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Leonardo: «Ronaldinho? Certi numeri li ha dentro»

Leonardo: «Ronaldinho? Certi numeri li ha dentro»
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© Foto Liverani
 
Borriello: «Il periodo buio è alle spalle, ora voglio giocare»

MILANO, 31 ottobre - Il Milan ritrova un grande Borriello, torna a vincere e fa un bel balzo in classifica, piazzandosi al quarto posto. La resurrezione è completa? «Mica eravamo morti - dice Leonardo a Sky -. Non lo so, credo che tutto ha un suo percorso, ha un suo perché, ci sono tanti momenti, anche durante una partita. Siamo riusciti a fare un gol subito, forse era da chiudere con le altre occasioni. Oggi la squadra è stata capace di soffrire».

RONALDINHO RITROVATO - Si sono riviste anche le giocate di Ronaldinho, suo l'assist sul primo gol di Borriello. «Ce l’ha dentro, poi un giocatore piano, piano cambia, ma lui ha ancora i primi passi. Dopo 12 minuti su una sua accelerazione abbiamo trovato il gol di Borriello. Oggi, tante cose positive. Quando giochi in casa, se trovi il gol dopo 12 minuti,è sicuramente pi facile, anche se, poi, c’è stata la preoccupazione di gestire, questa volta, il risultato, dopo quello che era successo a Napoli, ed abbiamo sofferto un po’. Un po’ di cautela, anche se questa è una squadra che non può avere tanta cautela, deve giocare». Con un Borriello così, si può guardare al futuro con ottimismo. «La cosa importante è avere alternative, e la ricchezza di una squadra, poter avere a disposizione certi giocatori. Siamo felice per Boriello, che e tornato e che ci darà tantissimo». Ritrovato anche Dida, e una solidità difensiva davanti a lui. Il Milan esce da San Siro senza subire gol. «Credo che nel primo tempo abbiamo avuto un po’ difficoltà nelle occasioni, siamo riusciti a contenere, forse un po’ bassi, ma ci siamo riusciti, ma è morale per una squadra come la nostra che cerca di fare male».

EPISODIO DUBBIO - «Ho promesso a me stesso che non starò sempre a guardare la moviola. Parlare dopo non serve a tanto. Credo che gli arbitri si stiano comportando bene. Guardandolo adesso, direi di si. Eravamo sull’uno a zero, poteva essere importante per noi. Ma sai, col senno di poi, si possono dire tante cose».

BALLOTTAGGIO - Borriello ha detto che non vede l’ora che arrivi martedì: chi tra lui e Inzaghi? «La cosa bella è avere la scelta, credo sia importante. Ribadisco un concetto che, credo, sia alla base di tutto: cercare di essere vicini ad ognuno dei nostri giocatori e cercare la chiarezza con tutti, avere tutti a disposizione. Dopo, spazio ne avranno tutti, ci sono tantissime partite».

OBIETTIVI - «Il nostro obiettivo, alla fine, diventa quello che è il nostro marchio di fabbrica, perché al Milan è impossibile non pensare alle coppe, a dei titoli importanti. Credo che quest’anno dobbiamo andare avanti partita dopo partita, crescendo nel livello del gioco. Questa è una squadra che ha cambiato modo di giocare e deve trovare un suo equilibrio ed essere costante. Solo a quel punto riusciremo a capre quello che possiamo fare. Le prossime partite ci daranno queste risposte. Non posso negare che si sogna. Dopo, chiamare sogno una cosa che è possibile, forse è sbagliato, Diciamo che questo è il DNA che c‘è dentro di noi».

BORRIELLO - Non sta nella pelle Borriello. Per lui è stata una notte magica. «È una bella serata - dice l'attaccante a fine partita - per me e per il Milan. Sono sano, il periodo buio è passato ora non vedo l'ora che venga martedì. Mi manca ancora un pò di condizione, lo sento nelle gambe, posso dare ancora di più. Dopo la sosta, penso di essere al top. Meno male, la ruota sta girando, finalmente. Ringrazio Milan Lab che mi ha messo a posto, tutti quelli che mi sono stati vicini in questo periodo perché è stato un lungo periodo per me».

IL RITORNO IN CAMPO - «Era quasi un anno che non giocavo una partita dall'inizio. Sì, ho giocato dall'inizio, ma non ero messo bene fisicamente. Non vedo l'ora che arrivi martedì, perchè c'è un'altra partita importante e ci tengo a giocarla. Io sto bene, le scelte le farà il tecnico, ma sono pronto».

PAURA PASSATA - «Ho rischiato di smettere di giocare perché, se non avessi fatto l'intervento chirurgico per riattaccare il muscolo, sarebbe stata dura continuare a giocare. Quindi, ringrazio anche il professor Castellacci, che mi ha messo a posto chirurgicamente. Adesso sono qua e mi godo questa serata».

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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