Il nuovo tecnico dei piemontesi: «Oggi per me ricomincia una nuova vita. Un anno fa ero sotto i ferri, oggi sono qui e sto per sedermi su una panchina di serie A. Difensivista? L'anno scorso all'Albinoleffe avevo il quinto miglior attacco»
© LaPresse
NOVARA - Occhi lucidi, baffo tremolante per l’emozione. Questo è Emiliano Mondonico alla sua prima conferenza stampa come nuovo tecnico del Novara al posto dell’esonerato Attilio Tesser. La prima conferenza di una “nuova vita”:
«Non ho chiesto nessun rinforzo, non ho chiesto nulla al direttore sportivo Mauro Pederzoli quando è venuto a casa mia a chiedermi se me la sentivo di allenare il Novara, perchè io devo solo ringraziare questa società, che mi ha fatto tornare a vivere. Dopo tutto quel che mi è capitato (due operazioni per un tumore, ndr)
c’era il rischio che mi rassegnassi, che vivacchiassi. Invece - ha detto Mondonico -
questa chiamata mi ha ridato entusiasmo e voglia di vivere. E proprio Tesser è stato uno dei colleghi che più mi è stato vicino nei momenti difficili: per questo mi spiace ancora di più che la sua avventura sia finita». Un Mondonico certo di poter condurre gli azzurri alla salvezza:
«Non è questione di fare miracoli. Qui bisogna solo sfruttare le chance che abbiamo di centrare la salvezza. Pederzoli mi assicura che ci sono le possibilità per salvarci: faremo il massimo per centrarla, relazionandoci sempre sulla quart’ultima. Come feci a Firenze, quando centrammo gli spareggi per salire in A e come feci pure lo scorso anno con l’AlbinoLeffe. Cambiamenti tecnici? Lasciatemi prima conoscere un po’ il gruppo e lavorare con loro. Al gruppo manca entusiasmo? Io credo che l’entusiasmo discenda dai risultati e alla squadra finora è mancata un po’ di fortuna. Ma non è un gruppo allo sbando, è una squadra vera. L’entusiasmo servirà per cercare la chance di ribaltare questa situazione». Così parlò Emiliano Mondonico, che ha riabbracciato, grazie al Novara, non una panchina di Serie A, ma una cosa assai più importante: la vita.
COMMENTI