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Baptista alla Totti. Dietro torna Riise

Baptista alla Totti. Dietro torna Riise
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© Foto Liverani
 
Spalletti ammette: «I miei sentono le difficoltà addosso. Totti? Inutile portarlo in quelle condizioni»
ROMA, 1 novembre  - Baptista chiamato d'urgenza a fare il vice Totti, ma anche Tonetto che non ce la fa a partire dall'inizio e che lascia il posto di terzino a sinistra a Riise. Al centro del centrocampo ritrova un posto Pizarro.

SPALLETTI TESO - Quella con la Juventus ha da sempre avuto per la Roma un significato particolare: al di là della rivalità storica, la Roma sta vivendo un momento nerissimo. Non vince da un mese, in campionato addirittura dal 28 settembre (2-0 all'Atalanta), mai una gioia lontano dall'Olimpico (di Roma, restando sempre al campionato) e all'Olimpico (di Torino, quando si va a fare visita alla Juve). I tifosi sono imbufaliti, mercoledì sera, nonostante il diluvio e una partita sospesa dopo 5', hanno aspettato la squadra fuori dallo stadio per spronarla (eufemismo) a fare meglio e di più e a rivolgerle il seguente ultimatum: "Con la Juve l'ultima possibilità".

CLIMA TESO
- Un clima teso, da caccia al giocatore, che a Spalletti non piace affatto: «Siamo in difetto e difficoltà, lo sappiamo, ma vogliamo fare di tutto per uscire da questo momento. Non ho mai sentito dire che i miei calciatori vanno a fare i menefreghisti in un locale il sabato sera, vogliamo rimettere a posto tutto. I giocatori si sono fermati a parlare con i tifosi ma tutto va fatto in maniera civile e corretta, ora non è che a chiunque passa tu devi dare delle spiegazioni: ma che discorso è... Allora siamo tutti delle marionette e questo significa che non si ha il carattere per ribaltare le situazioni. Non fanno bene a noi nè ai nostri tifosi questi discorsi qui e a me la Roma sta cuore, altrimenti è segno che non ci siamo conosciuti bene».
 
PERICOLO FALLIMENTO
- Lui, invece, i suoi calciatori li conosce bene, per questo chiede di non infierire: «Non spersonalizziamo i calciatori, non ridicolizziamoli perchè si fa peggio. Se si vogliono umiliare per forza, si fa peggio. Dobbiamo risolvere questa situazione ma non vogliamo buttare via tutto il lavoro fatto in questi tre anni e non vorrei che si fosse dimenticato anche questo. Quando si parla di progetti, questi si fanno arrivare fino in fondo e poi si fa un discorso in generale, non che al primo problema si butta via tutto. Mi sembra che si stia esagerando, nonostante siamo in un bruttissimo periodo e dobbiamo fare di più. Va presa in esame la situazione attuale, mettendo altra carne al fuoco è difficile trovare i correttivi».

DE ROSSI
- Allora meglio sgombrare il campo da qualche possibile equivoco, dai rapporti non più idilliaci con De Rossi al suo possibile futuro alla Juventus: «Io parlo con De Rossi e lui fa vedere di essere totalmente estraneo a queste allusioni. Attrito? Quando i risultati sono così, è chiaro che si va a spingere sull'acceleratore, sui confronti in campo, su un dettaglio fuori, di possibili di frizioni ce ne sono di più. Ma che ci sia una rottura o che lui non giochi o che giochi contro di me no. Lo avrei obbligato a partecipare all'amichevole con Tottenham dopo quello che gli era successo? Ma figuratevi se uno come me avrebbe fatto una cosa simile per un'amichevole, in un momento così delicato, a un giocatore che mi ha dato così tanto (eufemismo, ndr) in questi tre anni».

NESSUN INTERESSE PER PANCHINA JUVE
- Poi, sulla panchina della Juve e della Roma: «Questa cosa della Juve non interessa a nessuno in questo momento. Se mi tengo stretta la panchina della Roma? Visto che si parla sempre di progetto, io ho un contratto, cerco di lavorare in maniera seria e responsabile così come i calciatori. Poi nel calico c'è un periodo nel quale ti gira tutto storto e non riesci a sviluppare quello che vorresti. Deve servirci di esperienza e farci uscire rafforzati. Quando non attraversi un buon momento, le cose che ti succedono devono darti insegnamenti da mettere in pratica in futuro».

INFORTUNIO TOTTI
- Chissà quale insegnamento avrà fornito l'ennesimo stop di Totti, fermato da un'altra infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio destro (quello infortunato): «Nelle ultime tre partite non ha potuto mai allenarsi per il riacutizzarsi di questa infiammazione che gli dà noia. È inutile, si farebbe del male anche alla squadra: così non può giocare. Ha provato ad accelerare ma gli fa male il ginocchio. Giovedì lo abbiamo mandato in piscina per fargli fare qualcosa di vicino a un lavoro di potenza aerobica. Oggi ha fatto qualcosa di velocità ma non gli è possibile e non si può portare a Torino - conclude - Quando gli sale l'infiammazione, il dolore, deve abbassare l'intensità del lavoro e non può forzare».

ENTUSIASMO JUVE
- In attacco ci saranno Vucinic (che rientra dalla squalifica) o Baptista («Sta bene ed è a disposizione»), in difesa torneranno Mexes e Juan, a centrocampo si rivedranno Pizarro e De Rossi insieme. Insomma un bel pezzo di Roma tipo per tentare, dopo sette anni, di vincere di nuovo in casa della Juve: «Loro sono una squadra di grande livello e ora, dopo gli ultimi 2-3 risultati positivi, hanno anche ricreato entusiasmo. Hanno questo vantaggio, mentre è più difficile lavorare in una situazione come la nostra. Però i miei ragazzi vogliono fare risultato, anche se sentono la difficoltà addosso, l'umore: questo a volte si può tradurre in nervosismo ma è un rischio che bisogna correre». Magari senza ripetere errori già visti: «Non dobbiamo riprendere gol su queste palle dritto per dritto nelle quali ci facciamo trovare troppo aperti - conclude- Dobbiamo provare a vincere perchè siamo una squadra di questo livello qui».
 
 
 
 
 

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