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Il Milan mette fretta a Pato, ma occhio alle possibili ricadute

Pato, fantasista del Milan
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© Foto REUTERS
 
Galliani: «Lui e Mancini farebbero comodo contro il Napoli, speriamo»
MILANO, 18 marzo - Pato c’è, Pato non ce la fa, Pato forse torna con il Napoli, no Pato ci sarà con il Parma. Il ritorno in campo del Papero, sognato, deside­rato, auspicato da tutto l’ambiente rossonero per la tra­sferta all’Old Trafford con il Manchester United resta per il momento un piccolo rebus. O meglio: oggi, dopo due gior­ni di allenamenti a parte (se­dute però ottime dal punto di vista atletico), il brasiliano dovrebbe fare il suo completo rientro in gruppo. Il che non equivale a una presenza con­tro il Napoli domenica pome­riggio, ma lascia intendere che il ritorno in campo di Pa­to sia comunque ormai vici­no. Ma cosa lascia questo ve­lo di dubbio sul suo pieno re­cupero?

GIUSTIFICATA CAUTELA - Il 2010 di Pato è stato sicura­mente in salita, due mesi e mezzo nei quali il brasiliano ha mostrato alcune fragilità fisiche (dovute ovviamente a un fisico ancora da plasmare completamente, un fisico che il ventenne di Pato Branco spinge sempre al massimo essendo un istintivo che fa della velocità la sua arma mi­gliore); ma anche mentali, nel senso che la ricaduta di metà gennaio fu un suo erro­re di scarsa esperienza nel gestire un infortunio, una ri­caduta che di conseguenza ha finito per condizionare an­che l’attuale recupero dopo l’infortunio al bicipite femo­rale destro procuratosi il 28 febbraio contro l’Atalanta. "Distrazione" fu il responso della risonanza magnetica del 2 marzo, un esame che aveva lasciato qualche spe­ranza di riavere in campo a Manchester una settimana dopo il giovane attaccante. Possibilità però resa vana dai fatti, nel senso che Pato fino a ieri è rimasto ad allenarsi a parte, forzando solamente nelle sedute di questa setti­mana (nella rifinitura di Manchester vide i compagni allenarsi da bordo campo do­ve svolse solamente delle cor­sette a ritmo davvero blan­do). Insomma, fra una cosa e l’altra, negli ultimi 80 giorni (dal 28 dicembre in poi, quando il Milan ha ripreso ad allenarsi dopo sosta nata­lizia), tolte le partite, Pato si è allenato insieme ai compa­gni meno di 40 volte. Questo starebbe spingendo Pato ad avere la massima cautela on­de evitare nuovi inconve­nienti che ne minerebbero il resto della stagione, ovvero lo sprint scudetto e le residue speranze di convincere Dun­ga a portarlo ai Mondiali.

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