei tifosi nei confronti della società, mentre Kakà, che giocherà da titolare contro la Fiorentina, è stato coperto da applausi.

'PRESIDENTE ALLORA VENDI CLUB' - «Presidente, se i tuoi impegni devono cambiare la tua splendida mentalità... vendi la società». È un passaggio rivolto a Silvio Berlusconi nel lungo striscione che i tifosi della curva sud del Milan hanno esposto prima della gara con la Fiorentina questa sera a San Siro. Nello striscione si legge anche: «Società stai vendendo la tua dignità. Kakà il tuo posto è qua. Vendere Kakà non è da Milan. Kakà invecchia con noi».

NESSUNA FIRMA - Prima della gara, Adriano Galliani ha fatto il punto sulla trattativa con il Manchester City a Sky. «Nessuno ha firmato nulla, né la società né il giocatore. Stiamo ponderando, ma non è ancora successo nulla. C'è tempo per ragionare: qualunque decisione sarà presa d'accordo tra la società e il giocatore. Offerta di 120 milioni? Non confermo le cifre».

LAMPO DI PATO - Pato offre tre punti al Milan, firmando l'1-0 alla Fiorentina. In una partita fantasma, all'ombra dei 120 milioni di euro che lo sceicco del City ha infilato nei pensieri di Kakà e Berlusconi. Pato. Non Beckham, non Kakà, e nemmeno Ronaldihno che se ne sta in panchina ma chi se ne accorge. Pato. C'è lui che si mette in parentesi tra Kakà e Kakà, in mezzo ad un monopolio di voci e grida, di Galliani che "pondera" di qua e della curva che "pondera" di là, all'esterno del Meazza. È Pato che dà, forse, ragione ad Ancelotti quando si lancia in un "siamo forti anche senza Kakà" che pare già un mezzo coccodrillo. Lui, la stellina brasiliana più veloce delle stelle rossonere, non pondera. Lui segna e batte la Fiorentina, lasciandola 5 punti più dietro nella rincorsa alla Champions. Ma non vince il risentimento della gente, i nervi scoperti del pubblico che sventola soldi in faccia a Galliani in tribuna. Per dire, è il 7' quando Jankulovski libera Pato a sinistra, e quello mira il palo lontano rasoterra, dritto per dritto. È il gol che interrompe un infinito "non si vende Kakà". 30 secondi di festa e poi tutti di nuovo a cantare la litania di protesta. Se Pato è il protagonista del film ombra, figuriamoci la Fiorentina, che si trova implicata in una faccenda più grande di lei, senza Mutu e Frey. Ne esce male la squadra di Prandelli, sconfitta in un lampo, e poi affannata a rincorrere il pari.

ANCELOTTI SPERA - Un altro gol di Pato e l'addio di Kakà nell'aria. Carlo Ancelotti resta con il sorriso sghembo dopo la vittoria con la Fiorentina. Il Milan conquista tre punti, ma il pensiero è all'offerta del City. «Io spero ancora che rimanga, è importante per noi- dice a Sky il tecnico rossonero- La situazione è ancora in evoluzione, c'è stata un'offerta importante ma bisogna fare tute le valutazioni del caso. Ci vuole il consenso di tutti per chiudere questa trattativa. Io non sono Berlusconi nè Kakà. Lui stasera ha vissuto delle emozioni moto positive, il popolo gli ha manifestato grande affetto. Nell'eventualità che se ne vada a livello umano c'è rammarico. Professionalmente sono onorato di allenarlo, se dovessero cambiare le cose valuterò una squadra senza Kakà. Lui è molto importante, e certamente la squadra cambierebbe».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • 18/01/2009 13:16:31
  • robmalg18/01/2009 11:21:17
    VIA I MERCENARI DALL'ITALIA.LA SALVEZZA DEL CALCIO STA NEI GIOVANI CHE AMINO QUELLA MAGLIA CHE INDOSSANO. PER CUI... IL 70% DELLA SQUADRA DEVE ESSERE DI NAZIONALITA' ITALIANA ED IL 35% DI RAGAZZI CRE3SCIUTI NEL VIVAIO DELLA SQUADRA... QUESTA E'LA SOLUZIONE... GIOVINCO MARCHISIO DECEGLIE... QUESTI RAGAZZI FARANNO TORNARE GLI JUVENTINI ALLO STADIO... PIU' I GIOCATORI AMANO LA MAGLIA CHE INDOSSANO, PIU' I TIFOSI AMERANNO LA SQUADRA, PIU' FARANNO RITORNO ALLO STADIO
     
     
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