Cagliari liquidato 3-0, il Milan torna a -1 dalla Juve
Sblocca Ibrahimovic su calcio di punizione, raddoppia Nocerino. Nella ripresa terzo gol con Ambrosini
© Foto LiveraniMILAN SHOW - Dopo un'occasione iniziale di Ibardo malamente sciupata al 3' minuto, il Cagliari non riuscirà più ad essere pericoloso ed è il Milan a fare la partita. I rossoneri si vedono soprattutto per le iniziative di Nocerino e Robinho, che cercano percussioni per penetrare in area palla al piede; come del resto prova a fare subito anche Ibrahimovic dalla parte opposta. Insomma si cerca di creare la superiorità numerica aggredendo in dribbling le due linee ordinate ed efficaci che il Cagliari per mezz'ora tiene a protezione di Agazzi. Poi si accende Ibrahimovic che spariglia le carte cambiando la posizione con Robinho. Ma anche così, dopo un lungo lavoro di dribbling e finte, i palloni messi in area trovano sempre piazzati i difensori avversari. Ci vuole la magia che arriva al 32' su calcio di punizione dai 25 metri. Dal piede destro dello svedese - che si conquista il diritto invitando Seedorf a desistere - parte un destro a giro di straordinaria potenza e precisione che non dà scampo ad Agazzi. Uno di quei gol così belli da essere degni di cambiare la storia, non solo di una partita, ma di una stagione intera. E, rotto il ghiaccio, Ibrahimovic continua ad essere decisivo quando poco dopo si inventa un assist di petto per Nocerino, che scardina le resistenze del Cagliari e porta a sette il suo bottino personale in campionato. Proprio niente male per un giocatore che sta confermandosi partita dopo partita la sorpresa più bella di questa stagione per Allegri, che, quando gli è arrivato da Palermo, pensava gli avessero recapitato solo un mediano con grandi polmoni e tanta corsa. Nella ripresa il Milan non commette l'errore di calare l'attenzione. I rossoneri continuano a correre e a giocare con determinazione e sfiorano ancora il gol al 9', ancora con Nocerino che costringe Agazzi ad una difficile deviazione in angolo. Allegri verso il 20' può iniziare a gestire le energie dei suoi e allora dentro El Shaarawy per Robinho (e il giovane egiziano, già considerato dal pubblico di San Siro ben più di una promessa, sfiora subito il 3-0). E poi Ambrosini per Seedorf e anche Inzaghi per Ibra, con una 'standing ovation' che li accomuna (e, chissà, magari è al passo d'addio). Il 3-0 di Ambrosini è solo il sigillo a una partita che i rossoneri hanno dominato.

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