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Unicredit alle Sensi: ora vendete la Roma

Unicredit alle Sensi: ora vendete la Roma
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Fioranelli e il suo legale De Santis non mollano la presa
ROMA, 29 maggio - Praticamente un diktat, anche se nei modi paludati che usano, sanno usare le banche: Vendete la Roma, dovete rientrare in fretta dei debiti con noi. Unicredit ha fatto la mossa e stavolta le sorella Sensi, presenti all’incontro di ieri nella sede dell’istituto di credito socio al 49 per cento di Italpetroli, sono rimaste spiazzate. Affidare entro pochi giorni ad una banca d’affari il mandato per trovare un socio forte, qualcuno che paghi un bel po’ per il pacchetto azionario e consenta il rientro nei parametri previsti dai patti banca-Sensi.

LE SCADENZE - Servono 200 milioni per onorare le scadenze e un piano realistico per il resto. Unicredit vanta un credito di 280 milioni dai Sensi (ma altri 70 milioni sono pendenti con altre banche). La banca non ha gradito che i contatti con Fioranelli siano avvenuti – inizialmente – all’oscuro di chi ha dato fiducia ai Sensi dal 2004 in poi. Così si valutano anche altre opzioni: c’è quell’offerta di 600 milioni per l’intero gruppo Italpetroli che Roger Tamraz, uno dei fondatori di Tamoli e grande amico (e finanziatore attraverso Oil Capital) della famiglia Clinton e dei Democratici americani… E ci sarebbe il fondo sovrano libico dei Gheddafi, socio forte proprio di Unicredit. O quell’Angelini che s’era fatto avanti giorni fa e aveva fatto retromarcia davanti alla Consob.

L'ASSALTO - Fioranelli e il suo legale De Santis non mollano la presa e si dicono pronti, coi soldi dello stesso agente Fifa e del socio Volker Flick (ma bastano?). Il fatto resta: la Roma è all’impasse e il rischio di partire con ritardo irrecuperabile nella stagione del rilancio è concretissimo. Ma una seconda stagione fiacca non se la può permettere nessuno: peggio va la Roma, società che ha ceduto in leasing Trigoria e il marchio ad una società di una delle Sensi, e più si svaluta l’asset… Insomma, fatti i contratti di Aquilani e Juan, ora si deve fare la Roma. Unicredit l’ha chiarito molto bene.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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