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Caso Mannini-Possanzini, sentenza dopo Pasqua

Caso Mannini-Possanzini, sentenza dopo Pasqua
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© Foto Liverani
 
L'udienza davanti al Tas durata quasi dieci ore. Probabile che lo stop si trasformi in multa
LOSANNA (SVIZZERA), 3 aprile - Quasi dieci ore. Tanto è durata l'udienza davanti al Tas, il tribunale arbitrale dello sport di Losanna, che ha riesaminato il caso di Daniele Mannini del Napoli e Davide Possanzini del Brescia, i due calciatori squalificati per un anno per il ritardo a un controllo antidoping, sanzione ora sospesa in attesa del nuovo giudizio. Le parti hanno ripercorso tutte le tappe del caso, che risale a Brescia-Chievo dell'1 dicembre 2007, quando entrambi i calciatori giocavano nel Brescia: la squalifica era stata decisa poi il 29 gennaio scorso (e sarebbe scaduta il 14 gennaio 2010, considerati i 15 giorni di sospensione già scontati) ma è appunto sospesa dal 18 marzo.

Tutte le parti in causa, infatti, avevano approvato la richiesta di riapertura del caso davanti al Tas avanzata dalla Figc: il ricorso originale che aveva portato alla squalifica, invece, era stato della Wada, l'Agenzia mondiale antidoping, contro il Coni e la Federcalcio per i provvedimenti disciplinari adottati in precedenza (rispettivamente squalifica per quindici giorni e assoluzione). La sentenza del Tas è attesa ora dopo Pasqua. Probabile, però, che lo stop di Mannini e Possanzini si trasformi solo in una multa.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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