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Roma, il ritiro è stato annullato. Panucci: «Ci riprendiamo»

La delusione di De Rossi dopo il ko contro la Juve
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© Foto Pegaso
 
Contestazione a Trigoria. Duro confronto giocatori-tifosi
ROMA, 2 novembre - Alla fine ha vinto Luciano Spalletti. La Roma non è più in ritiro. La squadra ha chiesto alla società di interrompere la "punizione", scattata subito dopo la sconfitta con l'Udinese di una settimana fa, ed ha ottenuto una risposta affermativa a due giorni dalla sfida di Champions col Chelsea.

MATTINATA COMPLICATA - Non è stata però una mattinata facile a Trigoria, dopo la sconfitta (la quinta consecutiva) contro la Juventus. Una ventina di tifosi, che tra l'altro all'ingresso del centro sportivo ha affisso un cartello "Vendesi AS Roma, rivolgersi Rosella Sensi. In omaggio Spalletti", ha contestato la squadra e avuto confronti sia con l'allenatore che con i giocatori. Il tecnico giallorosso ha risposto così alle critiche di uno di loro arrampicato sul muro di cinta: «Dispiacerà più a noi che andiamo in campo. È inutile che ce lo vieni a ricordare».

IL CONFRONTO TIFOSI-GIOCATORI - Poi, sotto l'attento sguardo di alcuni poliziotti (mentre un elicottero della Polizia sorvolava Trigoria), alcuni giocatori si sono fermati a parlare con i contestatori: «Siamo una squadra che in dieci giorni può uscire dalla crisi - gli ha detto Panucci - Dovete stare tranquilli, risolveremo tutto. A me non piace cercare scuse, voi lo sapete». Perrotta e Tonetto, invece, si sono beccati qualche minaccia: «Le minacce non servono a niente - ha risposto Perrotta - Dispiace più a noi. Siamo amareggiati per questa situazione, non ce la riusciamo a spiegare».

TEMPESTILLI A COLLOQUIO - Anche il direttore organizzativo Tonino Tempestilli si è fermato a parlare: «Si può anche sbagliare nella vita, adesso bisogna guardare avanti. Voi stessi non dovete farvi coglionare perché i primi che ne risentono siete voi, che ci mettete passione. La squadra uscirà dalla crisi. Serve calma e pazienza. Certe situazioni potrebbero creare il panico invece di fare del bene». Quindi è stato il turno di Spalletti che, insieme al team manager Scaglia, ha avuto un colloquio dentro Trigoria con una rappresentanza dei tifosi.

SPALLETTI PREOCCUPATO -  «Sono preoccupato anche io». Lo avrebbe ammesso Luciano Spalletti ai tifosi secondo quanto riporta il sito romanews.eu. Il tecnico giallorosso ha avuto un confronto con i contestatori, che fino a poco prima avevano ricoperto di insulti (e in qualche caso minacciato) gran parte della squadra, invitati proprio da Spalletti ad entrare nel centro sportivo giallorosso. «Anche i giocatori sono dispiaciuti di questa situazione - si legge - È imbarazzante sia per noi che per loro, nello spogliatoio li ho visti molto tristi. I ragazzi continuano ad allenarsi, aspettando la situazione positiva. Ci mettono il massimo impegno. Sono preoccupato anche io. So che ci vuole tranquillità per arrivare a certi risultati. Mio figlio ha fatto a botte due volte per la Roma, perché i compagni di scuola lo prendono in giro. Entrambi i miei figli non vogliono più uscire di casa perché hanno paura. È vero, noi siamo privilegiati, ma in queste situazioni ne risente anche la vita privata. Va bene contestare, ma va sempre fatto in modo civile».

IL CHIARIMENTO - «I miei figli sono tifosi della Roma e quindi in questo momento sono tristi, ma nella loro scuola al di là di qualche banale sfotto non è successo niente». Luciano Spalletti, allenatore giallorosso, in una telefonata all'ANSA puntualizza così lo stato di disagio che sta vivendo la sua famiglia per la crisi romanista di cui hanno parlato oggi alcuni tifosi al sito "romanews.eu". «Ho fatto entrare dentro Trigoria alcuni sostenitori - spiega Spalletti - e loro mi hanno espresso lo sconforto per il momento che sta vivendo la squadra. Io ho risposto che loro sono quelli maggiormente penalizzati, ma che sul piano professionale noi non stiamo facendo certo bella figura. E poi ho aggiunto che noi ci stiamo male anche sotto molti altri aspetti oltre a quello professionale: tra questi, quello familiare. Qui ho fatto riferimento ai miei bambini che essendo tifosi della Roma non hanno voglia di uscire in questo momento, ma senza mai parlare di botte a scuola o cose simili».

 
 
 
 
 

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