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Spalletti: «Roma in Champions, io ci credo»

Spalletti: «Roma in Champions, io ci credo»
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© Foto REUTERS
 
Con la Samp giallorossi a pezzi. Il tecnico: «Aspetto risposte dagli altri»
ROMA, 14 marzo - Il campionato come la Champions. Inseguendo quella finale che a questo punto è il quarto posto. L'obiettivo dichiarato della Roma. Perché si riaprano quelle porte che l'Arsenal ha chiuso all'Olimpico. Lasciando nei tifosi e nella squadra giallorossa una grande amarezza. Questa la missione affidata da Spalletti ai suoi giocatori: «Mancano undici partite, devono essere undici sfide di Champions».

LA FESTA DEI TIFOSI - Una Champions formato serie A, per la Champions. Con anche i tifosi a lanciare la rincorsa. Messo da parte il dispiacere, infatti, si sono presentati in oltre tremila a Trigoria. La società ha deciso di aprire i cancelli del centro sportivo, permettendo loro di assistere all'allenamento. Che si è trasformato così in una sorta di festa. Cori, fumogeni e anche due striscioni: “A testa alta e fieri dei nostri valorosi condottieri" e "11.3.09 il vostro coraggio premiato, per noi nessuno ha sbagliato". «Non mi era mai capitato - ha commentato Spalletti -. È stata una cosa bellissima, non solo per noi ma per il calcio. Sono questi i comportamenti che dovrebbero esserci se vogliamo mettere a posto qualcosa in questo mondo. I nostri tifosi hanno fatto vedere anche che meritano soddisfazioni pari a quello che è il loro amore per la Roma. Anche loro devono essere la nostra forza».

SUPERIORITA’ PRESUNTA - Quanto al cappotto delle squadre inglesi contro quelle italiane in Champions, Spalletti non condivide l’opinione di quanto vedono una netta superiorità del calcio britannico su quello nostrano. «A me la differenza tra le squadre italiane e quelle inglesi non è sembrata così evidente come ho letto e sentito. L'Inter è stata all'altezza del Manchester United e avrebbe anche potuto vincere. Come la Juventus. E anche noi... La differenza l'hanno fatta gli episodi: un tiro deviato come quello del Chelsea non rappresenta certo la superiorità del calcio inglese».

UNDICI FINALI - La corsa verso la riconquista della Champions comincia contro la Samp dell'ex Cassano. «Siamo nelle condizioni di potere fare la nostra corsa verso l'obiettivo - ha continuato l’allenatore giallorosso -. Dobbiamo avere fiducia. Al di là dell'amarezza arrivata per l'eliminazione dalla Champions League. Ai giocatori, per cercare di fare tornare un po’ di entusiasmo, ho detto che dobbiamo rimpiangere solo le cose dove non abbiamo avuto il coraggio di osare, di provarci. E stavolta l'abbiamo avuto, quindi non dobbiamo avere alcun rammarico. Ora ce la giocheremo con Genoa, Fiorentina e altre ottime squadre, ma anche con la Lazio, che sta risalendo in modo forte. Ma se abbiamo lo spirito giusto non abbiamo problemi».

LA FIDUCIA - «Credevo nel quarto posto anche quando eravamo a 18-20 punti da quel traguardo, ci credo anche adesso. Abbiamo le potenzialità per arrivarci. Dobbiamo superare l'amarezza di un risultato negativo. Dobbiamo ripartire. Con serenità, perché la tranquillità può aiutare a fare girare a favore gli episodi». Si comincia, come detto, dalla Sampdoria, che «viene da una brutta sconfitta, pur avendo fatto almeno quanto il Bologna se non meglio. Ma sono una squadra bellissima. E hanno una classifica non facile che vogliono sicuramente aggiustare».

SQUADRA A PEZZI - La Roma, oltretutto, arriva alla sfida con mille problemi: nove gli assenti, a cominciare da Totti. E poi ci sono Pizarro e Motta, convocati ma acciaccati. «Abbiamo sempre detto che la rosa è folta, anche se qualche problemino numerico effettivamente l'abbiamo. Ma mi aspetto proprio in questi momenti, come sempre, qualcosa di più da quelli che finora hanno giocato meno. Mi aspetto che facciano vedere che la fiducia in loro è stata ben riposta». Adesso e per il futuro. Perché «possiamo lavorare con questo gruppo ancora per un bel po’. Poi naturalmente bisogna programmare comunque qualcosa e farlo bene. Per quanto mi riguarda il contratto ce l'ho, è lì». La Champions League, invece, va riconquistata.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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