Mangia punta la Lazio: «Voglio un solo Palermo»
L'allenatore risponde alle critiche su una squadra double face: «Niente più versioni della stessa squadra a seconda delle partite»
© Foto LiveraniTutto, comunque, dipenderà daL tipo di atteggiamento di domani all'Olimpico, dove il Palermo torna a esibirsi quattro mesi dopo la finale di Coppa Italia persa contro l'Inter per 3-1. Non c'è più il 'mago' Delio Rossi (peraltro ex timoniere laziale), non c'è la 'stella' Pastore, mentre in panchina siede l'ormai semisconosciuto Devis Mangia che, in conferenza stampa, spiega: "Domani ci troveremo di fronte un'ottima squadra, con delle individualità importanti: è chiaro che Klose, Hernanes o Cissè sono giocatori di un certo livello, però nella Lazio ce ne sono tanti altri che possono risultare determinanti. Dobbiamo giocare da squadra, fare le cose che sappiamo fare e sfruttare certe nostre caratteristiche, nel tentativo di metterli in difficoltà".
"Massimo rispetto per la Lazio - aggiunge - che è una squadra costruita bene, ben allenata, con ottimi giocatori, ma anche il Palermo ce li ha". Resta il dilemma di un Palermo 'double face', che in casa segna e diverte, mentre in trasferta fatalmente si affloscia. "L'obiettivo è quello di avere a disposizione, cioè di proporre, un Palermo solo, non più versioni della stessa squadra, a seconda delle partite - sottolinea Mangia -. Stiamo lavorando proprio per questo e sappiamo cosa fare. Ne riparleremo domani". Ci sarà il turnover? Oppure Mangia confermerà lo schieramento di mercoledì contro l'ex capolista Cagliari? "Io mi fido molto dei giocatori, di quello che mi dicono, la valutazione verrà fatta anche da quello che mi diranno loro. La faremo assieme, perchè i giocatori sanno qual è l'obiettivo primario: andare a Roma e fare la nostra partita - fa notare l'allenatore del Palermo -. Vedremo quale sarà la reazione alla terza partita in pochi giochi. Io non chiedo di correre di più, ma di correre bene. Non mi piace che qualcuno corra di più e qualcun altro di meno". "Così come, alla fine, non gradisco il fatto che si parli del singolo - conclude - preferisco il giudizio complessivo sulla squadra".




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