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Ancelotti: «Se il Milan me lo chiede, io resto»

Ancelotti: «Se il Milan me lo chiede, io resto»
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© Foto Liverani
 
«Nessun incontro a breve col Chelsea. La Roma? Non credo»
ROMA, 26 maggio - Nessun incontro con Abramovich, almeno a breve, e un futuro che avrà la sua parola definitiva e ufficiale solo lunedì: Carlo Ancelotti aspetta «una decisione del Milan», si dice disposto a rimanere «se il club me lo chiederà». Ma in ogni caso, non ci saranno discussioni. «Il mio futuro sarà molto più chiaro per tutti dopo l'incontro che avrò con i dirigenti del Milan a fine campionato. Non ci saranno discussioni, questo è sicuro». Queste le parole dell'allenatore del Milan, Carlo Ancelotti, nel corso della conferenza stampa di presentazione della sua autobiografia “Preferisco la Coppa” avvenuta a Roma.

IL LIBRO - Nel presentare il suo libro, scritto con il coautore Alessandro Alciato, giornalista di Sky, i cui proventi saranno devoluti alla fondazione “Stefano Borgonovo” per la lotta contro la Sla, Ancelotti ha sottolineato che «la partita di Firenze non influirà sulle scelte mie e della società. Per il mio futuro quindi conta zero e ha valore solo per la conquista dell'accesso diretto alla prossima Champions League».

NESSUN INCONTRO - Riguardo alle insistenti indiscrezioni che lo vorrebbero vicinissimo alla panchina del Chelsea di Roman Abramovich, l'attuale tecnico rossonero si è limitato a spiegare: «Non ho in programma un incontro a breve con Abramovich. Sto studiando l'inglese da due anni ma se i dirigenti del Milan mi chiederanno di restare, io rimarrò».

MALDINI CONTESTATO - Ancelotti si è poi soffermato sul brutto episodio dell'addio di Maldini e della contestazione a Berlusconi: «Non sono stati episodi piacevoli, anche perché negli ultimi 20 anni i tifosi del Milan sono sicuramente al primo posto nella classifica delle gioie e delle soddisfazioni. Le ho trovate quindi contestazioni fuori luogo».

NO ALLA ROMA - Una battuta Ancelotti l'ha riservata alle voci secondo le quali starebbe bene sulla panchina della Roma: «Non credo che mi incontrerò a breve sul portone di Trigoria con Spalletti - ha però ribattuto -. Luciano ha avuto una stagione simile alla mia, difficile, con tanti infortuni. Gli auguro di realizzare i propri sogni».

GLI ECCESSI DI MOU - In conclusione, Ancelotti, che nel suo libro ha spesso nominato il collega e rivale Josè Mourinho, ha precisato che il portoghese «dal punto di vista professionale ha vinto dappertutto, quindi non gli si può dire nulla. D'altra parte, dal punto di vista estetico, in qualche situazione ha ecceduto».
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Commenti

  • cuchu_1926/05/2009 20:42:30
    Sai che novità? Una vita passata a OBBEDIRE al padrone. Dignità zero.
     
     
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